Cazzola: “Progetto Dall’Ara importante, che delusione la Virtus!”


Intervistato prima di Bologna-Sampdoria, l’ex presidente Alfredo Cazzola ha parlato del tema stadio ma anche della Virtus

– di Marco Vigarani –

Alfredo Cazzola, ex presidente di Bologna e Virtus (ph. Resto del Carlino)

Alfredo Cazzola, ex presidente di Bologna e Virtus (ph. Resto del Carlino)

Nell’immediata vigilia di Bologna-Sampdoria, in occasione dell’ingresso allo stadio Dall’Ara abbiamo raggiunto l’ex presidente rossoblù Alfredo Cazzola per parlare di Bologna e non solo. “Sono venuto anche l’anno scorso allo stadio – ha detto a proposito del suo rapporto con il club che ha guidato dal 2005 al 2008 – perchè mi piaceva il gioco di questa squadra. Questa squadra è ancora in rodaggio ma Donadoni sta facendo davvero un buon lavoro“. Egli ha poi speso parole importanti sul tema della riqualificazione del Dall’Ara: “Mi sembra che sia un progetto importante e che preveda un investimento consistente. La ristrutturazione di uno stadio è sicuramente una strada costosa ed impegnativa ma se il Comune offre opportunità collaterali importanti penso che i conti potranno quadrare anche per il presidente Saputo. Non lo dico per fare polemica ma proprio notando che l’amministrazione attuale mi pare protesa a fare tutto il possibile per agevolare il Bologna. In Italia purtroppo va detto che i tempi della burocrazia sono spesso ben diversi da quelli dell’imprenditoria“. Impossibile non chiedere a Cazzola anche un commento sulla Virtus e la risposta è particolarmente amara: “Avrei bisogno di molto tempo per dire quello che penso ma trovarsi in questa situazione mi ha provocato un grande dispiacere. Credo che ci siano responsabilità importanti per la proprietà, il management e l’area tecnica che con questo risultato sono entrati di diritto, in negativo, nei libri di storia. Quando rilevai la Virtus avvertii l’onere della sua storia come imprenditore e come tifoso ma in questi anni mi sembra che non ce ne sia preoccupati troppo. La storia bianconera è stata scritta da un uomo come Porelli al quale era stata data carta bianca e poi anche con me credo che siano arrivati risultati importanti ma dalla Fondazione mi aspettavo un esito migliore. Mi stupisco anche che in questi anni non si sia trovato un imprenditore in grado di gestire da solo la Virtus“. Infine una battuta sul futuro: “Sono stato in trincea nel basket per dieci anni e nel calcio per altri tre: penso di aver fatto abbastanza“.

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