Champions League: dal 2018 saranno 4 le italiane nel torneo, senza playoff


L’Uefa ha annunciato i cambiamenti della Champions League dal 2018 al 2021: 4 italiane nella competizione e più soldi ai club con maggiori meriti storici

– di Tiziano De Santis –

Il trofeo dell Champions League in campo (ph. Bergamopost.it)

Il trofeo dell Champions League in campo (ph. Bergamopost.it)

Ci sono storie che rimangono uguali, imprigionate nel loro copione, dall’inizio alla fine; ci sono altre, invece, capaci di mutare la propria essenza in virtù del cambiamento dei tempi e dei fattori ruotanti attorno alla sceneggiatura stessa. E’ il caso del calcio del giorno d’oggi, o meglio, di quello che verrà; più precisamente, è quello della Champions League. La più importante competizione di club sul panorama europeo e, probabilmente, mondiale, è pronta a voltare pagina: a deciderlo è stato l’Esecutivo straordinario Uefa, che, prima del sorteggio che ha visto coinvolte le italiane Juventus e Napoli, ha decretato le modifiche che entreranno in vigore nel torneo.
Dal 2018 al 2021, infatti, la pelle della Champions cambierà in più aspetti: innanzitutto il ranking per club, che attualmente attribuisce a ogni team il posto nei sorteggi e che, in futuro, sarà composto da tre blocchi di risultati: quello dal 1956 (data di avvio della prima Coppa dei Campioni) al 1993 (anno di inizio della Champions), quello dal 1993 al 2008 e quello del decennio finale dal 2008 al 2018. Ovviamente, gli ultimi trionfi o insuccessi che siano avranno un peso maggiore. Il discorso ranking sarà, indubbiamente, collegato alla definizione delle fasce nei sorteggi di agosto e in quelli dell’eliminazione diretta, ma varrà soprattutto per la distribuzione dei soldi ai club con il fine di un aumento dei ricavi a quasi 3 miliardi e della somma economica per le società militanti interessate. I premi saranno conseguentemente divisi in quattro parti: il fisso di partecipazione (25%), il market pool (scenderà al 15% dal 40% attuale),  i risultati storici (più comunemente ranking per club, pari al 30%) e quelli stagionali (restante 30%).

Le prime 4 nazioni per ranking che vanteranno di 4 squadre ciascuna nel 2018 (It.sports.yahoo.com)

Le prime 4 nazioni per ranking che vanteranno di 4 squadre ciascuna nel 2018 (It.sports.yahoo.com)

I posti disponibili per i club dei vari Paesi, infine, saranno collegati al ranking delle nazioni stesse: la fascia delle prime 4, costituita da Spagna, Germania, Inghilterra e Italia, potrà esibire sul palcoscenico europeo ben 4 squadre, quelle ai vertici della graduatoria dei rispettivi campionati. La fascia inferiore, con un eventuale 5° posto internazionale per ranking, ammetterà solo il primo e il secondo club secondo ordine di classifica, più un terzo ai playoff. Il tutto nella direzione che metà delle 32 equipe in gioco siano dei grandi Paesi. Occhio, quindi, a chi ci segue nel ranking Uefa: sarebbero guai se i vari Portogallo, Francia e Russia ci precedessero di fascia.
Di sfondo alle suddette modifiche, nascerà una società Uefa (Union of European Football Associations: Unione delle associazioni calcistiche europee)-Eca (European Club Association: Associazione dei Club Europei) che permetterà ai club di essere molto più coinvolti nel piano organizzativo europeo.
Dal 2021 in poi si cambierà nuovamente, allestendo una competizione ancora più esclusiva con un numero maggiore di partite, alcune delle quali si giocheranno, probabilmente, anche in sedi neutre (pronte a sovvenzionare alla grande gli eventi) e nel fine settimana, con i relativi campionati spostati al mercoledì.

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