Ciro Immobile, storia di un bomber che ha perso la via del gol


Dopo l’esperienza deludente al Borussia Dortmund, Immobile non sorride nemmeno a Siviglia. Udinese e le due genovesi le opzioni attuali per un possibile ritorno in Italia

– di Luigi Polce –

Immobile e l'Italia affondano contro l'Uruguay e salutano il Mondiale 2014 (ph. LaPresse)

Immobile e l’Italia affondano contro l’Uruguay e salutano il Mondiale 2014 (ph. LaPresse)

Torino-Dortmund-Siviglia e ritorno in Italia. Con addosso prima il granata, poi il giallonero, poi il biancorosso e adesso, forse, il blucerchiato Sampdoria. Questo l’ultimo anno e mezzo vissuto da Ciro Immobile, emigrante del calcio che non ha saputo ripetersi dopo l’incredibile stagione 2013/14, che lo ha visto laurearsi con il Torino capocannoniere della serie A con 22 centri in 33 partite, bottino che gli consentì di andarsi a giocare il Mondiale brasiliano da titolare della Nazionale di Cesare Prandelli incapace di superare il girone di qualificazione e già a casa il 24 giugno. Proprio quel pomeriggio di Natal, con l’Italia messa al tappeto da un colpo di testa del capitano dell’Uruguay Godin, segna in un certo senso l’inizio della discesa della parabola di Immobile, da lì in avanti lontano parente dell’attaccante devastante visto sotto la Mole, un po’ forse per demeriti suoi e un po’ causa il poco spazio concesso prima da Klopp e poi da Unai Emery.

Uno dei pochi sorrisi per Immobile nella travagliata annata di Dortmund (ph. intrasport)

Uno dei pochi sorrisi per Immobile nella travagliata annata di Dortmund (ph. intrasport)

Andiamo però con ordine. Subito dopo l’esperienza fallimentare in Brasile, l’attaccante ex Juventus spicca il volo verso la Germania: lo attende il Borussia Dortmund, orfano di un certo Robert Lewandowski, che sborsa per lui la bellezza di 18 milioni di euro. I primi mesi sono incoraggianti: il 24 settembre arriva il primo gol in Bundesliga, nel 2-2 contro lo Stoccarda. Poi altri due centri, contro Colonia e Wolfsburg, ma è in Champions League che Ciro fa vedere le cose migliori: nel girone mette a segno 4 gol in 6 partite, contribuendo alla qualificazione agli ottavi del Dortmund, eliminato poi proprio dalla Juventus. La stagione dei gialloneri comunque si rivela complicata, sfortunatamente per Immobile, visto che i ragazzi di Jurgen Klopp navigano nei bassifondi della classifica fino a metà febbraio. Per l’attaccante azzurro lo spazio comincia gradualmente a ridursi, nel 4-2-3-1 del Dortmund il posto di punta centrale è di Aubameyang e Immobile è costretto alle briciole, tanto che nelle ultime 11 giornate di campionato colleziona appena 125 minuti. Il bilancio dell’avventura tedesca si chiude con 10 reti e 3 assist in 34 presenze, molte delle quali come detto partendo dalla panchina. Immobile allora capisce che è tempo di cambiare aria, e la chiamata del Siviglia non può rimanere inascoltata.

Immobile esulta dopo il gol al Real Madrid, unico sin qui con la maglia del Siviglia (ph. eurosport)

Immobile esulta dopo il gol al Real Madrid, unico sin qui con la maglia del Siviglia (ph. eurosport)

“Non potevo parlare con nessuno, l’anno scorso avevo un traduttore sempre con me, presente quando parlavo con l’allenatore. Il tedesco è molto complicato. Parlavo un po’ in italiano con Aubameyang, con Sokratis, che è greco, però è dura in ritiro poter parlare solo con due o tre persone. Quando l’allenatore spiegava aspetti tattici diventava complicato, non capivo nulla. Non solo la lingua tedesca è complicata, ma anche a livello culturale siamo in punti opposti. Penso che il Siviglia sia la squadra perfetta per il rilancio di cui ho bisogno”: parole firmate Ciro Immobile il giorno della sua presentazione a Siviglia, che paga per lui circa 12 milioni di euro. La squadra spagnola, reduce dal secondo successo consecutivo in Europa League, si affida a Immobile e all’altro ex Juventus Llorente per colmare il vuoto lasciato da Carlos Bacca, bomber colombiano passato al Milan per 30 milioni. L’esordio in maglia Siviglia per Immobile avviene contro il Barcellona, l’11 agosto, durante la finale di Supercoppa Europea: subentrato all’80’ a Gameiro, dopo nemmeno un minuto si rende protagonista di una bella iniziativa personale sulla fascia destra che porta al gol di Konoplyanka, a completare l’incredibile rimonta dall’1-4 al 4-4. Tutti gli sforzi sono poi vanificati dal 5-4 finale di Pedro ai supplementari, però Immobile può essere soddisfatto del suo primo approccio con la nuova camiseta. Sarà, purtroppo per lui, un altro fuoco di paglia: un solo gol in campionato, contro il Real Madrid; due in coppa del Re contro il non irresistibile Logrones, e scampoli di partita in Champions senza mai esultare.

Ecco perchè la soluzione potrebbe essere il ritorno in Italia, con Udinese, Genoa (dove Immobile giocò nel 2012/13, segnando 5 gol) e soprattutto Sampdoria pronte a riaccogliere a casa Ciro e dargli una chance di rilancio. Da un Mondiale vissuto da titolare ad un Europeo dal quale molto probabilmente resterà fuori: ci sono ancora 5 mesi per cambiare una storia che per ora non sembra prevedere un lieto fine.

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