Tra una clausola, un vincolo e una promessa…storie di plusvalenze


Da Cuadrado a Lavezzi, da Jovetic a Sanchez, da Marquinhos a Vidal sino a Pogba e Higuain: quando una promessa si trasforma in una plusvalenza da capogiro

– di Tiziano De Santis –

Mancini e Thohir a colloquio (ph. Espnfc.com)

Mancini e Thohir a colloquio (ph. Espnfc.com)

La storia del pazzo mercato estivo si è rivelata, spesso e volentieri, madre di un giro di soldi esorbitante, tra entrate ed uscite delle grandi e “piccole” società italiane ed europee: un ingaggio di un parametro zero può essere sinonimo, infatti, di un “acquisto” futuro, proprio nel momento della sua cessione. La gestione di una società, specie in tempi odierni, non è semplice, vista la mancanza di capitali e la frequente caduta in passivo della stessa. Ne sa qualcosa l’Inter di Thohir, risucchiata da una programmazione non esemplare che negli ultimi anni ha costretto a un doppio passaggio di proprietà e ad un clima quasi insanabile tra il tecnico Mancini e il presidente e imprenditore indonesiano. Con Suning sarebbe stato tutto molto più semplice, se le tempistiche eccessivamente lunghe di entrata degli uomini cinesi al posto del precedente staff dirigenziale del club non si fossero messe in mezzo tra un piano organizzativo e un mercato ancora da iniziare. A prender parte della Milano decaduta è anche il Milan, affondato nell’oblio dell’ignaro tra un accordo da sottoscrivere ufficialmente e una mancanza di fondi indispensabili per portare a termine con successo i numerosi blitz di Adriano Galliani.

Pogba (dx.) e il suo agente Mino Raiola (sx.) a colloquio nella premiazione della Juventus come campione di Italia (ph. Eurosport.com)

Pogba (dx.) e il suo agente Mino Raiola (sx.) a colloquio nella premiazione della Juventus come campione di Italia
(ph. Eurosport.com)

Nel clima rovente del calciomercato estivo sopracitato, degno di nota viene a diventare il concetto di plusvalenza: se denaro non hai e non puoi permetterti di acquistare i migliori esponenti calcistici europei e mondiali, puoi, tuttavia, partorire delle entrate indispensabili e per il mercato e per il risparmio di ingaggi stratosferici per le tue finanze. Tutto si basa sul ruolo del procuratore, intento a far il bene del proprio assistito è vero, ma il più delle volte in conflitto con la società detentrice del cartellino del ragazzo. Dietro la volontà di cambiare aria di un calciatore, si celano delle proposte di contratti esagerati da parte di altri club, che sfruttano, a loro volta, i propri storia vincente e capitali smisurati per arrivare ai migliori giocatori sul panorama internazionale. Sposare un progetto ha il significato, di frequente, di un trasferimento dove si viene pagati tanto in primis e si può avere delle possibilità in più di vittoria solo in secundis. Non solo, perchè quando un calciatore vuole andarsene la maggior parte delle volte non può essere trattenuto dalla società cui appartiene il suo cartellino. E a quest’ultima cosa conviene fare? Ecco entrare in gioco la convenienza economica di un’uscita faticosa da sostenere in termini di valore sul campo di un tesserato, ma molto più necessaria per il bene finanziario di un club che può, così, reinvestire gli stessi soldi nel mercato e nel risanamento dei debiti accumulati.

Pogba (sx.) e Mourinho (dx.) con in mezzo il logo dello United (ph. Express.co.uk)

Pogba (sx.) e Mourinho (dx.) con in mezzo il logo dello United (ph. Express.co.uk)

Chi è bravo ad osservare e intravedere il talento di un ragazzo ancora giovane o di un parametro zero sfortunato negli ultimi mesi di attività può accaparrarsi il frutto di un ingente entrata nel momento in cui un nuovo club voglia e possa permettersi di pagare una clausola. E’ il caso di Paul Pogba, uno dei nomi caldi dell’estate piuttosto ferma delle big italiane. I 120 milioni richiesti dalla Juventus sembrano, obiettivamente, eccessivi rispetto alle capacità ed esperienza del 10 bianconero, ma il Manchester United di Mourinho sembra intenzionato, entro il fine settimana, a chiudere le pratiche e far suo il gioiello francese. La plusvalenza in questione? Ben 96 milioni, considerando che il 20% della quota in entrata nelle casse della Vecchia Signora andrà al calciatore.

Gonzalo Higuain col la maglia della Juve, suo prossimo club (ph. News.superscommesse.it)

Gonzalo Higuain col la maglia della Juve, suo prossimo club (ph. News.superscommesse.it)

Diversa la vicenda Higuain, attaccante del Napoli vicinissimo alla Juventus, che verserà ai partenopei 90 milioni di euro in quanto l’accordo con De Laurentiis prevede l’entrata di 94,7 milioni nel caso in cui sia il Pipita a svincolarsi, 90 se è una squadra a versare la somma; di mezzo piomba anche la promessa del patron azzurro fatta un anno fa all’attaccante argentino, già pronto ad andarsene nell’estate 2015/2016: l’adeguamento del contratto e l’Europa ancora per un’altra stagione avrebbero permesso a Higuain di poter partire in fase di mercato estivo del 2016/2017. Mantenere una promessa non può non essere una bella storia, delle volte: si può perdere la pedina più importante del proprio team ricostruendo, con i soldi ricevuti (86,3 milioni di plusvalenza), la rosa con nuovi acquisti di valore, colmando i gap con chi ti precede.
Certo, forse non vendendo la stessa pedina proprio a chi hai dovuto guardare dal basso all’alto negli ultimi anni, ma la volontà di un calciatore e la tutela di un procuratore sembrano essere diventati scogli impossibili da arginare.

Edinson Cavani con la maglia del Psg alla presentazione dopo il trasferimento da Napoli a Parigi (ph. Entertainmentallday.com)

Edinson Cavani con la maglia del Psg alla presentazione dopo il trasferimento da Napoli a Parigi (ph. Entertainmentallday.com)

In passato, lo stesso Napoli ottenne quasi 68 milioni dal Psg per il cartellino di Edinson Cavani (plusv. 64 mln.); il Milan si accaparrò 67 milioni dal Real Madrid nell’affare Kakà (plusv. 63 mln.) e prima ancora 43 milioni dal Chelsea nella cessione di Shevchenko (plusv. 42 mln.); Cuadrado fece fruttare 20 milioni all’Udinese da parte della Fiorentina; Sanchez ben 26 milioni al club friulano partendo per Barcellona; la Fiorentina incassò 26 milioni dal City per Stevan Jovetic (plusv. 22 mln.); più recenti le cessioni di Lavezzi (dal Napoli al Psg per 28 mln.) Thiago Silva (dal Milan al Psg per 41 mln. e 35 di plusv.), Marquinhos (dalla Roma al Psg per 31 mln. e 27 di plusv.), Pastore (dal Palermo al Psg per quasi 40 mln. e poco meno di 29 di plusv.), Vidal (dalla Juve al Bayern Monaco per 37 mln. e quasi 31 di plusv.), Dybala (dal Palermo alla Juve per 32 mln. e 27 di plusv.) e Pjanic (dalla Roma alla Juve per 32 mln. e 28 di plusv.).
Storie belle, storie di tradimenti, storie di clausole e promesse, o più semplicemente..storie di plusvalenze.

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