Colonnello: “Che bella Bologna e quel caffè con Saputo…”


Intervista del PG a Gianluca Colonnello tra i ricordi delle sfide al Dall’Ara, il Lecce di Corvino e Ingesson ma anche un caffè con Saputo

– di Marco Vigarani –

Gianluca Colonnello, autore di oltre 100 presenze in Serie A tra Perugia e Lecce

Gianluca Colonnello, autore di oltre 100 presenze in Serie A tra Perugia e Lecce

Incontrare Gianluca Colonnello sul campo di Sportilia in occasione del camp di Aicas Group è stato come chiudere gli occhi e farsi accompagnare indietro di vent’anni riassaporando un calcio che abbiamo amato e che probabilmente non rivedremo più. Gli Anni 90 in Italia sono stati un’epoca d’oro per il mondo del pallone tra spese pazze, grandi campioni che hanno scritto la storia in collaborazione con tanti compagni magari meno blasonati ma che sono entrati comunque nel cuore di tanti. Ne è una prova il successo che sta avendo in questi mesi l’idea di “Operazione Nostalgia” che con il suo secondo raduno ha mobilitato tremila fan e una trentina di ex calciatori compreso proprio Colonnello che dice: “È stato davvero bellissimo vedere tanti tifosi con maglie di qualsiasi squadra ed arrivati da qualsiasi parte d’Italia: addirittura un ragazzo era arrivato dal Nepal. Per me poi è sempre un’emozione incontrare di nuovo amici come Tonetto, Chevanton, Chimenti e tutti gli altri“. Ripercorrendo la sua carriera tra campo e panchina con aneddoti divertenti sui rapporti con tanti compagni come Nakata e Rapaic ai tempi del Perugia, ci si imbatte poi spesso in qualche riferimento al Bologna, una piazza da sempre apprezzata ma sempre incontrata dalla parte opposta della barricata: “Ho ricordi stupendi delle sfide al Dall’Ara – ricorda Colonnello – spesso giocate in pieno inverno con un freddo terribile contro campioni assoluti come Signori, Andersson ed il mio grande amico Klas Ingesson che purtroppo ora non c’è più ma con il quale ho avuto la fortuna di giocare a Lecce. Bologna è un luogo fantastico e ho davvero tanti amici lì“.

Colonnello e Ingesson rivali al Dall'Ara e poi compagni nel Lecce

Colonnello e Ingesson rivali al Dall’Ara e poi compagni nel Lecce

Il collegamento all’esperienza salentina rievoca poi altri ricordi con protagonisti ben noti del passato recentissimo rossoblù: “Mi portò a Lecce il direttore Pantaleo Corvino con il quale ho mantenuto un ottimo rapporto, ci siamo sentiti spesso anche nell’ultimo periodo. Ora è andato via ma credo che abbia fatto un buon lavoro raggiungendo gli obiettivi prefissati. A Lecce poi ho lavorato anche con il dottor Fenucci e con mister Delio Rossi che ha avuto il merito di portare il Bologna in Serie A vincendo quella doppia battaglia contro il Pescara. Vidi entrambe le gare dal vivo e devo dire che gli abruzzesi avrebbero forse meritato qualcosa in più ma gli emiliani fecero della costanza la loro forza e raggiunsero la promozione con pieno merito“. Nel massimo campionato però la vita non è stata semplice per il Bologna e Colonnello spiega: “All’inizio c’è stato qualche infortunio di troppo ed altri giocatori non erano al top della forma quindi si è arrivati all’esonero ma poi Donadoni è stato bravo a cambiare pelle alla squadra in poco tempo e condurla alla salvezza. C’è stato un momento di flessione probabilmente dovuto alle tante voci riguardanti proprio il futuro del mister e di Corvino: sono situazioni che creano insicurezza e difficoltà nello spogliatoio“. Chiacchierando poi della carriera di Colonnello che lo ha portato anche a stretto contatto con il ct Conte a Siena, si scopre un curioso aneddoto legato al Canada ed in particolare al presidente Saputo: “Ho tanti parenti là e allora qualche anno fa svolsi quattro allenamenti con il Montreal Impact andando poi a vedere anche la partita al Saputo Stadium. In quell’occasione ebbi la possibilità di conoscere Joey che fu molto gentile e mi preparò anche un caffè. Non posso che augurare a lui, alla squadra e a tutta la città di Bologna di tornare nelle zone di medio-alta classifica già dal prossimo campionato perchè ci sono davvero tutte le componenti per poter fare bene“.

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