Colpo Juve a Siviglia, capolavoro Leicester, goleada Dortmund


La Juventus vince a Siviglia e si prende la qualificazione, il Leicester infila un’altra vittoria al girone perfetto, il Dortmund umilia il Legia: tutti i risultati della prima serata di Champions League

– di Edoardo Frati –

Bonucci esulta dopo il gol realizzato a Siviglia (ph. Zimbio)

Bonucci esulta dopo il gol realizzato a Siviglia (ph. Zimbio)

Game, set and match per la Juventus, che torna a casa dalla trasferta di Siviglia con qualificazione agli ottavi in una tasca e il primato del girone nell’altra. Bottino pienissimo. Guai a pensare, però, che quella di Allegri e compagni sia stata una piacevole gita infrasettimanale: volendo continuare il parallelismo col tennis, sarebbe opportuno dire che la Juventus ha vinto la partita solo al “tie-break”, dopo essere stata anche sotto nel punteggio e dopo poco più di un’ora e mezza di gioco tiratissima. La squadra di Sampaoli scende in campo con una preparazione e un atteggiamento tattico che farebbe contento ogni allenatore nel mondo: pressing alto e ben distribuito, gioco d’anticipo, folate di bel calcio improvvise. La squadra Campione d’Italia non riesce a girar palla, il Sanchez-Pizjuan è in delirio agonistico e i padroni di casa passano in vantaggio già al 9’ con Pareja, si mette male. Il Siviglia però si crea e si distrugge la partita da sola: al di là della buona risposta della Juventus, che regge nervosamente e recupera metri su metri di campo, sono tre gli episodi chiave che porteranno al ribaltamento del punteggio a 10’ dalla fine: al 36’ l’ex Palermo Vazquez si lascia prendere dalla foga agonistica della partita e rischia un tackle sprovveduto a centrocampo su Khedira, il quale sposta la palla, lascia lì il piede, si prende il doloroso pestone e guadagna fallo. Giallo, già ammonito, rosso: rimanere in 10 con quasi un’ora da giocare manda all’aria il piano tattico di Sampaoli che comincia a sfuriare contro arbitri e giocatori. Probabilmente stava già pensando cosa dire ai suoi a fine primo tempo e che cambi adoperare per mantenere il vantaggio, ma prima del duplice fischio di metà partita Mercado trattiene Bonucci in area durante la battuta di un calcio d’angolo e Clattenburg lo punisce col calcio di rigore: Marchisio rischia ma non sbaglia, torna al gol dopo l’incubo del legamento crociato e fa 1-1 dal dischetto per la sua Juventus. Nella seconda frazione la trama di gioco rimane la stessa: il Siviglia mette tutto sul piano dell’intensità e riesce a rimediare lo svantaggio numerico correndo senza sosta. Poco prima dell’ora di gioco Sampaoli insiste con le proteste e Clattenburg lo spedisce in tribuna. In dieci, senza allenatore e col fiato un po’ corto, la Juve riesce sì a schiacciare gli spagnoli dentro la propria metà campo ma il 4-3-3 di Allegri assomiglia molto, troppo, a un 4-3-2-1 in cui l’“1”, Mandzukic, non ha la mobilità necessaria a dare respiro e spazio di manovra ai “2”, Cuadrado e Alex Sandro. Allegri cambia all’84’ buttando in campo il classe ’00 Kean – che nel giro di 4 giorni a 16 anni esordisce in Serie A e Champions League – al posto di Evra, ma a risolvere la questione ci pensa Bonucci, che sugli sviluppi di un angolo trova il gol al volo, dalla distanza e di mancino. Le telecamere inquadrano la smorfia in tribuna di Sampaoli che sa tanto di resa, e questa arriva nei minuti di recupero con Mandzukic, che involato in contropiede, non sbaglia il colpo del definitivo k.o.

La Juventus porta a casa tre punti pesantissimi in casa della terza forza spagnola, a ridosso di Barca e Real e davanti all’Atletico, in un Sanchez-Pizjuan bollente dove quest’anno avevano vinto solo i catalani e senza Barzagli, Benatia, Chiellini (subentrato), Dybala, Higuain e Pjaca. Il Siviglia si attesta a livelli altissimi anche in nella prima classe europea e sarebbe un peccato se si facesse sorprendere all’ultima giornata dal Lione, che tiene in vita le speranze qualificazione battendo a domicilio un’arcigna Dinamo Zagabria (0-1, Lacazette).

Risultato da record per il Borussia Dortmund (ph. Zimbio)

Risultato da record per il Borussia Dortmund (ph. Zimbio)

Arrivano molti verdetti (o quasi) anche negli altri gironi. Praticamente chiuso in ogni ordine il girone E, dove il Monaco corona un sudato e meritato primo posto ai danni del Tottenham (2-1) che dopo 5 giornate di un deprimente girone eliminatorio si ritrova fuori dagli ottavi e ora dovrà difendere pure il terzo posto valido per l’Europa League contro l’assalto finale del CSKA Mosca, che “patteggia” un 1-1 con il Leverkusen che ha certifica la qualificazione per i tedeschi e lascia speranze di Europa per i russi.

Nel girone G il Leicester completa un girone capolavoro, subendo il primo gol (e che gol) in 5 partite di Champions League dal Brugge solo dopo averne fatti due in mezzora con Okazaki e Mahrez. Imbattuti, qualificati con un turno di anticipo e come prima in classifica: non era il più irresistibile dei gironi ma la squadra di Ranieri dimostra in Europa che la magia dell’anno scorso non è finita. Apertissima la competizione tra Porto e Copenaghen per il secondo posto, con i portoghesi avanti di 2 punti ma costretti a vincere proprio col Leicester in caso di vittoria dei campioni danesi, visti gli scontri diretti in totale equilibrio (1-1; 0-0) e la migliore differenza reti di quest’ultimi.

Nel girone F, infine, Borussia Dortmund e Real Madrid si giocavano e si giocheranno ancora il primo posto del girone: vittoria per entrambe e resa dei conti rimandata al super scontro del 7 dicembre, al Bernabeu. Il Real Madrid ha infatti superato per 2-1 lo Sporting, trovando l’ennesima zampata (anzi, testata) vincente a ridosso del 90’ con Benzema, dopo una gara molto difficile ed equilibrata. Succede di tutto invece a Dortmund, dove il BvB supera il Legia Varsavia con un pirotecnico 8-4: si tratta della partita con più marcature di sempre in Champions League, superato l’8-3 tra Monaco e Deportivo del 2003. Tripletta per il rientrante Reus e doppietta per Prijovic del Legia, che si candida ad essere la “squadra cuscinetto” più divertente di sempre: pareggia con i Campioni d’Europa del Real Madrid (3-3), fa 4 gol al Dortmund ma ne prende 14 in due partite e ne subisce 24 totali in 5 incontri, segnando però più di molte squadre qualificate (con 8 gol all’attivo è l’undicesimo attacco dell’Europa dei grandi).

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