Conferma imperiosa: Murray batte Djokovic a Londra e resta in vetta


Si chiude nella capitale inglese, con la finale più attesa e sperata, l’ATP world tour finals. Andy Murray, numero uno del mondo, mantiene il primato imponendosi contro un Novak Djokovic irriconoscibile

-Giuseppe Cambria-

Andy Murray, il giocatore più forte del 2016, ha confermato il primato Atp battendo Djokovic (ph.gamesetmatch.it)

Andy Murray, il giocatore più forte del 2016, ha confermato il primato Atp battendo Djokovic (ph.gamesetmatch.it)

Due piedi in una sola scarpa. Una prima posizione troppo stretta per entrambi i piedi dei due tennisti che quest’anno hanno dimostrato di essere i più forti, pur tra alti e bassi. Murray contro Djokovic. Primo contro secondo. Il resto l’ha fatto la classifica: l’hanno fatto i numeri. Tutto si è deciso nell’ultima partita dell’ultimo torneo importante della stagione che, per la prima volta nella storia, ha avuto l’arduo compito di assegnare definitivamente la prima posizione nel ranking durante la chiusura dell’anno. Alla “O2 Arena” di Londra è andata in scena la sfida prevista,  quella che tutti volevamo vedere alla fine delle ATP finals. Andy Murray è arrivato in fondo al torneo dopo una semifinale intensa, incerta e avvincente contro il canadese Milos Raonic, affrontato in 3 ore 38 minuti di “kolossal” di puro atletismo e grinta, per chiudere con il punteggio 5-7, 7-6, 7-6, strappando gli ultimi due set al tie break. La semifinale di Djokovic ha invece più una durata da pellicola d’animazione. In 66 minuti di gara, un non pervenuto Nishikori, numero 5 del mondo, viene liquidato con un 6-1,6-1. La stanchezza è tanta – soprattutto per Murray – e le aspettative sono gigantesche. Lo scontro sul campo ci ha detto tutt’altro.

Il match- Inizia al servizio Murray e parte con due doppi falli nel primo game. La tensione è nell’aria e si sente. Djokovic non risponde però come si deve e l’avversario si porta a casa il primo game. Il serbo chiude in pochi minuti il secondo game lasciando a zero Murray. Il numero due del mondo chiude il turno servizio più velocemente dell’avversario, che soffre un po’ di più. Fino a qui le previsioni sembrano esatte. Sul 3-2 Nole fallisce uno smash clamoroso sotto rete, ma riesce comunque a portarsi sul 3 pari dopo che l’avversario arriva per due volte alla palla break. Lo scozzese si rifà successivamente strappando il servizio al serbo e portandosi sul 5-3. Troppi errori per Nole nel primo set. Murray si porta avanti con due set point e Djokovic brucia il primo set mandando la pallina sulla rete. Si chiude sul 6-3. Il secondo set vede un Andy Murray carico, che in maniera fulminea strappa il primo servizio del set all’avversario. La mentalità dello scozzese è di un altro livello e pone la gara in discesa: si prende pure il secondo game con il servizio. Djokovic tiene il turno di battuta egregiamente e si porta sul 2-1. L’errore del serbo sul possibile 30 pari grida allo scandalo: su una volèe semplice manda la pallina contro la rete. Il tennista britannico non perdona e con un ace, subito dopo, chiude il turno di battuta sul 3-1. Nel game successivo Murray arriva a ottenere 3 palle break: la situazione psicologica di Djokovic si è definita. Il più riposato sembra il più fragile, mentalmente. Entra la seconda palla break e Murray si porta sul 4-1. Il match sembra ormai avviarsi verso la fine ma il serbo tiene vive le speranze con un controbreak e tenendo il servizio: 4-3. Murray rinsalda i nervi: riprende subito le redini del match. Ognuno porta a casa il proprio turno di servizio. Lo scozzese chiude il secondo set sul 6-4 e corona una splendida annata. Un Novak Djokovic molto deludente e psicologicamente a terra non è riuscito a smentire i numeri di classifica. I suoi numeri in campo sono stati da “scarpone”. Forse non è più come prima. Da rivedere. Andy Murray, numero uno al mondo, ha dimostrato sul campo di essere il più forte di questo 2016. Il nuovo re adesso può stare beatamente in “due” scarpe. Il riposo è meritato.

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