Conte e Di Biagio: “Fate giocare i nostri giovani”


A distanza di poche ore Di Biagio conferma l’allarme lanciato da Conte sullo scarso impiego dei giovani nei club italiani

– di Marco Vigarani –

Antonio Conte sulla panchina azzurra (ph. Zimbio)

Antonio Conte sulla panchina azzurra (ph. Zimbio)

Se Antonio Conte va avanti per la sua strada nonostante le ben note vicende legate al calcioscommesse, anche Gigi Di Biagio proseguirà la sua esperienza a capo della Nazionale Under 21 nonostante il fallimento della spedizione all’Europeo. Il primo ha confermato il secondo lanciando anche l’ex centrocampista Roberto Baronio come tecnico dell’Italia Under 18, ma entrambi hanno rilanciato con forza l’allarme riguardo allo scarso impiego dei giovani italiani nei club di appartenenza.

Aveva iniziato Conte dicendo come sempre senza peli sulla lingua: “Non posso promuovere nessuna delle nostre società a causa dei tanti stranieri utilizzati. Che cosa stiamo facendo? Li prepariamo per vincere contro di noi in Nazionale? Ai tempi di Lippi e dell’Italia campione del mondo, il ct poteva scegliere tra 61/62 giocatori italiani su 100. Oggi la quota italiani è scesa drasticamente al 33%. Inoltre il problema è ancora più grave se guardiamo al solo reparto offensivo visto che l’Under 21 ad esempio poteva contare solo su Belotti e Trotta come centravanti“.

Di Biagio guiderà l'Italia all'Europeo Under 21 (ph Zimbio)

Di Biagio è stato confermato alla guida dell’Under 21 (ph Zimbio)

Di Biagio poi oggi si dimostra altrettanto preoccupato anche se meno polemico aggiungendo: “L’anno scorso in Serie A ho visto impiegare i giovani italiani solo negli ultimi tre mesi. A marzo in Europa eravamo decimi per minutaggio dei ragazzi nei campionati nazionali e undicesimi per utilizzo in quelle internazionali per club. Ora poi vedo che anche sul mercato i club si sono scatenati su giocatori stranieri ed il rischio che i nostri giovani siano ancora più penalizzati è concreto. Ma la mappatura della prossima Under 21 è già chiara: dovremo andare oltre scegliendo a prescindere da quanto i ragazzi giochino nei club. Anche a scapito delle vittorie o delle sconfitte perchè la crescita dei ragazzi è più importante dei risultati“.

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