Conte lascia, Donadoni e Capello in pole per l’Italia


Antonio Conte ha ufficializzato l’addio alla Nazionale avviando il toto sostituti. Capello e Donadoni le alternative più credibili ma avrà un ruolo determinante anche il presidente Saputo

– di Luca Nigro –

Conte lascerà la Nazionale dopo l'Europeo, una decisione scontata (ph. Zimbio)

Conte lascerà la Nazionale dopo l’Europeo, una decisione scontata (ph. Zimbio)

Sento di dover tornare a fare l’allenatore in un club, avendo così la possibilità di allenare tutti i giorni. In questo momento la nostra concentrazione massima è rivolta unicamente all’Europeo. Chi mi conosce sa che il mio impegno sarà totale“. Queste le parole di Antonio Conte scritte ieri sul suo profilo Facebook.”. Poco dopo, a margine del consiglio federale, il presidente Carlo Tavecchio ha confermato la volontà dell’ormai ex ct: “Antonio Conte mi ha comunicato che al termine del campionato Europeo, la sua esperienza in Nazionale finirà. Sente il richiamo del campo e la quotidianità dell’allenamento. Gli manca il profumo dell’erba. Non è questione di soldi, è questione di lavoro. La mattina si sveglia e gli manca il campo“. Il presidente federale poi si sofferma sul profilo del futuro sostituto: “La scelta sarà seria e commisurata ai tempi che stanno cambiando, ai risparmi necessari e non per togliere prestigio alla Nazionale, ma la scelta sarà di minor costo“. In lizza una lunga lista di nomi: “Valuteremo – continua Tavecchio – chi si offrirà e darà la disponibilità. Non importa se oggi è ancora sotto contratto. Le nostre possibilità economiche saranno discrete. Certo, dovremmo impostare un altro tipo di ragionamento anche dal punto di vista della prestazione del ct. In futuro i tecnici che si occuperanno di Nazionale, devono lasciare tracce e fare patrimonio federale per chi arriverà. Inutile fare una ‘cantera’ con soggetti importanti che lasciano zero tracce del passato e poi vanno in club professionistici più importanti. Parliamo di forme di inquadramento che mettano al centro la Federazione rispetto al singolo“. Ma la dichiarazione più rilevante, è quella del presidente di Lega B Andrea Abodi: “Il prossimo ct dovrà durare dieci anni“. Su quest’ultima affermazione, si può iniziare a tracciare un profilo ben preciso.

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC (ph. Zimbio)

Carlo Tavecchio valuterà varie opzioni tra i tecnici liberi o sotto contratto (ph. Zimbio)

I nomi che circolano insistentemente in questi giorni sono numerosi, ma solo alcuni di essi possono realmente essere presi in considerazione. Guidolin, Ventura, Di Francesco, Mancini e Ranieri vanno inseriti nella voce improbabili per svariati motivi. Ranieri è già reduce da un esperienza tutt’altro che esaltante con una Nazionale (Grecia). Il suo exploit in Premier sulla panchina del Leicester, non lo colloca tra le prime posizioni. Così come Roberto Mancini, legato all’Inter fino al 2017 ed intenzionato a rimanere in nerazzurro. Di Francesco per età (46 anni) sarebbe perfetto, ma manca di esperienza internazionale e cosa da non sottovalutare, è allettato dalle lusinghe del Milan. Ventura e Guidolin, rispettivamente al Torino e allo Swansea, non sembrano essere cosi appetibili. E allora, restano in cinque a giocarsi il posto. Il primo è Walter Mazzarri, in scadenza a Giugno con l’Inter e sponsorizzato dal suo procuratore Andrea D’Amico. Come Conte però, Mazzarri è uomo di campo e l’esperienza da ct, anche se stimolante e affascinante, non sembra collimare con la sua indole. Poi c’è Alberto Zaccheroni, oggi in Cina ma con un passato importante in Italia e all’estero per aver condotto con ottimi risultati il Giappone. La Nazionale per lui, sarebbe la ciliegina sulla torta ad una carriera già ricca di soddisfazioni. Da non sottovalutare il nome di Fabio Cannavaro. Campione del Mondo e Pallone d’Oro nel 2006, l’ex capitano azzurro con i suoi 43 anni è il profilo che più si avvicina alle parole di Abodi. Il problema è l’esperienza da allenatore ad oggi quasi inesistente.

Donadoni alla guida dell'Italia, con la quale ha disputato l'Europeo del 2008 (ph. biografieonline)

Roberto Donadoni ha già guidato l’Italia durante l’Europeo del 2008 (ph. biografieonline)

Non si può dire la stessa cosa di Fabio Capello. L’ex ct di Inghilterra e Russia, ha tutte le carte in regola per essere il sostituto di Antonio Conte. Le sue recenti dichiarazioni, aprono ad una nuova avventura in panchina e a 70 anni, chiuderebbe la carriera in bellezza. Il suo nome però, non va nella direzione dell’Abodi pensiero e il suo ingaggio non è in linea con le casse della Federazione. Il suo nome rimane comunque forte, come lo è quello di Roberto Donadoni. Rilanciato dalle ultime esperienze di Parma ma soprattutto di Bologna, l’ex ala milanista sembra proprio il profilo giusto. Innanzitutto per l’età. I suoi 53 anni si sposano bene con le idee della Federcalcio. Poi l’esperienza, anche internazionale, maturata prima da giocatore e poi proprio da ct. Chiamato nel 2006 dopo le dimissioni di Marcello Lippi, portò l’Italia a giocarsi l’accesso alle semifinali contro la Spagna nell’Europeo di Austria e Svizzera del 2008 perdendo solo ai rigori. Donadoni conosce bene l’ambiente e per lui sarebbe anche una rivincita contro chi all’epoca lo criticò oltre misura. A Bologna sta dimostrando grande carisma mescolato ad un’ottima sapienza tecnico-tattica. Apprezzato per i suoi modi e la sua professionalità, al momento rimane il candidato principe. Le sue parole rilasciate nei giorni scorsi sul tema, lasciano aperto ogni spiraglio nonostante abbia un contratto in essere con la società rossoblu. Tutto passa però dall’incontro che avverrà a breve con Joey Saputo. La conferma del progetto tecnico e le giuste rassicurazioni sul prossimo mercato, potrebbero far allontanare definitivamente il pensiero azzurro dalla mente del tecnico bergamasco.

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