Conte: “Troppo tempo in garage”. Per 4 milioni all’anno…


Conte ha motivato il suo addio alla Nazionale ma la decisione sembrava già scritta ormai da tempo. Ora l’Italia cambia profilo e cerca un ct aziendalista

– di Marco Vigarani –

Antonio Conte si è presentato ieri al Tribunale di Bari (ph. Zimbio)

Antonio Conte lascia la Nazionale dopo meno di due anni (ph. Zimbio)

Dopo l’ufficializzazione arrivata nei giorni scorsi, l’addio di Conte alla Nazionale ieri è stato il tema centrale della conferenza del tecnico federale che, partendo da lontano, ha voluto spiegare così la sua scelta: “Dopo la qualificazione agli Europei ero davvero soddisfatto ed in quel momento ho valutato la possibilità di restare anche oltre il mio contratto. Dopo però sono arrivati quattro mesi senza allenare ed è stato durissimo, così ho deciso che non volevo fare altri due anni così. Qui sono felice ma so anche che farei molta fatica a stare così tanto tempo in garage dove senti il profumo della macchina, delle gomme e non quello dell’erba, del campo“. Un Conte poeta che ha usato la saudade del lavoro quotidiano sul campo come motivazione per una separazione annunciata di un matrimonio che forse non avrebbe mai dovuto essere celebrato. I dubbi sull’utilità della scelta di un tecnico vincente ma così ingombrante sono sorti già al momento della sua nomina con tanto di ingaggio faraonico da 4,1 milioni di euro all’anno (non male per stare in garage…) e ben presto hanno trovato fondamento nel prevedibile scoramento dello stesso allenatore nei rapporti con i club di Serie A.

Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio

Carlo Tavecchio è a caccia di un sostituto per la panchina azzurra (ph. Zimbio)

Dopo aver fatto il bello ed il cattivo tempo alla guida della Juventus ed essere stato in prima linea nelle polemiche contro il predecessore Prandelli, infatti Conte non ha trovato molte porte aperte alle proprie richieste da parte degli ex rivali tra stage e calendari da modificare. “In cuor mio conservo ancora la speranza che possa cambiare la data della finale di Coppa Italia” ha detto ieri il ct dimissionato in un barlume di vana speranza a maggior ragione visto che sta per iniziare la vendita dei biglietti per il 21 maggio. A peggiorare ulteriormente l’umore di Conte è poi arrivata ben presto la consapevolezza di essersi messo alla guida di una delle generazioni più prive di talento della storia azzurra in cui tra giovani impreparati e veterani in prepensionamento egli avrebbe fatto una gran fatica ad individuare un undici credibile. Infatti gli esperimenti sono tuttora in corso a tre mesi dall’inizio dell’Europeo. Ecco allora che la chiamata dei grandi club europei ed in particolare di un Chelsea disperato ha rappresentato per l’ex juventino il salvagente perfetto per farsi trainare fuori dai gorghi di una carriera azzurra che finirà probabilmente senza gloria. Dovrebbero poi essere 18 i milioni di motivi per i prossimi tre anni che completeranno per Conte la spinta a lasciare una panchina vissuta ormai come un malessere per provare ad inseguire quel sogno Champions divenuto un incubo in bianconero.

Di Biagio guiderà l'Italia all'Europeo Under 21 (ph Zimbio)

Gigi Di Biagio, oggi tecnico dell’Under 21 (ph Zimbio)

L’esperienza in via di conclusione con il tecnico leccese però è stata traumatica anche per la federazione guidata da Tavecchio che non ha trovato nell’ex campione d’Italia con la Juventus quella guida autoritaria in grado di far crescere in fretta i giovani virgulti azzurri (alle spalle delle cariatidi e degli oriundi ci sono infatti ragazzi come Verratti, Gabbiadini, Berardi…). Così da domani si cambierà registro guardando ad un profilo più moderato, capace di resistere alle pressioni del ruolo e di flettersi senza spezzarsi sotto il peso delle responsabilità e delle aspettative di una Nazione in cui tutti sono allenatori. Il presidente della Serie B Abodi ha parlato di un futuro ct pronto a sposare un progetto decennale, lo stesso Tavecchio mirerebbe da ieri ad un personaggio già attivo in ambito federale e quindi in sintonia con la propria mentalità, ma la realtà è che Donadoni (ieri teoricamente blindato dal Bologna) o Di Biagio andrebbero benissimo in quanto uomini capaci di sposare e difendere un progetto deciso per sommi capi dall’alto inserendo qualcosa di proprio senza pestare i piedi ai club. Accettando magari anche uno stipendio dimezzato rispetto all’eterno scontento Conte.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *