Conti Uefa: l’Europa risale, la Premier vola, l’Italia è prima…nel deficit


L’Uefa ha stilato il report sui bilanci economici europei; velocità opposte per Premier e Serie A: la prima vola, la seconda affonda senza rivali

– di Tiziano De Santis –

Logo UEFA (ph. Narodensport.eu)

Logo UEFA (ph. Narodensport.eu)

Anche il calcio fa i calcoli e nel momento in cui questo accade sembra stare ai banchi di scuola, ove a chi è preparato si affianca chi è sprofondato indietro col programma. Ecco, l’Uefa ha stilato il report sui bilanci dell’Europa calcistica, sottolineando, in tal modo, la lontananza del sistema italiano da quello dei primi della classe, della Premier League, giusto per intenderci. Il nostro continente, infatti, in negativo di 323 milioni (nella normalità tenendo in considerazione i 54 campionati annessi) continua a viaggiare a due velocità completamente opposte tra chi riesce a guadagnare o, almeno, contenere il passivo, e chi sprofonda, nello stesso tempo, in un deficit da paura, come l’Italia ad esempio. Se Germania e Inghilterra corrono più rapide che mai nei profitti economici, in Spagna sono Barcellona e Real Madrid i due colossi portanti del bilancio, mentre in Italia la situazione è drastica. Il titolo più azzeccato del’horror che coinvolge il nostro Paese sarebbe, probabilmente, “Profondo rosso”: il primato nel negativo lo abbiamo proprio noi, con ben 290 milioni di deficit, ossia quelli di Milan, Inter e in parte anche Roma. La classifica ci vede al comando, se la si guarda dal basso all’alto, dei 29 tornei col peso del segno “meno” sulle spalle. Ma cosa succede, nel dettaglio, dietro ai risultati di un calcolo nelle entrate e nelle uscite delle competizioni più belle e interessanti d’Europa?

Il Leicester di Claudio Ranieri alza il trofeo della Premier vinta nella stagione 2015-2016 (ph. Alfredopedulla.com)

Il Leicester di Claudio Ranieri alza il trofeo della Premier vinta nella stagione 2015-2016
(ph. Alfredopedulla.com)

Per quanto riguarda la Premier League, il 2013-2014 è stata la stagione della svolta, dopo anni di rosso, grazie al contratto triennale (sino al 2016) firmato per la vendita dei diritti tv in Inghilterra e all’estero, indispensabile per un futuro sempre più roseo e per un fatturato altissimo, soprattutto se visto in una comparazione decisamente ineguale con la Serie A italiana. Se a questo si aggiungono il prestigio internazionale e il network City Football Group di cui si avvalgono rispettivamente United e City si può comprendere bene la potenza economica inglese e, in particolare, dei due suoi club più “nobili” nel panorama europeo.
La Germania, sulla stessa scia, ha un piano organizzativo tra i più efficienti in circolazione, nonostante gli introiti che vengono dai diritti tv siano ben più “normali” di quelli inglesi. Pensare che già nel 2014-2015 il nostro deficit di 365 milioni viaggiava contro un attivo tedesco di 51 milioni rende le prospettive del domani maggiormente nette circa la differenza tra il mondo Italia e il mondo Germania. Da segnalare è la velocità del Bayern, leader assoluto per virtuosismo e funzionalità sia nel panorama nazionale che in quello europeo.

Erick Thohir (sx) e Zhang Jindong (dx) nell'ufficialità dell'acquisizione del 68,55% delle quote dell'Inter (ph. Gazzetta.it)

Erick Thohir (sx) e Zhang Jindong (dx) nell’ufficialità dell’acquisizione del 68,55% delle quote dell’Inter (ph. Gazzetta.it)

In Spagna, Real Madrid e Barcellona sono due delle quattro potenze top dell’economia mondiale: per i club di Florentino Perez e Josep Maria Bartomeu, infatti, le entrate sono superiori rispetto alle uscite e la costante presenza ai vertici delle competizioni europee (Europa League e Champions), con tutte le vittorie annesse degli ultimi anni, frutta un aiuto prosperoso per i bilanci.
La Francia è un Paese in evoluzione, condizionato e non poco dalla potenza finanziaria del Psg e della sponsorizzazione della Qatar Tourism Authority sul bilancio dei parigini. Tuttavia, la Ligue 1 è nitidamente inferiore a Premier, Bundes e Liga, considerando il divario troppo ampio tra Psg e le restanti 19 società della massima serie. Le spese della società di Parigi non sono ancora state ripagate a livello europeo, ma vengono ben ripagate in ottica nazionale, tra campionati e coppe aggiunti nel palmares del club di Nasser Al-Khelaïfi.
L’Italia gode della fama di uno dei campionati più belli e avvincenti del mondo, la Serie A della tattica e della minuziosità nella preparazione di ogni singola partita. Eppure, escluso il sistema Juventus che viaggia su un binario assestante rispetto alle altre squadre nazionali (grazie anche agli introiti che vengono dallo Stadium e alla forza della propria rosa troppo superiore alle rivali), i bilanci sono pari a 290 milioni, quelli, in realtà, di Milan e Inter, in preda ai cambi societari e alle spese che, negli ultimi anni, sovrastano e non di poco le entrate. Il fair play finanziario si fa sentire eccome nel nostro Paese: i team più blasonati sono caduti nel limbo di quello che comunemente viene definito “periodo di ricostruzione”. Il problema è uno ed uno solo: quanto durerà l’intervallo di tempo tra le ultime vittorie nazionali e internazionali di club come Milan Inter e Roma e i loro trionfi futuri? E in che termini economici potranno essere ottenuti questi ultimi?

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *