Corte di Cassazione Penale “Il calcio è un’attività pericolosa”


I giudici della nomofilachia, chiamati a pronunciarsi sulle responsabilità individuabili in capo al gestore di un impianto sportivo, hanno riconosciuto l’intrinseca responsabilità del calcio in una recente sentenza

– di Luigi Polce –

Il calcio è un’attività pericolosa. A dirlo è la Corte di Cassazione Penale, mica pizza e fichi insomma. Qui però per pericolosità deve intendersi un concetto allargato rispetto a quanto si è abituati, nel senso che in questa sede vengono messi in luce tutti gli aspetti legati ai profili di responsabilità esistenti in caso di danni occorsi a persone/cose nell’ambito di un evento calcistico professionistico. Responsabilità, chiaramente, da addossare nei confronti del gestore dell’impianto sportivo, che spesso corrisponde con l’organizzatore dell’evento stesso.

Lo stadio Dall'Ara di Bologna

Lo stadio Dall’Ara di Bologna

A dire la verità, la giurisprudenza degli anni ’60 riteneva neutra la posizione della società relativamente all’organizzazione delle partite. Dagli anni ’90 in poi invece lo scenario cambia, con l’introduzione di alcuni elementi sui quali si fa leva per comprendere la pericolosità dell’organizzazione di un evento calcistico, come ad esempio lo spostamento di grandi masse di spettatori o il necessario ottenimento di specifiche autorizzazioni per poter poi svolgere l’attività di organizzazione. La pericolosità dell’organizzazione di una manifestazione sportiva professionistica è stata poi confermata nella sentenza n. 10037 del 21 settembre 1998 del Tribunale di Milano, che in un passaggio recita: “l’organizzazione di una manifestazione sportiva di livello professionistico deve essere ricondotta al concetto di attività pericolosa (…) in quanto considerata tale da espresse norme di legge (d.m. 25.8.1989: Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi) il cui contenuto è tutto informato dalla consapevolezza sull’estrema pericolosità delle manifestazioni agonistiche, in quanto oggettivamente pericolosa”.

L’orientamento che va verso la pericolosità del calcio e quindi, di riflesso, dell’organizzazione dell’evento calcistico, è confermato infine da una recentissima sentenza della Corte di Cassazione Penale la quale, chiamata a pronunciarsi sui profili di responsabilità individuabili in capo al gestore di un impianto sportivo, ha riconosciuto la intrinseca pericolosità del gioco del calcio con la sentenza n. 47752/2015: “Posto che l’attività sportiva del gioco del calcio (benché non assimilabile alle discipline qualificabili come “sport estremi”) è comunque attività pericolosa, in ragione dei coessenziali rischi per l’incolumità fisica dei giocatori dalla stessa derivanti, deve in altre parole affermarsi che la posizione di garanzia di cui il titolare o responsabile dell’impianto è investito implichi la sicura imposizione di porre in atto quanto è possibile per impedire il verificarsi di aventi lesivi per coloro che praticano detto sport, previa utilizzazione dell’impianto e delle connesse attrezzature (Sez. IV, 25.5.2015, n.22037 e 16.5.2012, n. 18798). Chiara qui la volontà dei giudici della nomofilachia di ricondurre tutto ciò che attiene ai profili della organizzazione e gestione di un evento sportivo all’interno dell’alveo del 2050 c.c., che disciplina la responsabilità civile extracontrattuale in caso di “attività pericolose”.

 

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