Corvino ai saluti poi a Firenze, Bologna a caccia di un ds


Corvino e il Bologna stanno lavorando senza ostacoli al divorzio che lo riporterà a Firenze. Ora diventa indispensabile trovare un nuovo ds tra Sabatini, Osti, Bigon e Pradè

– di Marco Vigarani –

Corvino Saputo (ph. Getty Images)

Corvino e Saputo ai tempi dell’insediamento appena un anno e mezzo fa (ph. Getty Images)

Sono passati meno di quattro mesi da quando Pantaleo Corvino si è presentato in conferenza stampa al termine del mercato di gennaio e da quel momento la sua posizione nel Bologna si è sempre più indebolita fino ad arrivare ad un divorzio annunciato. Difficile trovare le parole per spiegare un allontanamento da parte di un presidente come Saputo che al momento dell’ingaggio spese parole importanti per il suo nuovo ds (“Conosco da anni Corvino e mi fido di lui“) e che negli ultimi mesi ha fatto anche qualche tentativo per riportare la pace a Casteldebole tramite uomini di fiducia. Si è parlato di visioni strategiche diverse, di operazioni economicamente e tecnicamente non gradite ma l’unico dato di fatto incontrovertibile è che ormai è atteso ad ore l’annuncio della risoluzione contrattuale tra il Bologna e Corvino che quindi, per la prima volta in carriera, lascia un club dopo un lasso di tempo brevissimo e soprattutto viene incredibilmente allontanato dopo aver centrato entrambi gli obiettivi prefissati: promozione e salvezza. Nonostante le voci delle ultime settimane che indicavano come l’esperto ds stesse ostacolando l’addio, in realtà quando ci si è seduti attorno ad un tavolo si è cercato di collaborare nel rispetto di ruoli e contratti firmati. Si sta ancora lavorando per definire gli ultimi dettagli e l’operazione sarà ufficializzata probabilmente nei prossimi giorni lasciando così il dirigente salentino libero di dare una risposta alla Fiorentina che da settimane lo corteggia mentre invece il Bologna dovrà stringere i tempi per affidare la carica ad un nuovo responsabile dell’area tecnica.

Pantaleo Corvino, attuale ds del Bologna (ph. Bologna)

Pantaleo Corvino è stato esautorato già a gennaio dal ruolo di ds rossoblù (ph. Bologna)

Se infatti esautorare un direttore sportivo a gennaio vuol dire presentarsi con grave ritardo all’appuntamento estivo del calciomercato, annunciare il divorzio da Corvino per poi lasciare il trono vacante a lungo sarebbe un grave autogol anche dal punto di vista della comunicazione aziendale di un club che vuole dare un’immagine di modernità e programmazione. In realtà l’ad Fenucci (che ora diventa a tutti gli effetti primo ed unico responsabile delle attività rossoblù agli occhi di Saputo) ha da tempo deciso di affidare la carica di direttore sportivo a Walter Sabatini ricevendo anche l’approvazione da parte del presidente ma il problema è nato dopo l’arrivo di Spalletti a Roma. La squadra giallorossa ha infatti iniziato a giocare e convincere sia i tifosi che la proprietà della bontà dell’operato di Sabatini che, gratificato dall’evidenza del campo, ha fatto marcia indietro rispetto alle dimissioni annunciate in diretta tv. Solo pochi giorni fa lo stesso dirigente umbro parlava di un necessario chiarimento con Pallotta sul futuro (“Non ho dato le dimissioni, sono orgogliosamente il ds della Roma“) ed il suo allenatore ne auspicava la permanenza a Roma: una situazione che ha messo in chiara difficoltà il Bologna. A Casteldebole pertanto si attenderà ancora qualche giorno ma non troppo a lungo per avere un segnale chiaro e definitivo in un senso o nell’altro e quindi eventualmente virare su un profilo differente. Osti e Bigon sono, a meno di sorprese, gli unici due nomi papabili nella lista di Fenucci che potrebbe però anche tornare su Pradè che sarà lasciato libero proprio dall’arrivo di Corvino a Firenze.

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