Corvino: “Destro come Toni: ripagherà la mia fiducia”


Pantaleo Corvino non ha dubbi sul futuro di Destro e lo paragona a Toni nel corso di un breve ricordo della sua esperienza alla Fiorentina, accomunata al Bologna sotto diversi aspetti

– di Luigi Polce e Marco Vigarani –

Pantaleo Corvino in conferenza stampa

Pantaleo Corvino ha parlato a poche ore da Fiorentina-Bologna

A margine della presentazione del libro “Bentrovato Bologna”, il ds rossoblù Pantaleo Corvino si è intrattenuto per parlare delle sue sensazioni sul momento del Bologna dopo la prima vittoria stagionale ed in previsione della sfida alla Fiorentina, una delle realtà in cui ha vissuto uno dei periodi professionalmente più significativi della sua carriera. “A Firenze ho vissuto sette anni straordinari ricchi di soddisfazioni – ha ricordato – con quattro qualificazioni alla Champions League ma soprattutto un lavoro molto produttivo a livello giovanile testimoniato ad esempio da Babacar ed un rapporto straordinario con la società ed i tifosi. L’unico dispiacere è stato andarmene senza un saluto con la squadra ad un passo dall’Europa League ma mia madre stava male e volevo starle vicino“. I ricordi di Panteleo Corvino va poi ad un campione del suo passato viola che apre un ponte con il presente rossoblù: “Prima di vincere, unico italiano finora, la Scarpa d’Oro, Toni mi disse che mi avrebbe fatto divertire e che i 10 milioni sarebbero stati ben spesi. Pochi giorni fa Destro mi ha detto la stessa cosa e che ripagherà l’investimento fatto dal Bologna: credo alla parola dei miei calciatori“.

Non è l’unico punto in comune tra le due realtà visto che Corvino aggiunge: “Della Valle e Saputo credo che siano accomunati dallo stile. Entrambi ti danno grandi responsabilità ma ti mettono anche nelle condizioni migliori per fare lavorare: spero di ripetere a Bologna quanto di buono fatto a Firenze“. Ecco poi l’idea del ds felsineo sul momento della sua squadra: “Vedo una crescita graduale, cerchiamo di mettere insime tutti i pezzi e diventare una grande macchina da corsa. Non mi meraviglio delle prestazioni e del gol di Mounier che ho seguito sin dai tempi del Lione: viene da una stagione con numeri importanti e contro il Frosinone ha segnato un gol pregevolissimo“. Infine un pensiero riguardo alla famosa lite tra Ljajic e Rossi: “Ai tempi ero formalmente ancora in carica ma avevo lasciato il mio ruolo per dedicarmi a mia madre ma fui davvero molto sorpreso a maggior ragione visto che conoscevo l’educazione di Adem e l’aplomb di Delio ma nel calcio come nella vita a volte succedono eventi impronosticabili“.

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