Corvino si presenta: “Sono emozionato, pian piano torneremo grandi”


Pantaleo Corvino, nuovo responsabile dell’Area Tecnica del Bologna, è stato presentato questo pomeriggio allo stadio Dall’Ara, introdotto dal presidente Joe Tacopina

– di Massimo Righi –

Joe Tacopina e Pantaleo Corvino durante la presentazione allo stadio

Joe Tacopina e Pantaleo Corvino durante la presentazione allo stadio

Una volta che Joe Tacopina ha terminato la presentazione di Pantaleo Corvino, il nuovo responsabile dell’area tecnica del Bologna è parso visibilmente emozionato. Nessuno si aspettava che un uomo della sua esperienza, abituato a certi palcoscenici, fosse così colpito dal momento: “Prima il presidente ha parlato di momento emozionante, ma anch’io sono molto emozionato”. Sono queste le prime parole di Pantaleo Corvino, dopo l’introduzione alla conferenza stampa fatta proprio dal numero uno rossoblù Joe Tacopina, in un italiano volenteroso ma ancora da perfezionare: “Eccoci nuovamente a vivere un altro giorno emozionante per il Bologna. Oggi siamo qui a presentarvi un altro elemento fondamentale del nostro grande team. È per me un onore presentarvi Pantaleo Corvino, nuovo direttore dell’area tecnica del Bologna, uno dei più stimati professionisti nel suo ruolo. Pantaleo ha certamente fatto molto bene sia a Lecce sia a Firenze, ma ciò che ci ha colpito di più è il suo occhio nei confronti dei giovani, avendo costituito dei settori giovanili di tutto rispetto. Io e Joey (Saputo n.d.r.) abbiamo detto in passato che avremmo iniziato a costruire il nostro progetto dalle fondamenta, partendo proprio dalle giovanili e dopo aver ascoltato l’idea di Corvino su come costruire il settore giovanile, siamo sicuri che ci siano i presupposti per creare una società importante e desiderata da tutti. Ci tengo infine a ringraziare il lavoro svolto da Filippo Fusco perché se non fosse stato per lui, che ha lavorato in condizioni complicate, non saremmo dove siamo ora”.

Dopodiché la parola è passata a Pantaleo Corvino, che prima di rispondere alla domande della stampa, ha ringraziato alcuni uomini della nuova proprietà presenti in prima fila:“Ho accumulato molta esperienza dalle divisioni inferiori fino ad arrivare in serie A ed in Champions League e nonostante tutto questo, sono emozionato. Sono venuto in una città straordinaria che ha una storia calcistica di tutto rispetto. Sono qui perché mi hanno scelto persone importanti, che vorrei ringraziare perché mi sono state vicine e mi hanno trasmesso un forte senso d’appartenenza: parlo di Nick De Santis, Joe Marsili ma anche di Marco Di Vaio che è stato un grande giocatore ed è sulla buona strada per diventare un ottimo dirigente. Poi c’è Claudio Fenucci, compagno d’avventura con cui creammo il miracolo Lecce, il presidente Joe Tacopina, che ci trasmette grande passione giorno dopo giorno, ma vorrei ringraziare specialmente Joey Saputo. Con lui sono amico da tempo, ben oltre l’aspetto sportivo: condividiamo valori etici che escono da questo campo. Il mio ruolo sarà di responsabile dell’area tecnica, cioè vuol dire che non seguirò soltanto la prima squadra ma anche tutto il settore giovanile, perché secondo me sono due aree che devono andare di pari passo. Per me lavorare con il settore giovanile è una vocazione, ho passione e voglia di impegnarmi ancora una volta in questo aspetto. Mi sono legato al Bologna per 3 anni e mezzo ma spero di fermarmi qui di più per conseguire gli obiettivi che abbiamo e sono sicuro che ci riusciremo pian piano”.

Pantaleo Corvino, nuovo responsabile dell'area tecnica del Bologna

Pantaleo Corvino, nuovo responsabile dell’area tecnica del Bologna

Terminate le presentazioni, è stato il turno delle domande della stampa. “L’obiettivo è la serie A – ha esordito Corvino, rispondendo a come si concilia il ritorno in A a tutti i costi con il bisogno di gettare le basi – poi, una volta conquistata, dobbiamo continuare a crescere gradualmente, senza fare i salti mortali, seguendo un percorso. So che Bologna è ambiziosa proprio come lo era Firenze, è una cosa che accomuna queste due splendide realtà, ed è giusto che entrambe le piazze puntino a traguardi importanti”. Sul calciomercato in corso Corvino non si sbilancia affatto, come aveva già fatto capire: Ilicic? È un obiettivo, per lui c’è un accordo con la Fiorentina ma è ancora nella zona pensatoio, vediamo cosa avrà deciso quando ne uscirà. Gastaldello e Krsticic? Non faccio nomi per non dare vantaggi agli altri club ed ai procuratori. Facciamo le trattative a modo nostro ed in modo equilibrato. Vorrei dire che ho guardato anche a che tipo di giocatori ho in casa, perché questo gruppo ha valori tecnici importanti. Non ci sarà una rivoluzione, se arriveranno 3-4 giocatori, saremo in 40 e per questo l’importante sarà soprattutto vendere e creare un gruppo di lavoro omogeneo. Ci si rinforza anche vendendo ed io mi dovrò concentrare soprattutto su questo aspetto. Se guardo la classifica leggo che siamo secondi, ma a metà ripresa a Lanciano, eravamo quinti o sesti, per cui è chiaro che qualche innesto è necessario, ma questi saranno mirati”. L’eredità lasciata da Fusco è quella di un gruppo di persone che non ha scelto lui ma questo non è un problema per Corvino: “Ho parlato sinceramente con la squadra e con il mister e ho detto loro che so che non sono mie scelte, ma che farò in modo che lo diventino, così come io devo diventare il loro direttore. Se sarà così, creeremo assieme le premesse per raggiungere la serie A. Di qui a 3 anni dove m’immagino il Bologna? Dobbiamo pensare a crescere gradualmente, non sono qui per sconvolgere nulla, dobbiamo essere equilibrati, solo in questo modo possiamo fare un percorso come si deve, ma ci vorrà tempo”. Finora, la risposta dal mercato e dalla realtà calcistica in generale, è stata piuttosto tiepida con il nuovo corso del Bologna: “Io qualche segnale in giro l’ho mandato perché un po’ bisognava farsi sentire. Dobbiamo fare capire che qui c’è qualcosa d’importante e per questo continueremo a mandare segnali, poi qualcuno lI percepirà e qualcuno no. Chi non lo capisce adesso, se ne pentirà più avanti”. Corvino, alle incalzanti domande sulle possibili trattative in entrata ha risposto battendo il tasto su quelle in uscita: “Ribadisco che in entrata ci muoveremo ma che lo sforzo maggiore sarà per le cessioni. Con il tecnico abbiamo parlato delle criticità del gruppo, che sono poche, ma ci sono. Certamente non posso dargli un gruppo di lavoro composto da 40 giocatori. E non mi pongo, ad oggi, il problema di non riuscire ad accontentare qualcuno perché penso di riuscire a sistemare tutti. Di certo dovremo essere convincenti per riuscire a sistemare gli esuberi”. Il nuovo uomo mercato rossoblù però, conferma la ricerca di un portiere: “Un nuovo portiere serve perché Stojanovic, per il quale stiamo parlando con il Crotone, vuole giocare per dimostrare di meritarsi il Bologna in futuro. Finora Coppola ha disputato una stagione straordinaria ma c’è bisogno che venga affiancato da un altro portiere per riequilibrare le cose”.

Tacopina e Corvino si stringono la mano davanti ai fotografi

Tacopina e Corvino si stringono la mano davanti ai fotografi

Riprende poi per un attimo la parola Corvino: “Sono stato fermo due anni per scelta, anche se in questo lasso di tempo non sono stato fermo, anzi, ho girato parecchio. Sono partito dal basso e sono arrivato in serie A senza fermarmi, al punto che ho sentito il bisogno di tirare un po’ il fiato. La chiamata del Bologna, che mi ha richiamato in causa con le giuste prospettive mi ha ridato entusiasmo”. Di sicuro un uomo dell’esperienza di Corvino, ha in mente diverse strategie e lui infatti non ne fa mistero: “Cercherò di portare a Bologna giocatori utili per il presente ma anche per il futuro. Se non riesco a guardare in prospettiva, guarderò solo al presente, cercando di perseguire obiettivi nell’immediato”. Di certo si sa che il punto di forza del neo uomo mercato rossoblù è il settore giovanile, seguendo un metodo tutto suo: “Ho scoperto di aver creato un ‘Metodo Corvino’. Me l’hanno detto dei dirigenti americani giunti in Europa per studiare i settori giovanili calcistici delle principali realtà, che una volta arrivati in Italia hanno riscontrato nel mio modo di lavorare dei risultati importanti, fra cui 12 titoli italiani, e hanno coniato questo termine. A Firenze non avevo a disposizione le strutture che hanno altre grandi realtà italiane: io però, metto sullo stesso piano le doti tecniche con quelle morali nel lavoro che faccio con le giovanili”. Infine, Corvino ha chiarito che il suo lavoro chiama in causa tutto il mercato globale, partendo però da quello locale: “Cerco di usare quel che la società mi mette a disposizione in modo corretto, sfruttandolo nella maniera più consona, conciliando gli obiettivi da raggiungere con i risultati sportivi e quelli economici. Ho cercato giocatori in Svizzera, sono stato il primo, in Norvegia, Bulgaria, Argentina, Uruguay, ma prima di tutto li cerco in casa, nel mercato locale: se poi non trovo chi fa il caso mio, mi allargo all’estero e vado anche molto lontano se c’è bisogno. Cerco sempre di scovare i giocatori con le migliori potenzialità ovunque essi siano”.

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