Costi alti e pochi benefici: così sta naufragando l’affare Destro


Costa come un top player ma segna meno di quasi tutti i colleghi: l’analisi comparativa delle prestazioni di Destro appare impietosa

– di Marco Vigarani –

La scialba prestazione di San Siro in Coppa Italia, l’ennesima della sua carriera rossoblù, ha riacceso i fari della critica su Mattia Destro. Sotto i portici inizia a spirare un vento gelido nei confronti dell’attaccante marchigiano che il Bologna acquistò dalla Roma nell’estate del 2015 e che, sin dal primo istante della sua avventura emiliana, è stato indicato in ogni modo come il fulcro del progetto tecnico e della crescita del club. L’uomo immagine con il 10 sulle spalle pur non essendone formalmente idoneo, il volto da scolpire idealmente già ora nella storia del Bologna insieme ai miti del passato remoto e recente. Destro oggi appare agli occhi della maggioranza però più come un peso che come un valore aggiunto e purtroppo i numeri non fanno nulla per smentire questa sensazione. Analizziamo quindi tre aspetti diversi della questione.

Tra i centravanti della A, finora solo Maccarone ha segnato meno di Destro (ph. Zimbio)

GOL – Finora la stagione 2016/17 ha visto Destro esultare appena 4 volte per una rete e l’ultima occasione risale ormai a due mesi fa: il 20 novembre nella sfida contro il Palermo. Il bottino appare decisamente esiguo ed infatti sono ben trentatrè i calciatori che hanno realizzato più gol di lui, guidati dal capocannoniere Icardi autore di ben 15 marcature. All’interno di questo ampio pacchetto di realizzatori non troviamo ovviamente soltanto attaccanti ma anche centrocampisti come Kurtic e Kessie o esterni offensivi come Salah e Mertens. Limitando il campo ai soli centravanti di ruolo, la situazione di Destro non migliora affatto e lo colloca al diciassettesimo posto in stagione alle spalle anche di atleti meno blasonati come Thereau e Nestorovski o veri e propri veterani del gol ormai avviati verso fine carriera come Borriello e Pellissier. Considerando che Caprari (Pescara) e Petagna (Atalanta) hanno realizzato a loro volta 4 gol, si può dire che solo l’Empoli abbia un centravanti meno efficace di Destro: l’esperto Maccarone fermo a quota 3.

Belotti percepisce meno della metà dell’ingaggio di Destro (ph. Getty Images)

INGAGGIO – L’accordo con il Bologna prevede che Destro incassi ogni anno 1,8 milioni di euro netti più bonus a rendimento (fino ad un massimo di circa 2 milioni) e paradossalmente questa cifra lo fa decisamente risalire nella classifica dei centravanti della Serie A collocandolo al settimo posto tra i più pagati. Facciamo un rapido paragone. Il principe designato del gol felsineo guadagna più del doppio di colleghi come Muriel e Defrel (6 gol a testa finora), più del quadruplo di Nestorovski (7) e addirittura il sestuplo del giovane talento argentino Simeone (7). Questa analisi comparativa tra l’ingaggio percepito ed i gol segnati diventa però impietosa collocando i valori di Destro affianco a quelli del vice capocannoniere Andrea Belotti: il centravanti del Torino ha un salario di 800mila euro netti all’anno e per ora ha collezionato ben 14 realizzazioni. Paradossalmente si può affermare che il denaro investito ogni anno dal Bologna nell’ingaggio di Destro (1,8) basterebbe a pagare complessivamente quelli di Belotti (0,8), Defrel (0,7) e Simeone (0,3).

Nel 2015 Kalinic è costato alla Fiorentina quasi la metà di Destro (ph. Ansa)

COSTO – Le spese però non sono elevate soltanto a livello di salario ma sono state decisamente ingenti anche nell’estate del 2015 quando il passaggio di Destro dalla Roma al Bologna fu concordato sulla base di una cifra complessiva di 10 milioni di euro. Anche in questo caso siamo di fronte ad una somma che pone il centravanti rossoblù al settimo posto in Serie A alle spalle soltanto dei top player assoluti del ruolo. Incredibilmente l’attuale capocannoniere Mauro Icardi nel 2013 passò dalla Sampdoria all’Inter per 13 milioni, cifra non troppo più elevata di quella spesa dal patron canadese Saputo. Tra i tanti centravanti che hanno richiesto poi esborsi nettamente inferiori per il cartellino troviamo Belotti (8,4 dal Palermo al Torino), Defrel (7 dal Cesena al Sassuolo) ma anche Kalinic (5,5 dal Dnipro alla Fiorentina): tutti affari conclusi nella stessa estate dell’acquisto di Destro da parte del Bologna. L’estremo è però rappresentanto dal rosanero Nestorovski, intuizione vincente dello scorso gennaio e costato appena 500mila euro al presidente Zamparini.

È evidente che costi e benefici quindi non stiano andando a braccetto nell’operazione Destro. Il Bologna pensava di aver trovato l’uomo perfetto per farsi trascinare a suon di gol in campo e non solo ma le prestazioni, l’atteggiamento ed anche una discreta dose di sfortuna non stanno trasformando i sogni in realtà. L’assunto estivo di Bigon (“Tra le squadre della nostra fascia nessuno ha un attaccante del valore di Destro“) non si sta rivelando affatto veritiero e probabilmente è anche scaduto il tempo delle coccole per un centravanti che in un anno e mezzo non è mai stato messo in discussione dalle scelte societarie in sede di mercato. Salvare la carriera del ragazzo e l’investimento fatto da Saputo oggi più che mai sono due necessità impellenti che devono trovare immediata risposta da parte della dirigenza e dello staff tecnico del Bologna.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *