CR7 è bianconero: analisi dell’affare perfetto


E’ stato ufficializzato il passaggio del cinque volte Pallone d’Oro alla Juventus. Lunedì dovrebbe esserci la presentazione a Torino. L’analisi di un affare che sembra non avere alcun contro, ma solo tanti pro per tutte le parti coinvolte

– di Calogero Destro –

Cristiano Ronaldo, qui mentre viene premiato con il quinto Pallone d’Oro (ph. Afp)

Magari lo spiegheranno meglio Marotta e Paratici, assieme al presidente Andrea Agnelli, quand’è spuntata quella “pazza” idea. Anche se, analizzandola approfonditamente, si capisce che tanto folle poi non era, quell’idea. In casa Juventus i conti li hanno sempre saputi fare bene, e l’arrivo di Cristiano Ronaldo, già ribattezzato l’affare del secolo, pone infatti i bianconeri in un’altra dimensione. Innanzitutto dal punto di vista sportivo, com’è ovvio che sia quando si ingaggia il calciatore più forte e determinante del pianeta. Ma lo scatto decisivo avviene soprattutto sul versante economico, tanto che se il fenomeno portoghese dovesse “fallire” sul campo (ipotesi, questa, altamente improbabile) dalle parti della Continassa non rimpiangerebbero comunque l’investimento fatto.

Un’operazione senza alcun contro- L’approdo del nativo di Madeira a Torino è l’operazione perfetta per tutte le parti coinvolte nella trattativa.

1) Partiamo dal Real Madrid. Cristiano Ronaldo ha militato tra le file dei blancos per ben nove stagioni, contribuendo a scrivere una parte fondamentale della storia degli spagnoli. 2 edizioni della Liga, 2 Supercoppe di Spagna, 2 Coppe di Spagna, ma soprattutto 4 Champions League (tre delle quali consecutive e conquistate negli ultimi 3 anni), 2 Suprcoppe Uefa e 3 Mondiali per club, sono il prezioso lascito del portoghese ai madrileni, di cui è diventato anche il miglior marcatore di sempre (450 gol in 438 presenze). Proprio nella lunga lista dei trofei conquistati dal lusitano con la casacca del Real si può però intravedere la soddisfazione di Florentino Perez per il buon esito dell’operazione:  dopo nove anni e tre successi europei in fila, era il momento giusto per cambiare. Gli spagnoli hanno perso un calciatore formidabile e che non dà alcun segno di logorio fisico o mentale, ma con 33 primavere ormai alle spalle e la pancia piena di riconoscimenti – personali e non – in maglia blanca, si può pensare di reinvestire i 105 milioni incassati su una nuova stella, che possa illuminare il Bernabeu per il prossimo lustro.

Cristiano Ronaldo sigla in rovesciata il gol del 2-0 contro la Juventus nel quarto di finale di andata della scorsa Champions(ph.zimbio)

2) Cristiano Ronaldo arriva in Italia come il miglior giocatore del mondo, pronto a trascinare la Juventus verso la terza Champions della propria storia e, perché no, verso i 10 tricolori consecutivi. Ma oltre agli stimoli che possono venire dal campo – e difficilmente a uno come l’asso lusitano ne mancano, figurarsi in una piazza ultraesigente come Torino – l’entourage dell’ ex Man Utd avrà calcolato anche i numerosi vantaggi  dal punto di vista economico derivanti dal trasferimento. Dall’anno scorso, infatti, gli stranieri che intendono trasferire la loro residenza fiscale in Italia, possono usufruire di un’imposta sostitutiva forfettaria da 100mila euro sui redditi provenienti da fonte estera. Tradotto: diritti d’ immagine, guadagni da pubblicità e da contratti di sponsorizzazione e via dicendo, sono sottoposti, per chi si trova nelle condizioni di Ronaldo, ad una tassazione praticamente irrisoria. Una vera e propria boccata d’ossigeno per conti di CR7, che dalla Spagna, oltre a casse piene di trofei, si porta dietro anche delle questioni spinose con il fisco iberico.

3) La Juventus pagherà al Real Madrid poco più di 100 milioni di euro per avere Cristiano Ronaldo. Due anni fa, l’ammontare girato al Napoli per portare Higuain a Torino non era stato molto differente. Lo stipendio del portoghese sarà invece di 30 milioni netti a stagione per i prossimi 4 anni. Cifre impensabili fino a qualche mese fa per il calcio italiano, accostabili, più verosimilmente, a squadre come PSG, Real e Barcellona. Cifre che peseranno e come sul bilancio dei bianconeri, chiuso, nell’ultima stagione, con una passivo di 17 milioni. Ma se si fa una veloce proiezione sui ricavi ottenibili dal solo merchandasing ruotante attorno al al cinque volte pallone d’oro, si noterà come si sta parlando di somme stratosferiche. Una maglia ufficiale di CR7, già acquistabile sul sito della Juventus, non a caso andato in crash per alcune ore, costa 149 euro. Nella scorsa stagione, al nono anno di Real, sono state vendute quasi un milione di casacche col nome di Cristiano Ronaldo sulle spalle. Con un (ipotetico) guadagno netto di 50 euro per ogni maglia venduta ed un altrettanto ipotetica distribuzione di 4 milioni di maglie fra i tifosi, i proventi ammonterebbero a circa 200 milioni di euro. La società del presidente Agnelli, che ricava dalla vendita degli abbonamenti circa 25 milioni all’anno, ne ha inoltre innalzato il costo del 30% all’apertura della nuova campagna. Se saranno confermate le 29.300 tessere della scorsa stagione, si passerà in un batter d’occhio a quasi 35 milioni. Dalle parti della Continassa, prima di un’operazione del genere, uno o due conti li avranno pur fatti.

 

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