CR7 sbarca in Serie A ma per il calcio italiano non cambierà nulla


L’entusiasmo per l’arrivo in Italia di Cristiano Ronaldo non può nascondere i dubbi su un’operazione che non farà crescere il nostro sistema

– di Marco Vigarani –

Nelle ultime ore non esiste trasmissione radiofonica o televisiva che non proponga costantemente approfondimenti su vita morte e miracoli di Cristiano Ronaldo. I quotidiani fanno a gara nella scelta del titolo più sensazionale per raccontare in pochi caratteri tipografici la grandezza di un’operazione di mercato impossibile che è diventata realtà.
Cristiano Ronaldo in una squadra italiana è qualcosa di impensabile anche in un videogioco gestionale di calcio, figuriamoci nel mondo concreto.

Cristiano Ronaldo arriva in Italia: sarà davvero il motore del rilancio della Serie A?

Eppure è successo ed ora, mentre i tifosi juventini sfogano la propria gioia in giro per la Penisola cullando sogni di una grandeur d’altri tempi, ci si sforza parallelamente di contestualizzare l’avvenimento e ricondurlo alla realtà pratica di un calcio italiano che improvvisamente torna alla ribalta planetaria proprio nell’anno in cui invece la nostra Nazionale ha fallito l’approdo ai Mondiali.

Per parlare di semplice fatturato, l’azienda CR7 diventa la ventunesima partecipante alla prossima Serie A ed anche una delle più ricche. L’esplosione dei social anticipa una popolarità fenomenale che la Juventus dovrà tradurre in nuove prospettive per il futuro. Inutile poi dire che a livello tecnico stiamo parlando probabilmente dell’unico innesto capace di vincere le partite da solo.

Eppure forse il campione lusitano potrebbe non essere così utile al movimento tricolore quanto invece lo sarà evidentemente per il club di Vinovo che, già distaccato di un paio di gradini da tutti gli altri, allunga in vetta portando l’asticella a livelli irraggiungibili almeno a livello nazionale.

Proprio qui può nascere allora una riflessione.

Ripensate alle estati a cavallo tra Anni 90 e Duemila e alle battaglie a suon di miliardi di lire o milioni di euro che si scatenavano tra i club più importanti della Serie A. Un colpo importante chiamava subito una pronta risposta da parte degli avversari e spronava anche i club di fascia inferiore a provare ad investire per migliorarsi.

Estate 1999. L’Inter prende Vieri ma anche le altre squadre si scatenano sul mercato

Provate a tornare al 1999. L’Inter compra a peso d’oro Vieri (oltre a Seedorf, Peruzzi e Cordoba) ed il Milan risponde con Shevchenko. La Lazio mette nel motore Veron e la Roma si aggiudica Montella. Ma poi anche il Parma si aggiudica Amoroso e così la Fiorentina rivoluzione l’attacco con Chiesa e Mijatovic. Va peggio alla Juventus che comunque investe circa 30 milioni di euro per Kovacevic e Oliseh.

Esisteva quindi un sistema teoricamente virtuoso anche se poi scoppiato pochi anni dopo in cui ad ogni azione corrispondeva una reazione. Come se oggi l’Inter rispondesse andando a chiudere l’acquisto di Messi ed il Napoli potesse strappare Neymar alla corte parigina.

Tutto questo non accadrà: le altre contendenti non hanno la forza di rispondere e quindi si amplierà semplicemente un divario già evidente. La crescita naturale dell’interesse nei confronti del calcio italiano dovrà quindi fare i conti con un senso di inutilità vissuto dai tifosi e di quasi tutte le altre squadre di fronte allo strapotere di CR7.

Paradossalmente assisteremo forse addirittura ad una perdita di appeal delle altre società sul proprio bacino d’utenza più giovane perchè vedere Ronaldo in bianconero porterà solo ulteriori simpatie verso la Juventus sottraendone agli altri. Quanti ragazzi di Ferrara, Frosinone, Bologna o Parma andranno allo stadio quasi esclusivamente per vedere all’opera il mito vivente disinteressandosi delle vicende della squadra della propria città?

Quasi altrettanto sterile risulta anche un’analisi macro visto che l’impatto della gramde operazione di mercato non porta benefici nemmeno sul piano dei diritti televisivi che sono stati assegnati da poche settimane e resteranno invariati per il prossimo triennio. Se l’asta fosse ancora aperta la torta da spartire sarebbe sicuramente più golosa per tutti ma ora ci si dovrà limitare ad un incasso più cospicuo ai botteghini quando il CR7 Show farà tappa nelle varie città italiane magari sfruttando un ulteriore rincaro del 15-20% dei biglietti.

Basta davvero questa prospettiva per affermare che l’arrivo di Cristiano Ronaldo possa essere l’iniezione di adrenalina capace di rivitalizzare l’agonizzante carcassa del calcio italiano?

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