Crocevia in classifica, poi sosta. Epicentro Inter, one shot Milan


Terzo posto a rischio per l’Inter, attesa da una Fiorentina in serie positiva. Per il Milan favorevolissimo incastro di gare in programma, per tornare nella parte sinistra della classifica

– di Enzo Cartaregia – 

Illude, quel tempo che prepara alla sosta ed intanto spinge giù ad un altro punto di partenza. Illude eccome l’inizio 2018 di Inter e Milan, sulla soglia tra larghe promesse del girone di ritorno e gli spazi angusti dei più recenti tracolli.
Far tornare i conti in pari, dopo la tregua al giro di boa, significa però recuperare il tempo perduto. E lo scorrere del calendario illuderà anche, ma mantiene alta l’adrenalina nelle vene dei nerazzurri.
Sul campo della Fiorentina arriva dunque la seconda chiamata, per scacciare l’impasse. I rossoneri, a San Siro, attendono invece il Crotone. Senza alibi, dovrà pur muoversi.

L’Inter non sbanca il campo della Fiorentina da tre anni. Lo scorso anno, Pioli sedeva sulla panchina opposta (ph. Calciomercato.com)

SCOSSE E DERIVE. EPICENTRO INTER – In mezzo, ma senza un centro di gravità. Il terzo posto e l’equilibrio dell’Inter esordiscono già precari, al calcio d’inizio della risalita.
Stavolta, al “Franchi”, non c’è infatti risultato che non conti. Comunque vada il match contro la Fiorentina darà un’impronta al terremoto in classifica, già bello che innescato prima che si scenda in campo.
Tempo scaduto, insomma: è già ora di ricollocarsi per Icardi e compagni, che nulla potranno guadagnare dalle scomode indecisioni della vigilia. Intanto Napoli e Juventus scappano oltre l’orizzonte e la Roma si sposta in corsia di sorpasso, due punti dietro.

Ma più che un’Inter sospesa a mezz’aria, lo scacco sulla sfida lo impone lo spirito di conservazione della Viola. Senza un solo giorno di gloria, con appena venti gol subiti, i toscani non si fanno schiodare dal settimo posto. E sette sono anche i risultati utili consecutivi per l’undici di Stefano Pioli, anche se con qualche pari di troppo. Eppure si accontenta e gode la Fiorentina, che guarda oltre i meneghini e pensa a tenersi sulla scia del treno Europa, escludendo sorprese. Al “Franchi”, l’Inter non vince infatti da un’era e nell’ultima sfida, gli ospiti, li guidava proprio Pioli, prima dell’esonero.

Se la vendetta è un piatto da servire freddo, vale la pena lasciare che sia. Non a caso il tecnico toscano riproporrà il 4-3-3 visto nelle ultime uscite, senza cedere alla tentazione della difesa a tre. In attacco dovrebbe tornare titolare Chiesa, che apre il ballottaggio tra Thereau ed Eysseric.
Per spezzare il tabù Firenze nulla dovrebbe cambiare mister Spalletti, riconfermando in toto il 4-2-3-1 anti-Lazio. Recuperato Ranocchia, restano fuori D’Ambrosio e Miranda. Ed il tecnico nerazzurro scuote già lo spogliatoio dall’interno. “Basta piangere”, è il monito, nella reazione a chi parla di calciomercato con un secco rinvio. A quando l’Inter sarà lontano dall’isola che la crolla sotto i piedi.
Zero vittorie in sei partite, un solo gol in 600 minuti hanno già spazzato via la foga della rivoluzione. Ma non sembra tempo di ritorno all’ordine. Prima di schiacciare il tasto pausa, manca ancora un pezzo di verità.

Milan con lo stesso unici, premiato Calhanoglu. Contro il Crotone è l’occasione di tornare nella parte sinistra della classifica (ph. Zimbio)

CONGIUNTURA ASTRALE? MOMENTO MILAN – Sono coincidenze che si aspettano per una vita. E tanto dovrà bastare, al Milan: sentirsi artefice del proprio destino, per non guardare in faccia l’imponderabile. Sull’orizzonte, da troppo tempo, si seguono infatti i passi del Crotone. Non sarà stata una vita, ma tanto sembra lungo il viaggio dei rossoneri di Gattuso nel tunnel della parte destra della classifica. Con l’aiuto di San Siro – e della congiuntura astrale tra le gare in programma – il diavolo potrà improvvisamente piombare dove la strada pare meno tortuosa. Si potrà, forse, parlare anche di ripresa, sommando la vittoria sull’Inter in Coppa Italia ed il pari strappato alla Fiorentina, con inedito stoicismo.

E bontà sua, il Crotone contro il destino ci lotta per davvero. A memoria breve l’unico sussulto resta appunto quello in casa contro il Chievo, in un avvio del tutto in salita scandito da dodici sconfitte. Al momento non basta insomma nemmeno il salto al timone di Walter Zenga, partito con tre sconfitte – vittoria sui gialloblù a parte. Toccherà insomma resistere, a dei calabresi già protesi a dopo la sosta. Arriverà presto il tempo degli scontri diretti – Verona in primis – quanto mai decisivi se ad oggi basterebbe un solo punto per saltare fuori dalla zona rossa. Ed il punto di partenza della gestione Zenga riguarda intanto l’emorragia difensiva, arginata nello 0-1 subito dal Napoli.

A San Siro, non c’è allora dubbio che gli jonici puntino all’assedio della loro stessa metà campo. Ci proverà, l’ex uomo-ragno, schierando i suoi col 4-3-3 ed ancora l’infermeria affollata. L’unico posto lo contendono Sampirisi e Faraoni, nello schieramento speculare a quello del Milan. Non sembra avere nessun dubbio proprio mister Gattuso: in campo ci andranno gli undici titani di Firenze, tranne che per Calhanoglu destinano a sostituire Borini.
Ed esordio e sosta proiettano il Milan oltre il loop da incubo di fine stagione. Sarà un’altra formazione, quella del 2018, se non altro quella plasmata dalle decisioni di Gattuso.
Che poi la congiuntura astrale possa diventare eclissi, è meglio non pensarlo. One shot, Milan: una sola possibilità, per non finire a salvare se stessi.

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