Cuadrado ammazza il biscione allo Stadium. Sette bello Napoli a Bologna. Roma e Atalanta, la grande bellezza


Nella 23^ di A, la Juventus conferma la legge dello Stadium e si aggiudica il derby d’Italia con l’Inter. Gomez maravilla a Bergamo. Milan k.o. in casa

– di Tiziano De Santis –

Hamsik e Insigne hanno realizzato i primi due gol del Napoli (ph. Zimbio)

“Alla faccia delle difese schierate e del tatticismo rigoroso” potranno esclamare in Spagna, Germania e Inghilterra. Sono 28 i gol della 23^ giornata di Serie A, iniziata con l’anticipo serale del sabato tra Bologna e Napoli. Al Dall’Ara la squadra di Roberto Donadoni affonda clamorosamente sotto i colpi dell’armata partenopea. Il più bel calcio del nostro campionato infligge una severa punizione ad una difesa horror come quella rossoblu; il risultato? Un sonoro 7-1 per gli uomini di Sarri, che può vantare di due stelle sempre più luminose: Hamsik e Mertens sono, infatti, autore di due triplette d’autore intervallate tra loro dalla rete di Insigne. Per i felsinei sono dolori e rimpianti, farciti dal gol della bandiera di Torosidis e dal rigore sbagliato da una copia imbruttita del Destro apprezzato pochi anni fa in quel di Roma. Ad equilibrare l’incontro sono solo le due espulsioni decise dall’arbitro Massa: ad entrare nel tabellino dei cattivi sono Masina per fallo da ultimo uomo da una parte e Callejon per reazione ai danni di Nagy dall’altra. Continua il periodo no del Milan di Vincenzo Montella, che spreca una ghiotta occasione di interrompere il proprio trend tra le mura amiche contro la Samp. Il team di Marco Giampaolo si dimostra rognoso davanti a un Diavolo che vive delle folate dei propri singoli ma che non riesce mai a superare Viviano nonostante i 20 tiri totalizzati di cui 6 nello specchio della porta. E così ci pensa Muriel a trasformare in rete il penalty procurato da Quagliarella con la complicità di Paletta, spiazzando alla grandissima Donnarumma e consegnando ai blucerchiati 3 punti pesantissimi. Per il rossoneri oltre al danno la beffa: Sosa, infatti, si fa espellere per somma di ammonizioni al 90′, lasciando i compagni in inferiorità numerica nei minuti di recupero.

L’esultanza dei giocatori di Inzaghi al gol di Parolo in Pescara-Lazio 2-6 (ph. Fantamagazine.com)

Nel pomeriggio della domenica, a destare particolare attenzione agli occhi di chi considera assopito il campionato di A è il rocambolesco 6-2 inflitto dalla Lazio di Simone Inzaghi ai danni del Pescara di Massimo Oddo. All’Adriatico è Parolo show: il centrocampista biancoceleste, tra il 10′ e il 14′, si fa autore dell’uno-due micidiale che sembra stendere i padroni di casa; questi ultimi, tuttavia, riescono a reindirizzare le sorti di un match già chiuso grazie ai gol di Benali e Brugman fallendo dal dischetto, come se non bastasse, l’occasione di arrivare a tre timbri. Nella ripresa, a mettere i punti esclamativi sulla vittoria delle Aquile sono Parolo, che si concede un nuovo bis realizzativo, Keita e Immobile. All’ennesima sconfitta consecutiva per gli abruzzesi combacia la vittoria della Lazio dopo due k.o. di fila e la conseguente conquista del 4° posto solitario alle spalle del Napoli, lontano solo cinque lunghezze. Se Torino e Udinese si fermano rispettivamente al Castellani contro l’Emoli (1-1: Belotti al 11′ e Pucciarelli al 47′) e al Bentegodi contro il Chievo (0-0), a risollevare la testa dopo la brutta sconfitta con la Juventus è il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, capace di infliggere al Genoa di Juric un pesante k.o. davanti agli occhi dei supporter rossoblu. L’unica firma del match è quella di Pellegrini, che al 26′ supera Lamanna con un destro potente sulla punizione dalla sinistra di Berardi e lo sfortunato assist di Cataldi. Per il Genoa si tratta dell’ennesima partita senza vittoria, tendenza ormai confermata dal novembre scorso. Dà continuità, invece, alle proprie prestazioni il Palermo di Diego Lopez, bravo nel battere di misura il Crotone di Davide Nicola grazie alla rete di Nestorovski al 27′. A smuovere le acque e in peggio per i calabresi è il doppio giallo rimediato da Crisetig tra il 62′ e il 69′.

L’esultanza di Juan Cuadrado dopo il gol in Juventus-Inter 1-0 (ph. Eurosport.it)

Continua la striscia di risultati utili consecutivi dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, trascinata alla vittoria contro il Cagliari di Rastelli da un Papu Gomez in versione stellare. Sua la doppietta micidiale che chiude i conti già al 16′: il 2-0, in particolare, è un’autentica perla del 28enne argentino, che riesce a trovare di precisione l’angolo sotto la traversa con un gran destro dalla distanza. La Dea si porta a pari punti dell’Inter di Stefano Pioli, impegnata nel big match della domenica sera contro la Juventus di Massimiliano Allegri. Allo Stadium i nerazzurri giocano una gran partita a viso aperto contro i campioni d’Italia in carica: il primo tempo alla pari tra i due team rende il match veloce e imprevedibile. Tuttavia, a rendere ancora una volta efficace la legge dello Stadium ci pensa Cuadrado, che al 45′ spara da fuori area un siluro imparabile per un Handanovic in versione saracinesca. La traversa di Dybala non spegne la determinazione dell’Inter, che, anzi, prima rimpiange gli errori di Joao Mario e Icardi e poi recrimina per un rigore ai danni dell’argentino piuttosto evidente non sanzionato da Rizzoli. All’ultimo atto di un match spettacolare Perisic si fa espellere dal direttore di gara per proteste (per di più a distanza ravvicinata), spegnendo in un solo colpo, assieme al triplice fischio finale, ogni tentativo nerazzurro di riequilibrare l’incontro. Non è da meno la Roma di Luciano Spalletti, madre di una dimostrazione di forza assoluta contro la Fiorentina di Paulo Sousa: all’Olimpico, i giallorossi cancellano lo scivolone di Genova riprendendosi prepotentemente il secondo posto alle spalle della Juventus capolista. Dzeko conferma l’anno d’oro con una doppietta e la conseguente vetta nella classifica dei marcatori del nostro campionato. A condire il tutto sono, di mezzo, le reti di Fazio e Nainngolan. Fiorentina al tappeto e in astinenza di reti in un match tutto a tinte capitoline.

 

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