Cuore Milan, Coppa Italia alla Juve: Morata-gol, è ancora double


Lo spagnolo, appena entrato, regala alla Juventus Coppa Italia e secondo double consecutivo: impresa mai riuscita a nessuno. Al Milan restano i rimpianti

– di Luigi Polce –

Ottima la prova del rossonero Calabria, imperfetto però nell'azione del gol di Morata (ph. zimbio)

Ottima la prova del rossonero Calabria, imperfetto però nell’azione del gol di Morata (ph. zimbio)

Se qualcuno, prima di ieri sera, avesse pronosticato un Milan battagliero e una Juventus opaca, con la partita trascinata fino ai supplementari, con tutta probabiltà lo avrebbero gentilmente invitato a trovarsi un medico, di quelli bravi però. All’Olimpico invece, nella finale di Coppa Italia che mette il sigillo sulla stagione 2015/16, è successo per davvero: il Milan tira fuori tutto quello che poteva tirar fuori, vale a dire orgoglio, spirito di sacrificio e concentrazione, doti tenute ben nascoste per gran parte della stagione, al cospetto di una Juventus stranamente apatica e poco aggressiva come invece di solito si mostra. Il primo tempo è a forti tinte rossonere, con Calabria (il più giovane in campo dopo Donnarumma) e De Sciglio che interpretano alla perfezione il ruolo di terzino, soffocando i dirimpettai Evra e Lichtsteiner e proponendosi spesso in zona offensiva, specie Calabria che però in un paio di circostanze è rivedibile in quanto a cross effettuati. Kucka tiene bene Pogba sotto il piano fisico, mentre Montolivo stravince il duello tra registi con Hernanes. La pecca della squadra di Brocchi è di non concretizzare la superiorità espressa, fatto sta che Neto non deve mai intervenire complice la scarsa precisione di Bonaventura prima e Poli poi.

Cross di Cuadrado, zampata di Morata: la Juventus vince la Coppa Italia (ph. zimbio)

Cross di Cuadrado, zampata di Morata: la Juventus vince la Coppa Italia (ph. zimbio)

La ripresa è un pochino più equilibrata, con il Milan comunque sempre leggermente meglio rispetto all’avversario in quanto a interpretazione della gara. Allegri, forte di una panchina importante a differenza del suo collega Brocchi, corre ai ripari inserendo Alex Sandro e Cuadrado rispettivamente per Evra e Lichtsteiner, dando un’impronta spiccatamente offensiva al suo 3-5-2. La mossa ha l’effetto sperato: i bianconeri alzano il proprio baricentro e producono la prima palla gol, con un cross di Pogba deviato da Zapata che trova un attentissimo Donnarumma all’altezza del primo palo. Passato lo spavento il Milan torna a condurre le operazioni, ma manca sempre la qualità nell’ultimo passaggio. I 90′ regolamentari terminano sullo 0-0,  si va ai supplementari. Brocchi nel frattempo ha inserito Niang per Poli, virando sul 4-2-3-1, mentre Allegri si gioca l’ultima carta togliendo un impalpabile Hernanes per Morata: un cambio che si rivelerà assolutamente azzeccato. La stanchezza in campo si fa sentire, ma ci sono ancora briciole di energia per provare a portare a casa la Coppa evitando i rigori: allo scadere del primo tempo supplementare, Pogba impegna ancora Donnarumma che non si fa sorprendere, mentre qualche istante dopo Bacca sfiora il gol dell’anno con una rovesciata che si perde d’un soffio sopra la traversa di Neto. E’ la fotografia perfetta dell’intera stagione del Milan, in particolare della serata che presto troverà il suo epilogo. Perché va bene la grinta, va bene il cuore, ma a questo Milan manca la qualità negli interpreti e quella no, non puoi tirarla fuori dal cilindro. La Juve invece ne ha da vendere, e si vede tutta nell’azione decisiva, al 5′ del secondo tempo supplementare: cross di Cuadrado dalla destra, Calabria è in ritardo nella chiusura e Morata, al primo pallone toccato, mette in buca d’angolo mandando in estasi la Juventus. 1-0 e Milan che in meno di dieci minuti è chiamato ad imbastire una reazione, senza forze né idee. Il pareggio però rischia di arrivare all’ultima azione, quando J. Mauri (subentrato a Montolivo appena prima del gol di Morata) sibila il palo con un collo esterno che esce di un nulla.

Niente da fare, la Coppa Italia va a Torino per il secondo anno di fila. Incartata e spedita proprio dai due, Cuadrado e Morata, che con tutta probabilità andranno via in estate. Se così dovesse essere, non potevano scegliere cartolina migliore per salutare il popolo bianconero.

Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka (6′ sts Balotelli), Montolivo (4′ sts Mauri), Poli (40′ st Niang); Honda, Bacca, Bonaventura. A disp.: Abbiati, Diego Lopez, Simic, Alex, Mexes, Locatelli, Bertolacci, Boateng, Luiz Adriano. All.: Brocchi
Juventus (3-5-2): Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini; Lichtsteiner (30′ st Cuadrado), Lemina, Hernanes (3′ sts Morata), Pogba, Evra (17′ st Alex Sandro); Dybala, Manduzukic. A disp.: Buffon, Rubinho, Padoin, Asamoah, Sturaro, Pereyra, Zaza. All.: Allegri

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