Curve pericolose. Stress test Inter, insidia Milan


Nubi scure sul futuro dell’Inter, che prepara le barricate contro il Napoli. Al Milan tocca l’impegno più duro tra i competitor, contro il Genoa

– di Enzo Cartaregia –

La vita va avanti, tra San Siro e dintorni. Così il brusco risveglio che segue la morte di Davide Astori lancia le milanesi dritte nella bocca dei leoni. Perché il turno che segue al rinvio del derby mischia davvero le carte, per Inter e Milan.
I rossoneri rischiano infatti sul campo del Genoa, inciampato nel pieno della (sua) volata salvezza. La visita del Napoli sa però di showdown per i nerazzurri, costretti a raccogliere le forze davanti la capolista a metà.

L’Inter non ha perso contro le altre della top 5. Adesso si rischia la Champions (ph. Zimbio)

NOSTALGIA CANAGLIA. L’INTER SI SCOMMETTE – Il passo è obbligato, verso il momento più duro. Ma se la tensione sale non è merito del Napoli capolista, ora in equilibrio precario. Al centro c’è davvero la formazione di Luciano Spalletti, con tutto quello che questo appuntamento è diventato. Il serio rischio è davvero di una discesa ad effetto valanga, tra allunghi e sorpassi già all’orizzonte.
Sulla psicologia del gruppo incombe poi il severo ribaltamento di prospettive. Che, per salvare la speranza, dovrà risparmiare la forza (statistica) dell’Inter nei match con la top 5, mai archiviati con una sconfitta in questa stagione.

Ad ogni modo, il posticipo è segnato dalla voglia di rivalsa, per i meneghini quanto per i partenopei. Correre a scavare un solco sembra proprio l’unico modo che il Napoli ha per difendere il vantaggio scudetto, già potenzialmente nel raggio della Juventus. Se dieci vittorie consecutive non sono bastate a staccare i campioni in carica, il capitombolo interno con la Roma ha compresso a 90’ la distanze tra le due rivali. Il fiato sul collo, da parte dei bianconeri, è dunque fortissimo, da un risicato -1 ed una gara da recuperare. Ma fuori dalle coppe, gli uomini di Sarri avevano finora marciato senza strappi al motore, almeno nel weekend. Se il poker subito al San Paolo non basta a preoccupare, da solo, ad una formazione sempre in palla (e sempre piena) è comunque chiesto un’immediata controprova.

L’ostacolo maggiore è allora nei riflessi dell’Inter. E’ sull’orlo di un baratro, pieno di incertezze, l’undici nerazzurro, che rischia di perdere ulteriormente contatto con Roma e Lazio. Chiudendo il turno, Icardi e compagni appaiono sì destinati ad un quinto posto, ma è labile il +7 sulle inseguitrici.
E per difendere il distacco, mister Spalletti gioca d’attacco. Certo è il ritorno di Mauro Icardi nel 4-2-3-1, spinto dietro da Rafinha che torna dal 1’. Si rivede Borja Valero, scelto per il centrocampo accanto a Vecino,  davanti la difesa standard ricomposta col rientro di Miranda.
La formazione tipo è quella mantenuta invece dagli azzurri, nel 4-3-3 coronato da Insigne, Mertens e Callejon. Nessun dubbio, per Sarri, nemmeno tra centrocampo e difesa.
L’Inter raccoglie intanto tutte le forze. Si sarebbe potuto giocare, adesso, un pezzo di scudetto. Esaltarsi sembra invece una forzatura. Ma è necessario, restare al tavolo delle grandi.

Nel Milan rientrano Borini e Kalinic, per la caccia al nono risultato utile consecutivo (ph. Zimbio)

VIA ALL’INSEGUIMENTO. MILAN ALLA PROVA –  Ogni passo avanti fa paura alle altre. Ed ora, che si vede la luce, è tutto in gioco di partita in partita. A Marassi, il Milan si presenta dunque con poco attendismo da osservare. Serve soltanto un successo.
Lo stesso dovrà fare d’altronde il Genoa, che un’impresa simile l’ha costruita per rompere le attese ed ipotecare la salvezza. Adesso non basta comunque più. Per il diavolo stoppare i rossoblù servirebbe a non buttar via, in un solo confronto, gran parte della fatica fatta. E riprendere la corsa, dopo il passo falso europeo davanti l’Arsenal, significa restare l’unica formazione padrona del proprio destino, nelle prime file.

Ma intanto, i liguri di mister Ballardini fremono. Sui 30 punti messi su a fatica, nella rincorsa che seminato il panico tra le rivali, si è proiettata improvvisamente un’ombra. Resta inspiegabile, se non come un errore non calcolato, lo stop contro un Bologna in forte crisi. Ristretto a 9 punti il margine sulla zona retrocessione, il Genoa prova allora a scrollarsi di dosso la fatica. Negativo è però il trend in casa, con appena tre vittorie e pur contando i recenti schiaffi all’Inter. E se per i rossoblù pare utile correggere il tiro, l’opposto vale per il Milan, che in campionato vola con 8 risultati utili consecutivi.
Cinque gare senza subire gol e la stoico approdo in finale di Tim Cup confermano un’ascesa che parrebbe irresistibile. C’è solo il tonfo di Europa League, nel mercoledì di San Siro, a porre qualche dubbio.

Gattuso conferma così nove undicesimi del suo Milan, per spezzare il testa a testa con la Sampdoria e puntare alla zona Champions. Nel 4-3-3, in attacco, si rivedranno Kalinic e Borini, al posto di Curtrone Calhanoglu. A centrocampo restano Bonaventura, Biglia e Kessie.
Simile la situazione tra i padroni di casa, se mister Ballardini muove solo un paio di pedine rispetto al Dall’Ara, ricomponendo 3-5-2. Rientra appunto Rigoni, da mezzala, mentre Laxalt e Rosi passano sugli esterni, dietro Galabinov e Pandev. In difesa, Biraschi prende invece il posto di Rossettini.
E’ senza tregua, dunque, il weekend di Genoa e Milan. Successi chiamano successi, per non disperdere la scia delle ultime settimane. Nel braccio di ferro c’è per lo meno da guadagnarci, con lo sguardo su chi sta davanti. E trema già.

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