Da Ancelotti a Prandelli: l’Italia senza panchina


Sono tanti gli allenatori italiani attualmente senza una squadra: dai mostri sacri Ancelotti, Lippi e Capello agli ex ct azzurri Donadoni e Prandelli fino ai giovani Stramaccioni e Di Matteo

– di Marco Vigarani –

Ancelotti è stato licenziato dal Real Madrid e ha rifiutato il Milan (ph. Zimbio)

Ancelotti è stato licenziato dal Real Madrid e ha rifiutato il Milan (ph. Zimbio)

C’era una volta la grande scuola italiana degli allenatori: invidiata, imitata ma soprattutto ricercatissima anche fuori dai confini del Bel Paese. Oggi però sembra che questa tendenza abbia subito un forte rallentamento se pensiamo a quanti mister anche di grande curriculum in questo momento sono ancora inattivi in vista della nuova stagione che è ormai alle porte. In tanti hanno visto scadere l’accordo precedente senza trovarne uno nuovo ma c’è anche chi ha meno preoccupazioni grazie ad una ricca carriera ormai alle spalle o un contratto in essere anche per i prossimi mesi nonostante l’interruzione del rapporto di lavoro.

In cima al fenomeno dei mister italiani senza panchina troviamo sicuramente tre nomi di grande esperienza, prestigio e con una bacheca ricca di successi: Carlo Ancelotti, Fabio Capello e Marcello Lippi. Esonerato clamorosamente dal Real Madrid, il primo è stato tentato dall’idea di un ritorno al Milan salvo poi scegliere un teorico periodo di riposo mentre invece la Russia ha deciso solo qualche settimana fa a furor di popolo di andare alla rescissione con Capello ed il suo faraonico contratto. L’ex ct campione del mondo nel 2006 ha lasciato ormai da febbraio la panchina del Guangzhou ma non sembra essere assolutamente pronto per la pensione nonostante una lunga e gloriosa carriera alle spalle.

Donadoni cerca un incarico dopo il fallimento del Parma  (ph. Zimbio)

Donadoni cerca un incarico dopo il fallimento del Parma (ph. Zimbio)

Condividono con Lippi l’esperienza sulla panchina azzurra (ma con risultati ben diversi) anche Cesare Prandelli e Roberto Donadoni che oggi si trovano parimenti privi di un contratto per la prossima stagione. Il primo ha rescisso nel novembre 2014 con il Galatasaray mentre invece il secondo è reduce dalla traumatica stagione che ha portato al fallimento del Parma e quindi allo svincolo di tutti i tesserati gialloblù. Si tratta di due candidati credibili al subentro in Serie A per club di fascia medio alta insieme al collega Luciano Spalletti, pronto a rimettersi in gioco in Italia dopo quasi cinque anni alla guida dello Zenit San Pietroburgo.

Ha una buona esperienza all’estero anche il più giovane Roberto Di Matteo che fa parte di una schiera degli allenatori italiani emergenti piuttosto ampia che comprende anche Filippo Inzaghi, Andrea Stramaccioni e soprattutto Vincenzo Montella. Sono quattro profili interessanti per motivi diversi ma reduci da fallimenti di natura non solo tecnica ma anche ambientale che probabilmente nei prossimi mesi rientreranno in gioco sostituendo qualche collega reo di un avvio stentato. Vanno citati infine anche due profili con maggiore esperienza come quelli di Francesco Guidolin e Walter Mazzarri con il primo reduce da un anno sprecato come supervisore dell’area tecnica all’Udinese e l’altro licenziato a novembre 2014 dall’Inter dopo mesi a dir poco stentati.

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