Da bollito a protagonista: nessuno come Claudio Ranieri


Ranieri guida la Premier League con il suo Leicester e grazie ad un calcio propositivo e divertente si prende lo scettro di miglior allenatore italiano al mondo davanti a Sarri, Mancini e Conte

– di Marco Vigarani –

Il Leicester si affida a Claudio Ranieri (ph. Zimbio)

Il Leicester di Claudio Ranieri guida la Premier League (ph. Zimbio)

Claudio Ranieri questa mattina si è svegliato da leader della Premier League alla guida del suo Leicester, squadra storica ma praticamente priva di palmares. Il suo calcio si sta dimostrando efficace, vincente ma anche bello da vedere per l’esigente pubblico britannico che gli sta tributando in queste ore i dovuti onori. Guardare i risultati che sta ottenendo fa davvero riflettere soprattutto se si esamina la sua carriera e si scopre che per ben dieci anni Ranieri ha svolto la sua professione lontano dall’Italia. Dopo una carriera vissuta soprattutto al Catanzaro, l’allenatore nato al Testaccio ha collezionato esperienze sulle panchine di Valencia, Atletico Madrid, Chelsea, Monaco prima di approdare proprio a Leicester alla guida di una rosa costruita spendendo appena 30 milioni di euro nel corso di un’estate in cui la stessa cifra è servita ad esempio allo United per assicurarsi Schweinsteiger o alla Juventus per prelevare Dybala dal Palermo. Nata per ruotare intorno ad Inler, la squadra britannica ha trovato in Vardy uno straordinario finalizzatore capace di andare a segno in 10 gare consecutive facendo della prolificità offensiva il proprio marchio di fabbrica: 28 gol segnati sono l’attuale record della Premier ed offrono un ottimo bilanciamento ai 20 subiti.

Ranieri insieme al suo bomber Vardy (ph. Zimbio)

Ranieri insieme al suo bomber Vardy (ph. Zimbio)

Il calcio propositivo di Ranieri, che in Italia venne più volte definito un bollito anche quando sfiorò lo Scudetto alle spalle dell’Inter di Mourinho e guardato con profonda diffidenza non solo dai top club ma anche dalle società di medio-bassa classifica a caccia di un nuovo allenatore, sta facendo scuola in tutta Europa e si sta affermando nel corso di questa stagione 2015/16 come il miglior modello italiano al mondo. Va sicuramente specificato che quest’anno tanti importanti tecnici tricolori sono senza un impiego (ad esempio i maestri Capello, Lippi ed Ancelotti ma anche nomi di prestigio come Prandelli, Mazzarri e Spalletti) e che la scuola italiana non sembra andare di gran moda fuori dai confini nazionali visto che le panchine affidate a nostri connazionali si possono contare sulle dita di una mano e la più rilevante è forse quella del Panathinaikos recentemente passato a Stramaccioni. Claudio Ranieri oggi invece guarda dall’alto in basso tutti i suoi colleghi di Serie A visto che l’attacco del Napoli di Sarri è fermo a quota 22 e quello dell’Inter di Mancini addirittura ad uno sterile 12 per non parlare della Juventus di Allegri che in questo momento sembra avere decisamente meno chance di vincere il titolo di quante non ne abbia il Leicester in Inghilterra. La media di 2,15 reti a partita inoltre colloca l’ex tecnico romanista davanti anche al ct azzurro Antonio Conte che in 16 gare alla guida dell’Italia ha finora tenuto una media pari a 1,44.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *