Da Cragnotti a Manenti: quando il pallone finisce in tribunale


Il caso del fallimento del Parma è emblematico sullo stato di salute del calcio italiano dell’ultimo ventennio. Prima di Ghiraradi e Manenti, molti altri presidenti hanno avuto dei guai con la giustizia

– di Massimo Righi –

Ghirardi, Taci e Manenti (ph calcioefinanza.it)

Ghirardi, Taci e Manenti (ph calcioefinanza.it)

Nel calcio italiano dell’ultimo ventennio, diversi presidenti di club calcistici hanno avuto dei guai con la giustizia, in seguito ad una mala gestione economico sportiva. In un’era in cui il sistema calcio è cambiato parecchio, fra costi elevati, bilanci falsificati, società private coinvolte e altre malefatte, non sono pochi i casi in cui i presidenti di società di calcio finiti in manette, ultimo dei quali Giampiero Manenti, accusato di riciclaggio e arrestato proprio due giorni fa dopo aver promesso di rilanciare il Parma in seguito alla fuga di Taci e l’addio frettoloso di Tommaso Ghirardi, che il 4 marzo è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il grave dissesto finanziario del club.

Ripercorrendo la storia recente, ci si rende conto di quanti siano stati i casi di gestione fallimentare di club nel campionato di serie A. I più eclatanti per la loro eco, sono almeno otto. Il primo in ordine cronologico, risale al 1993 quando l’allora presidente della Roma Giuseppe Ciarrapico fu arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta nel caso “Italsanità” e costretto pertanto a lasciare la presidenza del club capitolino, venduto poi a Franco Sensi e Pietro Mezzaroma. Nel 2002 il presidente del Napoli Giorgio Corbelli, subentrato nel 2000 a Corrado Ferlaino in carica dal 1969, finì in manette il 13 marzo 2002 nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di opere d’arte false e poi condannato nel 2012  per il fallimento della casa d’aste milanese “Finarte”. Sempre nel 2002, il 29 novembre, dopo esser già stato accusato di riciclaggio un anno prima, il presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori, venne arrestato per il fallimento del club. A novembre 2006 è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a tre anni e quattro mesi di reclusione.

Luciano Gaucci, per 13 anni presidente del Perugia (ph (perugiatoday.it)

Luciano Gaucci, per 13 anni presidente del Perugia (ph (perugiatoday.it)

Dopodiché, Callisto Tanzi ex patron del Parma fu arrestato per il crack Parmalat il 27 dicembre 2003, per un buco da 14 miliardi che coinvolse anche il Parma calcio. La vicenda è la prima di altri procedimenti nei confronti di Tanzi, condannato anche per aggiotaggio nel 2008 e per bancarotta fraudolenta nel 2012. Nel 2004, il presidente della Lazio Sergio Cragnotti andò in carcere essendo coinvolto nel crack “Cirio” con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Il club fu poi salvato grazie all’accordo con l’Agenzia delle Entrate per la rateizzazione del debito pregresso in 23 anni. L’anno dopo nel 2005, la caduta del Perugia coincise con l’abbandono dell’ex presidente Luciano Gaucci, inquisito assieme ai figli per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, mentre nel 2007, toccò all’ex patron del Torino Francesco Cimminelli e al presidente del club Attilio Romero essere incriminati dal procuratore aggiunto per bancarotta documentale e truffa nei confronti della FIGC. Infine, anche uno dei recenti ex presidenti del Bologna è stato condannato: si tratta di Sergio Porcedda, arrestato per bancarotta fraudolenta dalla Guardia di Finanza nel 2013 a seguito del fallimento di una clinica privata.

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