Da Iachini a Iachini: sei allenatori in sei mesi per il Palermo


Dopo la disfatta contro la Roma, tracciamo un quadro della stagione del Palermo. I prossimi avversari del Bologna sono di nuovo sotto la guida di Iachini dopo aver visto sei allenatori diversi sedersi in panchina da settembre ad oggi

– di Ottavio Gintoli –

Avvio di stagione difficile per il Palermo di Iachini (ph. Zimbio)

Beppe Iachini è tornato sulla panchina del Palermo sulla quale aveva iniziato la stagione (ph. Zimbio)

Troppo brutto per essere il vero Palermo quello visto all’opera domenica sera all’Olimpico di Roma. Il ritorno sulla panchina rosanero di Giuseppe Iachini non ha sortito gli effetti sperati dal presidente Maurizio Zamparini, che già alla 26° giornata di campionato ha cambiato sei volte allenatore. A Roma il Palermo non è sceso praticamente in campo e il dato che più fa riflettere, e preoccupare, i tifosi rosanero è lo 0 alla casella dei tiri in porta. Vero è che la Roma rinfrancata dalla cura Spalletti è un’altra squadra e viaggia sulle ali di un entusiasmo ritrovato dopo mesi cupi (e della faccenda Totti, in campo, non ha risento praticamente nulla), ma il tentativo di scuotere i suoi giocatori richiamando in panchina Beppe Iachini è andato a vuoto. Contro la Roma il nuovo allenatore, al quale ieri è morta la madre e per questo lo stringiamo in un caloroso abbraccio, ha rispolverato il tanto antipatico, per Zamparini stesso, 5-3-2. Senza Sorrentino in porta si è affidato al giovane Alastra, con Vazquez accanto a Gilardino in attacco e il giovanissimo Pezzella sull’out di sinistra per contrastare Maicon. Uno schema quasi rinunciatario in partenza. E infatti è andata proprio così: graziata da Dzeko sullo 0 a 0, il Palermo è stato poi sotterrato dalla doppietta del centravanti montenegrino, da quella di Salah e dalla rete di Keita. Il centrocampo rosanero non ha retto i continui cambi di gioco di quello giallorosso: Jajalo e Brugman hanno fatto da schermo alla difesa e le distanze con l’attacco sembravano chilometriche. Da qui nasce anche quello 0 alla voce tiri in in porta. La stagione del Palermo si è improvvisamente complicata e adesso la classifica si fa preoccupante. Eppure la stagione era iniziata bene con lo stesso Iachini in panchina. Nelle prime 3 giornate il Palermo ne vince 2 (Genoa e Udinese) e pareggia un’altra (in casa col Carpi). Alla 4^ va a San Siro e affronta i rossoneri, perdendo di misura. Ma poi infila altre 3 sconfitte consecutive (Sassuolo, Torino e Roma) ma si riscatta proprio al Dall’Ara vincendo grazie al gol di Vazquez. Prima dell’esonero di Iachini, dopo la 12^ giornata, c’è tempo per il pareggio con l’Inter, le sconfitte con Napoli e Empoli e la vittoria con gol di Gilardino contro il Chievo.

Ballardini torna al Palermo dopo sei anni (ph. Zimbio)

Ballardini era tornato al Palermo dopo sei anni ma l’avventura è stata fallimentare (ph. Zimbio)

Zamparini decide di cambiare con il Palermo a quota 14 punti (1,17 a partita), a 3 dalla zona retrocessione ma con una squadra a pari punti (Empoli) e altre 4 dalla sottile linea rossa. Zamparini chiama sulla panchina del Palermo Davide Ballardini, che esordisce con un buon pari all’Olimpico, contro la Lazio, ne perde 2 consecutive, vince col Frosinone e ne perde altre 2, per poi vincere di misura a Verona, con un gol di Vazquez. Il presidente dall’esonero facile decide che può bastare così e dopo 7 punti in 7 partite (1 a partita), cede al fascino del tango argentino e chiama sulla panchina Guillermo Barros Schelotto. Ballardini lascia il Palermo in 16^ posizione, ma i punti dalla terzultima nel frattempo sono saliti a 6. Tolta la parentesi di Genova, con il Palermo sconfitto pesantemente 4 a 0 dai rossoblu con Fabio Viviani in panchina, con Schelotto (che ufficialmente non può seguire dal campo la squadra, seguita da Giovanni Bosi e Giacomo Tedesco) il Palermo vince con l’Udinese in casa, poi pareggia a Carpi e perde con il Milan. Il pareggio a Sassuolo e la sconfitta intera con il Torino convincono poi Zamparini a richiamare Iachini in sella, dopo i 5 punti in altrettante gare (1 a partita). I punti dalla terzultima ritornano 4, con le 2 genoane tra il Palermo e la sottile linea rossa da evitare per forza. Il resto è storia recente. Il Palermo a Roma ne becca 5, ma nel frattempo il Genoa vince contro l’Udinese e il Frosinone impone lo 0 a alla Lazio al Matusa. I punti di distanza diventano 3, ma quello che preoccupa è il gioco espresso dalla squadra, incapace di trovare continuità di prestazioni e, ovviamente, di risultati.

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