Dal duello annunciato alla legge del più forte: Dumoulin padrone del Giro 100


Dumoulin viaggia verso la vittoria al Giro d’Italia: un successo costruito dominando sui diretti avversari Quintana e Nibali

– di Claudio Fargione –

Tom Dumoulin può arrivare in rosa fino a Milano (ph. brakethroughmedia)

Ci eravamo lasciati in attesa della settimana decisiva per il “Giro 100” con un olandese in rosa ed i protagonisti più attesi che dovevano riscattarsi sulle grandi tappe di montagna. Ci ritroviamo dopo una settimana con lo stesso olandese ad indossare il simbolo del primato e gli avversari con sempre meno possibilità per attaccarlo. L’olandese è ovviamente Tom Dumoulin. Il capitano del Team Sunweb, poderoso cronoman e studente mancato in medicina, sta correndo questo Giro con il piglio del padrone anche senza una squadra che possa supportarlo più di tanto. Dopo il successo inatteso nell’arrivo in salita del Santuario di Oropa che aveva fatto salire il suo vantaggio a 2’40” su Quintana, solo un problema intestinale improvviso nella Rovetta-Bormio ha fatto vacillare il dominio di Dumoulin, che ha però saputo difendersi con carattere nella seconda scalata allo Stelvio per mantenere un vantaggio, seppur di soli 31”, sul colombiano. Proprio la tappa della “Cima Coppi” è stata il momento migliore nella corsa rosa per “il detentore del titolo” Vincenzo Nibali, che con una spettacolare discesa e una staccata motociclistica all’ultima curva su Landa ha fatto suo il traguardo di tappa.

Si tratta dell’unico acuto italiano su 18 tappe disputate ad oggi: un dato che deve fare riflettere il nostro movimento ciclistico dove mancano squadre nel circuito World Tour, corse a tappe per gli “under” e i migliori talenti sono obbligati al ruolo di gregari in squadre straniere. Seppur secondo in classifica generale, Nairo Quintana ha dimostrato invece degli evidenti limiti proprio in salita, il terreno che dovrebbe essere il suo punto di forza. Ad Oropa, dopo un attacco velleitario, ha subìto la forza di Dumoulin, sullo Stelvio non ha saputo fare la differenza per finire poi staccato in discesa da Nibali ed infine ad Ortisei non ha capitalizzato il grande lavoro della Movistar mostrando come, pur avendo a disposizione la squadra più forte, nelle corse a tappe conti soprattutto avere gambe e carattere nel momento della verità. Proprio la tappa di ieri, che nonostante i cinque Gran Premi della Montagna si è mostrata troppo corta e con pendenze troppo dolci per creare grandi distacchi tra i primi, ha mostrato con l’episodio finale l’attuale situazione dei protagonisti.

Dumoulin dopo aver mostrato la sua forza ha lasciato l’iniziativa agli avversari diretti Quintana e Nibali che hanno rallentato in una specie di “surplace” da velodromo mentre chi li segue in classifica, ovvero Pinot, Zakarin, Mollema, Krujiswijk e Pozzovivo, ha guadagnato secondi preziosi nella lotta per il podio. Restano ancora l’arrivo in salita di Piancavallo (oggi), la Pordenone-Asiago disegnata apposta per le fughe (domani), una cronometro piatta tra Monza e Milano (domenica). Chi vincerà questo Giro? Chi avrà gambe e soprattutto la mentalità del vincente. Fino ad oggi l’unico ad aver mostrato queste doti, nonostante una squadra evanescente ed una sgradevole disavventura fisica, è stato proprio l’olandese in rosa. Buon finale di Giro a tutti!

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