Dal Pavia alla Fiorentina: cosa va e cosa non va nel Bologna


Giovani di prospettiva, Destro a secco, Rossi a rischio: dopo quasi un mese e mezzo dall’inizio della stagione, analisi su ciò che funziona e ciò che invece va ancora messo a posto in casa Bologna, che tra Udinese e Juventus si gioca già una bella fetta di stagione

– di Luigi Polce –

Mattia Destro, ancora a secco di gol nella sua esperienza bolognese

Mattia Destro, ancora a secco di gol nella sua esperienza bolognese

“Chi ben comincia, è a metà dell’opera”: difficilmente i proverbi sbagliano, per questo è consigliabile seguirli o almeno provare a farlo. Così non è stato invece per il Bologna, reduce da un avvio di stagione tutt’altro che positivo: sei gare ufficiali disputate, 5 sconfitte e una sola vittoria, domenica scorsa contro il Frosinone. Provando a fare un’analisi lucida e il quanto più possibile completa, va detto che ci sono tante attenuanti per i rossoblù, soprattutto considerando le primissime gare di questo 2015/16. Partiamo dal presupposto che il ritiro di Castelrotto è stato praticamente inutile, senza troppi giri di parole. Il grosso della squadra è stato fatto nelle ultime settimane di calciomercato, così Delio Rossi si è ritrovato a dover ricominciare da capo il lavoro a livello fisico ma soprattutto tattico, e non è un caso se il Bologna a fine settembre non abbia ancora trovato uno schema di riferimento, come ammesso anche dallo stesso tecnico rossoblù nelle recenti conferenze stampa. Alla ricerca della condizione, che non tutti ancora hanno visto che in molti sono reduci da esperienze poco brillanti o fortunate dal punto di vista degli infortuni (Giaccherini, Destro, Rizzo, Krafth tanto per fare qualche nome) e nel frattempo anche dei punti, visto che il campionato è ormai entrato nel vivo. Ma proviamo a riavvolgere il nastro, e vedere cosa è successo in questa primissima parte del film rossoblù.

La stagione del Bologna inizia subito con una sconfitta in Coppa Italia. Il Pavia batte i rossoblù 1-0

La stagione del Bologna inizia subito con una sconfitta in Coppa Italia. Il Pavia batte i rossoblù 1-0

La stagione rossoblù inizia ufficialmente il 14 agosto, in coppa Italia contro il Pavia (Lega Pro). Quella messa in campo da Rossi è una squadra con molti elementi palesemente fuori dai piani del Bologna. Tranne la difesa, che in pratica è quella vista a Firenze e non solo, fa specie vedere un centrocampo con Brighi, Crisetig e Rizzo, ma in particolare un duo d’attacco formato da Cacia e Acquafresca: il primo è rimasto fuori dalla lista dei 25, trovando una sistemazione last minute ad Ascoli; il secondo è, ad oggi, la sesta scelta nella rosa degli attaccanti. Dietro a loro Franco Brienza, già indispensabile dall’estate. L’avventura in coppa, così come successo nella passata stagione contro L’Aquila, finisce subito: al Pavia basta un gol di Del Sante al 35′ per strappare la qualificazione.

All'esordio stagionale al Dall'Ara contro il Sassuolo, un buon Bologna viene punito nel finale da Floro Flores (ph. zimbio)

All’esordio stagionale al Dall’Ara contro il Sassuolo, un buon Bologna viene punito nel finale da Floro Flores (ph. zimbio)

Come detto, tra la coppa e la fine di agosto Pantaleo Corvino completa il mercato: arrivano, tra gli altri, Destro, Donsah, Mounier, Giaccherini, Taider e Pulgar in ordine sparso, tutti titolari nell’attuale undici. Prima della fine del mercato però c’è il campionato, che alla prima propone subito un test probante: sabato 22 agosto, il Bologna va a far visita alla Lazio, già in palla perchè nel bel mezzo della doppia sfida dei play-off per accedere alla Champions League. Nel primo tempo infatti, il divario è disarmante: biancocelesti avanti di due e dominatori incostrastati del match. Un lampo di Mancosu però, proprio allo scadere della prima frazione, riaccende le speranze di un Bologna che nella ripresa meriterebbe anche il pareggio. Una settimana dopo, arriva il Sassuolo per la prima al Dall’Ara. In questo caso il Bologna cambia modulo, passando dal 4-3-1-2 ad un più offensivo 4-3-3. Cambio legato anche e soprattutto alle scelte di mercato: non è arrivata la seconda punta nè il trequartista, si virerà allora su due esterni come Giaccherini e Mounier. I rossoblù nel derby giocano una buona partita, sicuramente migliore a quella del Sassuolo, ma mette in mostra tutti i limiti d’esperienza di una squadra tra le più giovani del campionato: a 4′ dalla fine, sullo 0-0, il Bologna si fa cogliere in contropiede e subisce il gol di Floro Flores, dopo un rimpallo sfortunato su Diawara che involontariamente serve l’attaccante campano.

L'esultanza di Mounier, in gol all'esordio davanti ai suoi nuovi tifosi (ph. ilrestodelcarlino.it)

L’esultanza di Mounier, in gol all’esordio davanti ai suoi nuovi tifosi (ph. ilrestodelcarlino.it)

Si chiude agosto, e con esso il calciomercato che porta in dote al Bologna oltre 15 nuovi acquisti. C’è la pausa per le nazionali, utile per lavorare insieme e cominciare ad amalgamare la squadra. Si torna in campo a Genova, contro la Sampdoria che nel frattempo è riuscita a trattenere i gioielli Eder e Soriano. Proprio loro firmano il successo blucerchiato, al cospetto di un Bologna che dà segni di crescita sotto il piano del gioco (varato il 4-2-3-1 con Giaccherini, Brienza e Mounier alle spalle di Destro) ma evidenzia limiti per quanto riguarda la condizione fisica: la baracca regge per un’ora, poi crolla inesorabilmente, complice anche l’ingenua espulsione per doppio giallo rimediata da Rizzo. Dopo tre giornate quindi il Bfc è ancora a secco di punti, ecco allora che la sfida al Frosinone diventa una sorta di spareggio, visto che anche i ciociari sono fermi a zero. Il Bologna torna al 4-3-3, considerata l’indisponibilità di Giaccherini, e vince 1-0 grazie al primo gol italiano di Anthony Mounier, su perfetto lancio di Oikonomou, realizzato nel primo tempo. Nella ripresa il solito calo fisico permette il ritorno del Frosinone, ma Mirante e la Santa Traversa conservano la preziosa vittoria.

Diawara contiene Borja Valero. Il centrocampista classe '97 è la sopresa più lieta in questo avvio di stagione del Bologna (ph. zimbio)

Diawara contiene Borja Valero. Il centrocampista classe ’97 è la sopresa più lieta in questo avvio di stagione del Bologna (ph. zimbio)

Il Bologna intanto ha ufficialmente scoperto un potenziale fenomeno, Amadou Diawara, che a suon di prestazioni convincenti ha ormai preso possesso della cabina di regia, mostrando personalità e sicurezza non certo tipiche di un ragazzo classe ’97 proveniente dalla cantera del San Marino, che con tutto il rispetto non è il Barcellona nè il Real Madrid. Diawara che, dopo l’esordio dal 1′ con il Frosinone, viene confermato anche nell’ultima gara, quella contro la Fiorentina, ed è impressionante il suo lavoro di copertura su uno come Borja Valero, incapace nel primo tempo della sfida di illuminare la manovra viola. Tutto il Bologna nel complesso gioca una gara accorta e tiene lo 0-0, poi nella ripresa secondo voi cosa succede? Chiaro, la Fiorentina alza i giri, il Bologna non ha più benzina nel serbatoio e il risultato finale è di 2-o per gli uomini di Paulo Sousa.

In estrema sintesi, le cose da salvare sono: 1) i margini di crescita dei giovani acquisti, primi fra tutti Donsah e Diawara; 2) il buon impatto di Mounier, che sembra già essersi ambientato in serie A; 3) la classe e l’esperienza di Ciccio Brienza, che tutti davano già per bollito e invece si sta rivelando una pedina fondamentale nello scacchiere di Delio Rossi.

Da rivedere invece gli aspetti legati a: 1) modulo, con alcuni calciatori che devono ancora trovare una collocazione tattica ideale (vedi Rizzo, che francamente non pare un esterno alto); 2) condizione atletica, assolutamente precaria al momento (per non parlare dei tanti infortuni); 3) cinismo ed esperienza, due elementi fondamentali per far sì che questa squadra possa completare il processo di crescita; 4) il digiuno di gol di Mattia Destro

Prima della seconda sosta per gli impegni delle nazionali, i rossoblù se la vedranno contro l’Udinese (in casa) e la Juventus allo Stadium: due partite che ci diranno qualcosina in più su questo Bologna, due esami già importanti per squadra e soprattutto mister, che inevitabilmente vede addensarsi le prime nubi sulla sua panchina. Meglio aprire l’ombrello, prima che inizi a diluviare sul serio.

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