Dalla paura alle sfide: il “Giro 100” avanza verso le grandi montagne


Continua il Giro d’Italia tra il tentativo di Quintana, il coraggio di Dumoulin e la determinazione di Nibali

– di Claudio Fargione –

Finalmente anche questo “Giro 100” si è infiammato appena il percorso ha iniziato a selezionare squadre e singoli. Come da previsione la nona tappa da Montenero di Bisaccia al Block Haus ha offerto il primo grande scossone alla classifica e l’uomo più atteso ha fatto il suo “show” personale per prendersi la vittoria parziale, la maglia rosa e anche mettere un po’ di sano panico agli avversari. Ovviamente parliamo dell’attesissimo Nairo Quintana, che appena la strada ha iniziato a salire ha fatto valere le sue doti di scalatore puro con una prestazione che ha ricordato molto quella mostrata nella Tirreno-Adriatico del marzo scorso. Gli unici che hanno provato a contrastare l’azione del colombiano sono stati il sempre più convincente Pinot e Nibali, ma il siciliano ha pagato care le risposte alle accelerazioni del colombiano finendo staccato di quasi un minuto.

Tom Dumoulin è tra le sorprese del Giro (ph. brakethroughmedia)

Chi invece ha resistito oltre le attese su un terreno a lui non congeniale è stato Tom Dumoulin, che trovando il suo ritmo per aggredire l’arcigna salita abruzzese ha contenuto il ritardo da Quintana a soli 24″. La prestazione dell’olandese è stata una prova di forza ed intelligenza che ha dato un assaggio delle sue ambizioni soprattutto in vista della tappa successiva che lo vedeva favorito. I 39 chilometri contro il tempo da Foligno a Montefalco dopo il secondo riposo sembravano disegnati apposta per esaltare le caratteristiche dei “cronoman”. Tutti gli osservatori avevano cerchiato in rosso il nome di Dumoulin come vincitore della prova, ma i distacchi misurati al traguardo hanno letteralmente rivoluzionato la classifica. Il portacolori del Team Sunweb, mai in forma e magro come quest’anno, ha infatti dominato strappando dalle spalle di Quintana il simbolo del primato prendendosi un vantaggio di ben 2’23” nella generale. Non male come “tesoretto” in vista di una terza settimana con due arrivi in salita da prendere con le molle (Oropa e Piancavallo) e montagne mitiche da scalare (Mortitolo e Stelvio nella sedicesima tappa, Pordoi, Valparola e Gardena nella diciottesima).

Il messinese Vincenzo Nibali (ph. Zimbio)

La sfida contro le lancette ha anche mostrato un Nibali decisamente più in forma dello scorso anno, che con grande carattere ha anche recuperato una buona fetta dello svantaggio patito al Block Haus, così come decisamente a loro agio sono sembrati Jungels e Thomas dopo i pesanti distacchi patiti nell’arrivo in salita (il lussembughese per suoi limiti, il gallese per la sfortunata caduta che ha coinvolto quasi tutto il Team Sky dopo il contatto con una moto della Polizia Stradale ferma a bordo strada). Accanto ai già citati, ad inserirsi nelle posizioni che contano è stato anche un altro olandese, mai troppo in evidenza ma sempre pronto quando il gioco si fa duro. Stiamo parlando di Bauke Mollema, il capitano della Trek-Segafredo che non viene mai esaltato al ruolo di protagonista, ma con grande mestiere ed intelligenza ha saputo mantenere la ruota di Dumoulin al Block Haus difendendosi alla grande a cronometro: il terzo gradino della generale provvisoria a 2’38” dal connazionale è meritatissimo.

Ma adesso che Giro ci aspetta? Appassionante, sicuramente. Bello, senza dubbio. Una sfida senza sosta tra capitani e squadre, tra scalatori e passisti. Chi ne uscirà trionfatore? Difficile da pronosticare. Il grande favorito resta la “sfinge” colombiana Quintana, forte della squadra più completa, ma dovrà fare i conti con il carattere di Nibali, il fisico di Dumolin e la freschezza di Pinot. Tutti gli altri, a cominciare da Mollema, dovranno mostrare la loro capacità di reggere la terza settimana di gara e di lottare sul filo dei secondi in una grande corsa a tappe, capacità che per ora non hanno ancora mostrato. Senza dimenticare che la tappa finale non sarà una passerelle, bensì una cronometro completamente piatta dall’Autodromo di Monza fino al centro di Milano e le sorprese potrebbero non mancare. Infine merita un dovuto omaggio l’altro colombiano, quel Fernando Gaviria che si sta dimostrando il vero re delle volate. Il non ancora ventitreenne sudamericano della Quickstep non ha tradito la fiducia accordatagli dalla fortissima squadra belga ottenendo tre vittorie di tappa (Cagliari, Messina e Reggio Emilia) e sembra avviato al poker nella prossima frazione di Tortona. Se non ci saranno soprese la maglia ciclamino a fine Giro sarà sua. E ora, buona terza settimana a tutti!

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