Dall’attacco di Donadoni all’Azzurro: Verdi come Giaccherini


Un anno dopo, Simone Verdi ripercorre le orme di Emanuele Giaccherini conquistando la Nazionale partendo dall’attacco rossoblù

– di Marco Vigarani –

Giaccherini ha ritrovato la Nazionale nel novembre 2015 dopo oltre un anno di assenza (ph. Bologna)

Vedere in questi giorni le immagini di Simone Verdi in Nazionale riempie di orgoglio i cuori dei tifosi rossoblù che già l’anno scorso avevano esultato ammirando la maglia azzurra sulle spalle di Emanuele Giaccherini. Accostare oggi questi due giocatori è però più di una semplice similitudine nei tempi e nei ruoli ma può far intravedere una linea precisa nel lavoro di Roberto Donadoni, vero trait d’union di queste due vicende.

La scorsa stagione Emanuele Giaccherini ha dovuto lottare a lungo con una condizione precaria ad inizio stagione ed il suo primo gol coincise con la prima rete della gestione Donadoni in quel 3-0 all’Atalanta che diede la scossa alla stagione del Bologna. Le prestazioni convincenti e i gol del mese di novembre 2015 offrirono un assist perfetto all’allora ct azzurro Antonio Conte per riabbracciare in Nazionale quel ragazzo tanto apprezzato nella Juventus da arrivare a soprannominarlo “Giaccherinho”. La sua avventura con l’Italia lo portò poi, come sappiamo, fino ad Euro 2016. Quella in rossoblù invece si fermò con l’ultima giornata dello scorso campionato.

Prima convocazione in Azzurro a 24 anni per Simone Verdi (ph. allthescores)

Quest’anno Simone Verdi ha iniziato la stagione con la voglia di dimostrare a tutti di meritare la prima vera chance che il Bologna aveva deciso di offrirgli dopo anni di prestiti in giro per l’Italia. Subito gol ed assist per il numero 9 rossoblù ed anche in questo caso a novembre è arrivata a Casteldebole la lettera di convocazione per portare il talento di Verdi anche a Coverciano. Solo un maledetto infortunio gli ha impedito allora di prendersi quella soddisfazione che sta meritatamente gustando oggi vivendo la sua prima esperienza azzurra. Rispetto a dodici mesi fa è cambiato il titolare della panchina tricolore ed anche in questo caso Giampiero Ventura è da ritenere un estimatore della prima ora proprio di Verdi sin dai tempi della sua militanza nel Torino.

C’è anche il merito di Roberto Donadoni dietro le convocazioni dei due rossoblù (ph. Makemefeed.com)

Proprio questi pregressi, come quelli tra Conte e Giaccherini, potrebbero portare a dare per scontata la chiamata in Azzurro dei due calciatori rossoblù ma una lettura così semplicistica non renderebbe il giusto merito ai ragazzi ma soprattutto a chi quotidianamente li ha spinti verso questo obiettivo. Non può essere un caso che due esterni offensivi del 4-3-3 di Roberto Donadoni a distanza di un anno uno dall’altro abbiano entrambi avuto la possibilità di vestire la maglia della Nazionale. Giaccherini l’ha ritrovata a 30 anni dopo quattordici mesi e tanti infortuni, Verdi l’ha abbracciata per la prima volta a 24 anni dopo una carriera bella ma non recentissima nelle selezioni giovanili. Pur partendo da posizioni diametralmente opposte sul campo (largo a sinistra Giak, a destra Verdi), entrambi sono sempre stati incoraggiati a cercare la porta e il dialogo con i compagni magari trascurando quel lavoro da esterno puro teoricamente richiesto dal ruolo. Donadoni, riconoscendone immediatamente le doti, ha in pratica plasmato il suo calcio sulle caratteristiche di questi due ragazzi esaltandone il talento e traendone poi numerosi benefici per la classifica del Bologna. Gol pesanti e leadership da Giaccherini, assist e colpi di magia da Verdi: il risultato è sempre un sorriso per i tifosi rossoblù. E per entrambi una maglia azzurra da indossare con orgoglio.

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