Dall’invincibile Ancelotti al fallimento di Prandelli


Si sta per concludere un 2014 che vede Ancelotti sempre più padrone nel Real Madrid e Prandelli scaricato anche dal Galatasaray dopo il fallimento in azzurro al Mondiale

– di Marco Vigarani –

Ancelotti ha conquistato il Real Madrid (ph. Zimbio)

Ancelotti ha conquistato il Real Madrid (ph. Zimbio)

L’attualità del calcio internazionale pone due allenatori italiani su piani completamente diversi nonostante la stima di cui godono entrambi ormai da tempo all’interno del movimento calcistico tricolore. Il volto vincente è quello di Carlo Ancelotti che ha concluso la scorsa stagione in modo trionfale con la conquista della Champions League ma che ha rischiato anche qualcosa di troppo nei primi mesi della nuova annata. Le sconfitte contro Real Sociedad e soprattutto nel derby contro l’Atletico, unite al rimpianto per alcuni campioni ceduti come Di Maria e Xabi Alonso, avevano infatti indotto qualcuno a temere per la sorte del tecnico emiliano nella capitale spagnola. Da allora però il Real si è trasformato in una macchina da vittoria inarrestabile inanellando una serie di ben quindici successi che potrebbe allungarsi ancora stasera in occasione della trasferta di Malaga. Il trascinatore inevitabilmente è sempre il portoghese Cristiano Ronaldo capace di segnare 22 gol dei 57 complessivamente realizzati dai Blancos in questa striscia vincente, ma i meriti di Ancelotti sono lampanti nella crescita di un gruppo ricco di straordinari solisti che hanno scoperto il gusto del sacrificio in nome del bene comune. Per i tifosi madridisti, deliziati da ben otto vittorie conquistate segnando quattro o più gol, c’è stata anche la soddisfazione della vittoria per 3-1 nel Clasico contro il Barcellona e quella minore del successo nel derby con il Rayo Vallecano.

Cesare Prandelli non convince in Turchia (ph. Zimbio)

Prandelli ha fallito anche al Galatasaray (ph. Zimbio)

Agli antipodi rispetto al collega troviamo invece Cesare Prandelli, reduce da un 2014 decisamente fallimentare. In estate l’avventura in Brasile della sua Italia ha rappresentato uno dei punti più bassi della storia della nostra Nazionale con un’eliminazione immediata e senza appello che ha spinto lo stesso allenatore a dimissioni immediate in compagnia del presidente federale Abete. Nonostante il disastro combinato in azzurro, Prandelli aveva subito trovato una panchina con il Galatasaray sorprendentemente ansioso di affidarsi di nuovo alle cure di un tecnico italiano dopo l’esperienza certo non indimenticabile con Mancini. La gestione dello spogliatoio ed in particolare della netta divisione tra giocatori turchi e stranieri però ha minato da subito il lavoro dell’ex allenatore della Fiorentina che sin dai primi giorni di ottobre è stato messo in discussione anche da stampa locale e tifosi. L’esonero è arrivato dopo l’eliminazione matematica dalla Champions League a causa di quattro sconfitte su cinque gare con ben 15 gol subiti di cui 8 soltanto per mano del Borussia Dortmund. L’ultimo posto nel girone non concede neanche l’ingresso in Europa League ad un Galatasaray che nella Super Lig è secondo per punti ma non ha mostrato quei segnali di crescita auspicati dal nuovo presidente eletto un mese fa. Prandelli però ha voluto recriminare per le promesse fatte e poi non mantenute dal predecessore in sede di mercato estivo.

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