Di Marzio: “Guidolin, ‘no’ al Bologna. Gli altri non convincono”


Grande successo per la visita di Gianluca Di Marzio all’Alma Mater di Bologna, dove il giornalista di Sky Sport ha intrattenuto gli studenti presenti per oltre due ore, raccontando la sua esperienza, numerosi aneddoti e il modo in cui sta cambiando il mondo del calciomercato

– di Luigi Polce –

Gianluca Di Marzio, ieri in visita all'Alma Mater

Gianluca Di Marzio, ieri in visita all’Alma Mater

Mettete un’aula universitaria piena, anzi pienissima, dalle 9 alle 11:30 di un lunedì mattina apparentemente qualunque e uguale a tutti gli altri. Non sempre è facile assistere a scene del genere, ma con un ospite così era impossibile mancare: parliamo ovviamente della visita di Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport e ieri ospite della facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater di Bologna, dove durante la lezione di diritto sportivo ha intrattenuto i tanti studenti accorsi sul tema “Viaggio nel mondo del calciomercato e della rivoluzione social” .

Oltre due ore durante le quali Di Marzio ha spiegato le dinamiche del suo lavoro (“dormo sempre con il cellulare acceso, una notte mia moglie mi ha trovato a messaggiare nel sonno”), evolutosi anche grazie allo sbarco dei social network: “Non esistono più fonti isitutizionali – ha ammesso -, oggi con la rivoluzione social tutti possono fungere da “inviati” di calciomercato. In tantissimi mi scrivono ogni giorno per segnalarmi questa o quella notizia, che poi chiaramente devo verificare, e sono contento di essermi costruito questo rapporto molto stretto con l’utente: credo sia la strada del futuro. Una volta, per esempio, ho ricevuto una mail nel cuore della notte da parte di un ragazzo, che lavorava come lavapiatti in un ristorante di Londra, che mi dice di aver visto nel suo locale Tevez, in compagnia del suo procuratore, con Marotta, Paratici, il segretario della Juventus e Antonio Conte”.

Tanti poi gli aneddoti raccontati dal giornalista, come la notizia della cessione di El Shaarawy al Monaco oppure la voce legata al ritorno di Mancini sulla panchina dell’Inter, con Mazzarri assolutamente all’oscuro di tutto. Viaggio all’interno di un mercato in trasformazione, anche per via delle nuove tipologie di trasferimento introdotte negli ultimi anni: “Sono la nuova frontiera del calciomercato. Il prestito con obbligo di riscatto, ad esempio, è una formula che serve a pagare il più tardi possibile, con le società che hanno una specie di paracadute temporale: alla fine, comunque, è un acquisto definitivo. Un’altra formula che è andata molto ultimamente è il prestito biennale, che incide meno rispetto alla cessione perché si pagano meno tasse. Il diritto di recompra? Va a sostituire la vecchia comproprietà. Molte società hanno venduto diversi giovani con questa formula, e ciò permette di incassare subito denaro cash e di rientrare delle spese effettuate, poi se il giocatore dovesse emergere il club cedente si riserva il diritto di ricomprare il cartellino, oppure una percentuale sulla futura rivendita. Quello di Morata è un caso un po’ diverso, il Real Madrid si è tenuto una porta aperta ma non per una questione di bilancio”.

Un calciomercato nuovo, un calciomercato che cambia, sempre più governato dai fondi di investimento: “Nascono in Sudamerica, dove gli agenti sono più ricchi delle proprietà dei club, che sono molto povere. I club infatti, magari non hanno la possibilità di comprare un calciatore e allora cedono i diritti economici, diversi da quelli sportivi, a questi fondi, nella totalità o solo in percentuale. Da noi non è permesso, in altri paesi sì: in Portogallo, per esempio, il Porto non è proprietario praticamente di alcun calciatore. L’incidenza dei fondi è altissima in questo momento”.

In chiusura, non potevano mancare alcune domande sul Bologna. Si parte da Quintero, vicinissimo ma mai arrivato sotto le Due Torri: “Il Porto non ha cambiato le carte in tavola, posso dirvelo per certo. Probabilmente è il Bologna che ha cambiato idea”. Riguardo al possibile esonero di Rossi subito dopo la sconfitta contro il Palermo, Di Marzio ha ammesso: “Qualche contatto con altri allenatori c’è stato. Guidolin era la prima scelta della società, ma alla fine non se l’è sentita. Gli altri nomi che circolano, da Donadoni in poi, non convincono invece il club fino in fondo”. Poi un’analisi sul momento del Bologna, dal digiuno di Destro alle critiche a Corvino, con un piccolo retroscena legato ad uno dei nuovi acquisti rossoblù: “Destro in questo momento paga le difficoltà della squadra nello sviluppo della manovra. Però anche lui deve dare di più, anche in termini di atteggiamento: non deve pensare più al suo passato, che magari può condizionarlo. Sono sicuro comunque che alla fine si riscatterà, è un bravo ragazzo e darà il suo apporto alla causa. Per quanto riguarda Corvino, per me è un maestro del calciomercato, e sposo la filosofia legata ai giovani. Donsah? La Juventus avrà una supervisione futura sul ragazzo, nel caso dovesse fare bene ed essere ceduto”.

Alla fine applausi e selfie di rito, a suggellare una lezione certamente inusuale ma di estremo interesse, e della quale sicuramente tutti i presenti faranno tesoro nel prosieguo del proprio percorso.

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