Diamanti: “Andando in Cina ho salvato il Bologna”


L’ex rossoblù Alino Diamanti torna a parlare della sua cessione al Guangzhou nell’anno della retrocessione e dei benefici che portò al Bologna

– di Marco Vigarani –

Alessandro Diamanti, è stato a un passo dai cinesi del Guangzhou Evergrande

Alessandro Diamanti fu ceduto al Guangzhou nel febbraio 2014 (ph. Zimbio)

Dopo poco più di due anni si torna a parlare dell’operazione più incredibile della storia del calciomercato italiano. A farlo è proprio uno dei protagonisti ovvero l’ex capitano rossoblù Alessandro Diamanti in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport in cui rivendica l’importanza di quel sacrificio compiuto per dare un futuro al Bologna, allora nelle mani di Albano Guaraldi. “Quel trasferimento – ha detto il fantasista – in pratica fu la salvezza della società: gli stipendi non arrivavano da quattro mesi, i conti furono sistemati ed in qualche modo si evitò che il Bologna fallisse come altre realtà. E credo che questo abbia anche contribuito a far sì che successivamente altri imprenditori puntassero sul club“. Diamanti quindi asserisce in modo piuttosto chiaro che senza la sua cessione, allora presentata dallo stesso atleta come una scelta di vita, il club felsineo difficilmente avrebbe potuto essere salvato da Tacopina, ceduto a Saputo e quindi riportato ad un ruolo importante in Serie A. I ricordi di Alino poi sono andati al momento migliore della sua carriera in rossoblù identificata nella trasferta all’Olimpico nel 2012: “Contro la Roma perdevamo 2-0 alla fine del primo tempo e poi ribaltammo il risultato anche con un mio gol. Al ritorno trovammo una marea di tifosi ad aspettarci“. Ricordato che circa un anno fa il ragazzo mandò segnali all’allora presidente Tacopina per un possibile ritorno e che anche in estate Rossi avrebbe avallato un suo ritorno mai concretizzato, si può quindi affermare con ragionevole certezza che la sua esperienza bolognese sia destinata a restare un ricordo. Durante l’intervista Diamanti ha poi parlato di nuovo dell’esperienza cinese con pregi e difetti: “L’impatto fu buono sia per me che per la mia famiglia. Ho visitato tanti Paesi e non rinnego nulla di ciò che ho fatto perchè non si trattava di partitelle tra sprovveduti: sono atleti tecnici e ben messi fisicamente, non piccoli e scarsi come ce li immaginiamo. Poi quando se ne andò Lippi il club affidò a Scolari un progetto basato su atleti brasiliani e per me non c’era più posto e quindi ho iniziato a girare“. Dopo una mezza stagione alla Fiorentina ed un’altra al Watford, ora per Diamanti restano un paio di mesi per salvare l’Atalanta e convincerla soprattutto a riscattarlo definitivamente per non tornare a disposizione del Guangzhou e riprendere il giro del mondo.

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