Diawara: “Dai campetti in Guinea a San Siro, che emozione!”


Amadou Diawara è stato raggiunto dai colleghi di UEFA.com per raccontare le emozioni e le sensazioni di una stagione da assoluto protagonista in A

– di Luigi Polce –

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Diawara affronta Pogba: “E’ fortissimo” (ph. zimbio)

Inserito nella Top 11 dei giovani nati dopo il 1994, Amadou Diawara è stato poi raggiunto a Casteldebole dai colleghi della redazione italiana di UEFA.com, per una lunga chiacchierata incentrata sulla sua prima stagione in serie A, che ne ha segnato l’esplosione e l’attenzione di tante big, italiane e non. E pensare che l’anno scorso era al San Marino, in Lega Pro: Sinceramente non mi aspettavo nemmeno io che le cose andassero subito così bene. Però il lavoro ha pagato e sono felice che sia andata così. Sono molto emozionato, ricordo che in Guinea si giocava su campetti incredibili. Ora posso giocare a San Siro, o mettermi alla prova contro campioni come Paul Pogba, sinceramente è una cosa incredibile!” ha detto il classe ’97 rossobù, che non ci ha messo poi molto ad adattarsi ai nostri ritmi: “In realtà mi sono subito adattato bene al calcio italiano, già a San Marino ho capito bene come si gioca qui. In Serie A ovviamente c’è tanta differenza, si affrontano squadroni come il Milan o la Juventus, non è facile ma sono contento di come sono andate le cosa finora”. Ad inizio campionato, però, le cose non andavano benissimo per il suo Bologna: “Nel calcio esistono dei momenti difficili e altri più semplici. Sicuramente mister Donadoni ha cambiato molte cose e ci ha aiutato tantissimo, nel calcio le cose possono cambiare davvero in fretta. A me chiede tante cose, sono giovane e sto imparando moltissimo. Mi aiuta davvero tanto a migliorare. Quest’anno sono cresciuto dal punto di vista tattico, ma anche da quello tecnico: sono giovane e devo ancora imparare molto. È sicuramente anche merito dei nostri veterani se la stagione dei giovani è stata positiva. Oltre a quello che ci dice il mister, anche loro fanno sentire la loro voce e questo ci aiuta a crescere. Noi li ascoltiamo sempre: non tutto quello che mi dicono è piacevole sul momento, però dopo ci penso e capisco che hanno ragione. Nello spogliatoio non mi risparmiano di certo, a volte in campo mi arrabbio, ma alla fine mi rendo conto che molti dei consigli che mi danno sono giusto. Poi da parte di noi giovani c’è stato tanto impegno, questo è certo. Il Bologna? E’ una squadra che è entrata nel mio cuore. Qui sto ricevendo tantissimo, sto vivendo cose incredibili. L’atmosfera nello spogliatoio è molto positiva, siamo tutti uniti e c’è grande collaborazione tra di noi.”. Quando poi gli viene chiesto quali siano i suoi modelli, Amadou non ha dubbi: Mi piace tantissimo Yaya Touré, per la sua tranquillità in campo e visione di gioco. Spesso ho guardato le sue partite, per capire come si muove e cosa fa. Un altro giocatore che ammiro è Lucas Biglia della Lazio, è quello che più mi ha colpito in serie A. Il secondo è Paul Pogba della Juventus, che è davvero devastante, e poi dico Borja Valero della Fiorentina. Contro loro tre è stata durissima, sono davvero fortissimi!”.

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