Diawara e i suoi “fratelli”: i ’97 in Italia e in Europa


Analisi sui calciatori nati nel 1997 impegnati in Italia e nel resto d’Europa: il confronto, per minuti giocati e valore di mercato, non regge. E ovviamente non è la serie A a sorridere

– di Luigi Polce –

Amadou Diawara è ormai diventato un punto fermo del Bologna e del suo centrocampo, non si può dire altrimenti anche alla luce della meravigliosa prestazione sfornata contro il Napoli, fatta di tantissima corsa abbinata ad una enorme qualità, dalla quale è poi nato il lancio millimetrico che ha portato al gol sblocca partita di Destro. Arrivato in estate, dopo sei mesi al San Marino (Lega Pro), la sua valutazione è già di circa 4,5 milioni. Il suo caso però, in Italia e in Europa, non è isolato, anzi è curioso vedere come fuori dai confini nazionali i ragazzi del 1997 scendano in campo con una regolarità quasi impressionante, mettendo nel frattempo in cascina esperienza a livello internazionale utile per una crescita più rapida e completa.

Diousse affronta Bertolacci a San Siro (ph. ilcalciomagazine)

Dioussè affronta Bertolacci a San Siro (ph. ilcalciomagazine)

Partendo dall’analisi dei “fratelli di Diawara” in Serie A e B, in rigoroso ordine di valore di mercato, accanto al regista del Bologna (16 presenze) troviamo Assane Dioussè dell’Empoli, che ha 4 presenze in meno (12), ma la stessa valutazione di Diawara (4,5 mln). Scorrendo più in basso troviamo il primo italiano, l’attaccante della Sampdoria Federico Bonazzoli, prelevato in estate dall’Inter per circa 5-6 milioni ma che sin qui è stato piuttosto chiuso (solo 3 apparizioni), per una valutazione attuale di 3,5 mln. Gli altri calciatori selezionati, che tra poco sveleremo, evidenziano la principale differenza tra la serie A e i campionati europei: da noi sono pochissimi i ’97 che giocano con continuità, sono delle eccezioni ad una regola secondo la quale in Italia non c’è spazio per buttare nella mischia i ragazzi, seppur talentuosi. Sadiq Umar della Roma, Barella del Cagliari e Manaj dell’Inter, messi insieme, non arrivano nemmeno a 10 presenze stagionali: numeri che fanno riflettere. Chiude la lista Rolando Mandragora, in prestito dal Genoa al Pescara e sin qui utilizzato 13 volte da Massimo Oddo.

18 anni ma già una buona esperienza in Champions League per Breel-Donald Embolo, nella foto impegnato contro il Real Madrid (ph. fourfourtwo)

18 anni ma già una buona esperienza in Champions League per Breel-Donald Embolo, nella foto impegnato contro il Real Madrid (ph. fourfourtwo)

Allargando l’orizzonte al resto d’Europa, il quadro cambia totalmente. In primis, nel valore di mercato dei calciatori: il croato Vlasic dell’Hajduk Spalato, sesto “più costoso” della lista, si ferma a 3,5 mln, appena sotto Diawara e Dioussè che come detto con i loro 4,5 milioni sono i ’97 che valgono di più tra quelli che giocano in Italia. Valore quasi quattro volte inferiore a quello del calciatore nato nel 1997 più talentuoso di tutto il Vecchio Continente: parliamo di Breel-Donald Embolo, attaccante camerunense ma naturalizzato svizzero, che gioca e segna con la maglia del Basilea: già 8 reti in 22 presenze per lui tra campionato svizzero e coppe, alle quali si aggiungono le 7 presenze in Nazionale maggiore, e gli occhi delle big già puntati addosso (c’è anche la Juventus). Chi vorrà assicurarsi le sue prestazioni però, dovrà vedersela con una valutazione già importante di circa 16 milioni di euro, e con la capacità imprenditoriale del Basilea che negli anni ha sempre dimostrato di sapere vendere bene i suoi gioielli. Importante anche il valore di mercato di Youri Tielemans (12 mln), centrocampista autore di 22 presenze e 4 gol con la maglia dell’Anderlecht. Senza dilungarsi troppo, è interessante in ultima istanza soffermarsi su un dato particolare: Patrick Roberts, dopo una ventina presenze al Fulham in Championship nella passata stagione, è stato prelevato per 2,5 milioni dal Manchester City, e adesso vale già il doppio nonostante con la prima squadra abbia giocato solamente 4 minuti.

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