Diawara, mina in fase di stallo tra esplosione e implosione


Passano i giorni e le settimane ma a Bologna continua a tenere banco il caso Diawara: da prossimo partente a separato in casa. La situazione

– di Tiziano De Santis –

Amadou Diawara in azione (ph. Corrieredellosport.it)

Amadou Diawara in azione (ph. Corrieredellosport.it)

Ciò che alimenta, sollecitando gli animi, il mercato del Bologna, attualmente fermo, continua ad essere il caso Diawara. Il centrocampista 19enne è ancora alla ricerca della conoscenza del proprio futuro, bloccato tra lo stato di separato in casa e la voglia di partire per una destinazione che, attualmente, non c’è.
Facciamo chiarezza: Diawara è l’oggetto del desiderio di Walter Sabatini da un lato e di Aurelio De Laurentiis dall’altro, ma, al momento, la situazione appare critica soprattutto sponda Bologna, costretto, un pò da se stesso, un pò dalle vicende di cui è stato protagonista il calciatore per volontà propria e degli agenti, a ritrovarsi in casa una mina in fase di stallo tra l’implosione e l’esplosione. L’intenzione del club di Joey Saputo è quella di scagliare l’ordigno lontano dalle torri del capoluogo emiliano per il bene della società e dello stesso giocatore, la cui volontà è chiara ormai da tempo.

Walter Sabatini al telefono (ph. Repubblica.it)

Walter Sabatini al telefono (ph. Repubblica.it)

La Roma, sino a una settimana fa, era vicinissima all’acquisizione del guineano, grazie anche ai contatti frequenti tra i due amici Sabatini e Fenucci. Poi, però, qualcosa è andato storto, considerata la necessità di tornare sul mercato da parte dei giallorossi, alle prese con l’infortunio al crociato del neoarrivato Mario Rui e con quello di Rüdiger. Spalletti è stato chiaro, definendo indispensabile l’acquisto di due difensori per far fronte, almeno numericamente, alle insidie e alla sfortuna della preparazione pre-campionato. Definito l’accordo col Tottenham per il prestito con obbligo di riscatto fissato a 4 milioni per Fazio (che arriverà a Roma in serata e sosterrà le visite mediche domani), Walter Sabatini è alla ricerca del secondo nome da inserire nella rosa di Spalletti per sopperire alle assenze nel reparto della retroguardia. La mancanza di liquidità è diventata, di conseguenza, il problema-chiave numero uno per il ds della Roma in quanto all’acquisizione di Amadou Diawara, nonostante la trattativa avviata da tempo e gli ottimi rapporti con l’ad del Bologna.

Aurelio De Laurentis (sx) e Maurizio Sarri (dx) nei pressi della panchina del Napoli (ph. Altronapoli.it)

Aurelio De Laurentiis (sx) e Maurizio Sarri (dx) nei pressi della panchina del Napoli (ph. Altronapoli.it)

Dall’altra parte, il Napoli, inseritosi clamorosamente e impetuosamente attraverso un’offerta ben superiore rispetto a quella della Roma del prestito oneroso con obbligo di riscatto a 12 milioni più il cartellino di Sadiq, si è ben presto defilato a sua volta per due cause interne. La prima vede un Valdifiori come nome in esubero nel team partenopeo e, quindi, in fase di uscita, ma senza destinazione fissata: il Torino, infatti, cui l’ex Empoli è stato molto vicino, ha virato su altri obiettivi e lo stesso Bologna ha rifiutato, per volere del proprio allenatore, l’inserimento del giocatore nell’affare che avrebbe portato Diawara alla corte di Sarri per 17/18 milioni di euro. Proprio il tecnico napoletano preferirebbe, inoltre, un altro tipo di centrocampista al giovane guineano: il sogno è Marko Rog, 21enne croato della Dinamo Zagabria considerato, in patria, il nuovo Badelj. L’operazione Diawara-Napoli, stando così i fatti, si sarebbe rivelata intento univoco del presidente De Laurentiis e non comunione di propositi con il tecnico azzurro.

Quel che rimane del caso Diawara, dunque, è il passaggio dell’identità del giovane talento da elemento imprescindibile per il gioco di Donadoni a spina interna ai fianchi del Bologna; il futuro del guineano, a questo punto,  assume le sembianze di un’incognita vertiginosa e di difficile previsione.

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