Dietro le quinte di un campionato già scritto: gli obiettivi delle 8 squadre di A già salve ma troppo lontane dall’Europa


L’analisi degli obiettivi delle otto squadre che galleggiano, in A, nel limbo di un destino già scritto, lontano dalla retrocessione e dall’Europa

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza di Andrea Belotti dopo il gol all’Empoli (ph. Zimbio.com)

Il campionato italiano, per molti uno dei più monotoni e meno interessanti d’Europa, rischia mai come in questa stagione di confermare la tesi dei critici, a discapito di un livello di difficoltà sicuramente superiore rispetto a quello di Premier, Liga e Bundes. Già, perchè a nove giornate dal tramonto della Serie A 2016/2017, i conti per ben otto squadre della massima serie calcistica del nostro Paese sono già fatti, soprattutto in chiave graduatoria. Se l’Europa è un miraggio per i team in questione, la salvezza non è in discussione grazie anche a un ritmo di vittorie a rilento delle ultime tre, Palermo, Crotone e Pescara, condannate forse dall’inizio del campionato a una retrocessione sempre più verosimile, nonostante l’aritmetica tenga ancora aperta la porta della speranza. E allora le motivazioni di Sampdoria, Torino, Chievo, Udinese, Bologna, Cagliari, Sassuolo, Genoa ed Empoli non possono non affondare le radici nell’orgoglio – quello con cui scendere in campo e onorare la maglia per cui si gioca e il lavoro svolto durante l’intera annata – e nella gestione di giocatori che in estate potrebbero divenire uomini-mercato dalle plusvalenze appetibili per i club detentori del cartellino. E così, seguendo l’ordine di classifica, la Samp di Marco Giampaolo, reduce da una striscia di cinque vittorie nelle ultime otto partite disputate, deve fare a meno di Luis Muriel, il gioiello che assieme a Schick e Torreira, fa brillare gli occhi dei supporter blucerchiati e le casse di Massimo Ferrero in prospettiva futuro. Per l’allenatore doriano non dovrebbero, invece, esserci problemi sul rinnovo di contratto, meritato a pieno merito dopo il primo anno in panchina a Genova. Il Torino di Urbano Cairo può contare sulle motivazioni del sergente Mihajlovic, di sicuro l’ultimo dei componenti granata ad arrendersi a un destino già segnato per il finale di campionato. E come non citare il Gallo Belotti? L’attaccante della Nazionale Italiana è il capocannoniere della Serie A e la clausola che lo lega al Toro è salita vertiginosa sino a toccare i 100 milioni di euro, a detta del presidente.

L’esultanza di Simone Verdi dopo il gol segnato al Sassuolo (ph. Zimbio.com)

Diverso il discorso per il Chievo di Maran, fermo a quota 38 punti in classifica dopo la pesante sconfitta del Dall’Ara contro il Bologna nell’ultima di campionato. I giallo-blu hanno come unico obiettivo quello di uguagliare il bottino finale totalizzato lo scorso anno, quello dei 50 punti. Il condimento in più ha un nome e un cognome: Roberto Inglese, punta 25enne di grandi prospettive con a carico, nella stagione in corso, 7 reti a referto nelle 25 gare giocate da protagonista in A. E se, in Friuli, quel Giampaolo Pozzo delle grandi plusvalenze ha fissato a inizio anno l’obiettivo 10° posto dell’Udinese e può vantare degli occhi di diversi club interessati ai giovani gioielli De Paul, Jankto e Fofana, in casa Bologna, invece, si respira l’aria dello storico derby dell’Appenino: la Fiorentina di Paulo Sousa ospiterà al Franchi i rossoblu, reduci dalle due vittorie consecutive con Sassuolo e Chievo dopo due mesi di certo non confortanti per Donadoni e co.; non solo, perchè ad illuminare Casteldebole sono le prestazioni di Blerim Dzemaili – arrivato a quota 8 gol in stagione – e di Simone Verdi, attaccante di prospettiva presente e futura appena entrato in orbita Nazionale dopo l’infortunio subito proprio nel derby d’andata; ancora da leggere in chiave definitiva è, invece, il capitolo Destro, bloccato nel limbo delle sole 6 marcature messe a referto e di uno stato psicologico indecifrabile, quasi assestante dal clima di felicità che si respira sotto le Due Torri da tre settimane a questa parte. Sono solo due le vittorie nel 2017 del Cagliari di Massimo Rastelli, attualmente in 14^ posizione in graduatoria a quota 32 punti, in attesa del debutto in Serie A del primo nordcoreano di sempre, Han Kwang-Song, e del ritorno in campo del centrocampista Barella. Per Sassuolo e Genoa, infine, c’è voglia di rivalsa: i team di Eusebio Di Francesco e di Andrea Mandorlini, rispettivamente 15° e 16° in classifica, giocheranno per l’onore da qui a fine campionato, per risalire quanto più possibile una graduatoria di certo non compatibile con i trend degli ultimi anni in A. Se nella prima compagine Pellegrini è riuscito sin qui ad offuscare le brutte prestazioni di Berardi, il Cholito Simeone, in sponda rossoblu, è diventato un piatto appetibile per molti club d’Europa grazie a quanto espresso in campo sino a qualche tempo fa, complice la lieve flessione dell’ultimo periodo.

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