Difensori bistrattati, attaccanti troppo tutelati: il caso Napoli-Atalanta


 

Il gol di Insigne che porta il Napoli col muso avanti 2-1 sull’Atalanta in un anonimo ottavo di finale di Coppa Italia, nella mia testa fa storia. Come la fucilata di Bettarini alla sua ex Fiorentina nel ’99, o il Palermo supersalvo che butta giù la Samp a domicilio alla penultima quando logica e motivazioni suggerivano il contrario. Ognuno di noi, tifosi in primis, addetti ai lavori poi, ha dei pertugi mentali in cui custodisce i propri punti di riferimento, qualcosa di più di un ricordo. Ecco, mercoledì 15 gennaio 2014, il “mio” gioco del calcio è definitivamente cambiato, verso una deriva che già detesto: ogni gioco deve avere regole chiare, nette, che circoscrivano e tutelino talento, prestazioni, spettacolo e, scusate la venalità, chi caccia i soldi , sia per partecipare alle competizioni, sia per assistervi.

Il suddetto gol del Napoli, sempre per me, è anticalcio. In estate la Fifa si sveglia e decide di cambiare, oggi, subito, una regola “mitica” come quella del fuorigioco. Mitica perchè è quella che i cinnazzi in cortile non applicano per non litigare, è quella che dà un senso alla tattica, e permette alle associazioni arbitrali di formare e occupare dei guardalinee.

Lo tolgono del tutto, dunque? O tireranno una riga sull’interpretabilità del fuorigioco passivo? Mocchè: per maggiore “spettacolarità” dei match, i difensori vengono mandati allo sbaraglio a fare da zimbelli di un sistema che vuole i gol. Questo sport però non si chiama “gol”.

Invece che semplificare il compito degli arbitri (ma lo vogliono, i fischietti?) almeno con i chip pallone-linea di porta, no, aumentiamo la loro dicrezionalità decisionale, inventiamoci che devono anche tener conto del gesto tecnico del difendente, e non alziamo più subito la bandierina perchè chissà che un avversario della punta palesemente in offside non faccia una vaccata e lo rimetta in gioco, solo, davanti alla porta. Una deriva assoluta.

Torniamo al San Paolo: quando parte il pallone Higuain è da solo al di là di tutti gli Atalantini (portiere a parte), ma soprattutto nessun suo compagno segue l’azione: quello è fuorigioco in ogni caso. Con questa nuova trovata, invece, o Del Grosso gioca il pallone, o lo lascia sfilare per Higuain, dimostrando di “disinteressarsi” dell’azione, con la bandierina dell’assistente ancora giù: senzaltro! Quale difensore non si disinteresserebbe del pallone con Higuain alle spalle….

Al di là della rabbia bergamasca, a mio avviso capibile e forse giustificata, il risultato di questa riflessione mi porta a credere che stiamo svilendo il ruolo del difensore, anche per le generazioni future: chi vorrà più fare il centrale o il terzino, da bambino, sapendo che agli attaccanti è concesso ormai quasi e a noi là dietro sempre meno?

E’ come se da stasera si deliberasse che per debellare i noiosi 0-0 i portieri nel secondo tempo non potranno usare le mani.

Ssshhht…non ditelo alla Fifa, neanche per scherzo…

 

Leonardo Vicari

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