Difesa a tre sempre sulle spalle di Maietta. Fino a quando?


In 210 minuti di difesa a tre, il Bologna si è sempre appoggiato a Maietta. Condizione fisica ed età rendono però indispensabile un rinforzo

– di Marco Vigarani –

In sede di presentazione della sfida contro la Fiorentina, mister Donadoni aveva speso parole positive per descrivere la difesa a tre vista all’opera contro il Chievo ed in effetti l’esperimento sembrava aver avuto quel successo che tutti si auspicavano. Non solo la retroguardia infatti aveva limitato con facilità (soprattutto nella ripresa) le velleità scaligere, ma in generale tutta la squadra aveva mostrato di aver assimilato movimenti e tempi del nuovo schema. La disfatta di Firenze in cui il Bologna si è fatto schiacciare costantemente nella propria metà campo però riaccende i fari su questa disposizione difensiva che la squadra ha iniziato ad utilizzare solo da poche settimane, come confermato nel postpartita da Mbaye.

Deulofeu scappa via a Maietta e serve l’assist a Pasalic in Bologna-Milan (ph. Zimbio)

Tutto ebbe inizio ad inizio febbraio nella disgraziata ultima mezzora della sfida contro il Milan in cui i rossoblù, nell’intento di provare a vincere, riuscirono a farsi sorprendere dagli avversari in doppio svantaggio numerico su azione fulminea di ripartenza. Recepito il messaggio, Donadoni è quindi tornato all’usato sicuro salvo poi trovarsi quasi costretto dagli infortuni a rispolverare il 3-5-2 contro la Lazio ancora una volta collezionando un ko al termine di una brutta prestazione. Arriviamo quindi agli ultimi due esempi: la vittoria forse illusoria sul Chievo e la debacle di Firenze alla quale faranno sicuramente seguito numerosi ragionamenti all’interno dello staff tecnico. Innanzitutto sugli interpreti migliori per giocarsi la carta della difesa dispari visto che l’unico terzetto capace di conquistare la vittoria è stato quello formato da Gastaldello, Maietta e Helander ma anche con un combattente come Pulgar (nato calcisticamente difensore) a giostrare pochi metri più avanti per aiutare nelle due fasi di gioco. Evidentemente il cileno è più adatto per ritmi e mentalità al compassato Viviani ma anche allo scolastico Nagy visto nella ripresa al Franchi così come Helander (oggi infortunato) può essere ritenuto forse un complemento più adatto per tale difesa ai due compagni più esperti pur provenendo da una formazione scandinava quasi profana di questo modulo.

La delusione di Maietta a Firenze: Babacar ha fatto gol eludendo proprio la sua marcatura (ph. Zimbio)

Nei 210 minuti finora disputati con la difesa a tre però spicca un’altra significativa ricorrenza: il perno della retroguardia è sempre stato Mimmo Maietta. Dall’alto dei suoi 34 anni, il centrale calabrese è l’uomo più esperto della rosa a disposizione di Donadoni ma è anche l’elemento che garantisce maggior rendimento in assoluto all’interno del pacchetto dei centrali. Schierato in mezzo a due terzini (Krafth e Mbaye) contro il Milan, ha lavorato poi con due colleghi di ruolo per fronteggiare Lazio e Chievo ed infine guidato altri due veterani come Gastaldello e Torosidis a Firenze. Negli ultimi due anni le sue prestazioni in Serie A sono state una splendida sorpresa per tanti ma non si può negare che la carta d’identità inizi a mostrare il conto e che la generosità e la determinazione dell’esperto difensore non possano bastare a sorreggere ad oltranza un fisico che quest’anno lo ha costretto a cinque differenti periodi di stop soprattutto per problemi di natura muscolare. Inoltre va ammesso che, proprio nelle occasioni in cui si è trovato a guidare questa linea dispari, Maietta è stato purtroppo anche protagonista in prima persona di errori decisivi portando sulla coscienza i gol di Pasalic, Immobile e Babacar. Nessuno può criticare per questo un uomo che offre tutto se stesso per la causa ma è anche evidente che il Bologna debba guardare al futuro già dalla prossima estate identificando sul mercato un ragazzo in grado di vivere un anno di fruttuoso apprendistato e poi raccogliere stabilmente l’eredità di Maietta dal 2018 quando scadrà il contratto già rinnovato con il club rossoblù. Questo significa progettare il futuro ma anche dare un senso al lavoro encomiabile dello stesso Maietta.

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