Diritti tv, Mediaset attacca e ricorre all’Antitrust: “Bisogna rivedere il bando”


I diritti tv infiammano gli animi (ph. paestuminrete.net)

Mediaset definisce i pacchetti “squilibrati”. Alla tv del Biscione non è andata giù l’esclusiva del pacchetto D. Il termine del 10 giugno rischia ritardi.

-di Luca Nigro-

Per chi pensava che l’asta dei diritti tv della serie A stavolta filasse liscia, deve ricredersi. Dopo aver assistito alle battaglie di tre anni fa nei tribunali con annesse inchieste della magistratura, adesso Mediaset presenta un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Alla tv del Biscione, non piace che la Lega e Infront abbiano accentuato il valore del pacchetto D inserendo squadre interessanti sul piano dei bacini d’utenza tra cui Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa e Bologna. Secondo Mediaset “i tifosi di queste squadre dovranno obbligatoriamente acquistare l’unica offerta commerciale esistente, anche se questo dovesse comportare un nuovo abbonamento da aggiungere a quello preferito negli anni precedenti o, fatto ancor più censurabile, la migrazione forzata da un abbonamento all’altro”. In soldoni, il pacchetto D per come è stato studiato, è una multipiattaforma ed è accessibile a tutti gli operatori interessati e, la base d’asta di 400 milioni, a conti fatti esclude Mediaset visto il deficit di Premium che pesa come un macigno sull’azienda. In tal caso la tv milanese, per ragioni di budget limitato, dovrebbe obbligatoriamente puntare sul pacchetto B che comprende le quattro big Juventus, Napoli, Inter e Milan e che parte da una base d’asta di 200 milioni. Questo ha fatto scatenare le ire di Mediaset a cui non va bene questo tipo di soluzione. Tutto adesso è nelle mani dell’AGCM che dovrà decidere se accettare il ricorso, e quindi ritardare il termine ultimo di presentazione delle offerte fissato per il 10 giugno, o rigettare le argomentazioni del gruppo di Berlusconi. Di seguito l’intero comunicato diramato da Mediaset.

“Per come è formulato, il bando “Invito a presentare offerte” pubblicato dalla Lega Serie A per assegnare i diritti tv 2018-2020 risulta fortemente squilibrato. Con i seguenti effetti:
• violare il Decreto Melandri (“no single buyer rule”),
• penalizzare i diritti di gran parte dei tifosi italiani, costretti ad aderire obbligatoriamente a una e una sola offerta commerciale.
Dopo un attento esame dei contenuti del bando, Mediaset ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

In sintesi, il bando è platealmente squilibrato in quanto il “pacchetto D” concentra in un’unica offerta “per prodotto” 324 eventi (il 30% in più rispetto agli altri pacchetti) relativi a a ben 12 squadre e contenente 132 partite in esclusiva assoluta.
Le gare oggetto del pacchetto D riguardano squadre di grande richiamo (tra cui Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Bologna) i cui tifosi dovranno obbligatoriamente acquistare l’unica offerta commerciale esistente, anche se questo dovesse comportare un nuovo abbonamento da aggiungere a quello preferito negli anni precedenti o, fatto ancor più censurabile, la migrazione forzata da un abbonamento all’altro.

Che il pacchetto D sia effettivamente il prodotto in grado di abbattere ogni reale concorrenza è dimostrato dalla base d’asta assegnata dallo stesso venditore: 400 milioni di euro, esattamente il doppio del valore assegnato ai pacchetti organizzati “per piattaforma” (pacchetti A, B, C1+C2). Pacchetti che, dal punto di vista concorrenziale, risultano carenti e incompleti, a bassissima appetibilità per il pubblico.

L’impoverimento dei pacchetti per piattaforma – rispetto alle aste precedenti – non consente quindi a chi dovesse aggiudicarseli di proporre ai tifosi offerte commerciali idonee ad affrontare realmente il contesto concorrenziale.
Qualora due piattaforme su tre fossero aggiudicate a un unico operatore, si verrebbe a creare un sostanziale assetto di “single buyer” con conseguente formazione di una posizione di monopolio a danno della concorrenza e della libertà di scelta degli utenti.

Per ottenere una nuova formulazione più equilibrata del bando, Mediaset si è rivolta all’Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 14 bis della legge 287/90 nonché all’AGCom nei limiti delle competenze di quest’ultima fissate dalla legge Melandri. Una lettera dal medesimo contenuto è stata inviata a Lega Calcio”

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