Donadoni:”Sassuolo ottima realtà, ma il Bologna può fare anche meglio”


Nella tiepida vigilia di Bologna-Sassuolo, Roberto Donadoni chiarisce le difficoltà del match. Verdi sta bene. Krafth in dubbio.

– di Tiziano De Santis –

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Sassuolo

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Sassuolo

E’ il Sassuolo di Eusebio Di Francesco l’avversario che il Bologna ospiterà al Dall’Ara nella 9^ giornata di campionato. Roberto Donadoni non perde tempo, nella conferenza stampa della vigilia, nell’avvertire i presenti sulle difficoltà che i suoi potrebbero incontrare:”Il Sassuolo è un’ottima squadra, parlano i risultati, motivo per cui sarà una partita difficile. E’ una dimensione di assoluto valore e tutto questo deve incentivare il nostro approccio, che deve essere al 100%. Dipende molto da noi, non dobbiamo fare il calcolo solo sullo spessore tecnico dei prossimi rivali, che è elevato. Negli ultimi due match abbiamo lasciato lì qualche punto di troppo, ora dobbiamo fare meglio. Le realtà come il Sassuolo sono belle e da prendere come esempio. Bologna può avere il vantaggio ulteriore della storia, del bacino e della tifoseria, che sono differenti rispetto a quelli del Sassuolo. Bisogna crescere seguendo anche i consigli che danno le realtà come il Sassuolo“. E’ bene, pertanto, fare il punto della situazione sullo stato della rosa dopo una settimana di allenamenti dall’ultimo match con la Lazio:”Verdi ieri si è allenato bene e dal punto di vista fisico credo che sia a posto. Krafth non si è allenato nei giorni scorsi per la febbre ma ieri stava meglio; aspetto il resoconto del medico perchè il ragazzo ieri sembrava stesse meglio. Mirante sta portando avanti il suo programma di lavoro ed è sulla via giusta per la ripresa. Mi auguro che Destro stia discretamente bene già la prossima settimana: la sua è una situazione da monitorare giorno per giorno. Viviani lo vedo meglio, dal punto di vista fisico e della continuità; ha voglia di rendersi disponibile e utile alla causa del gruppo. Mi auguro quanto prima di poterlo anche utilizzare. Sadiq ha fatto solo una settimana, in realtà, di vero lavoro col gruppo: con la Lazio è stato solo un assaggio di ingresso in campo. Lui è molto diverso da quello che si è visto all’Olimpico, dovrà capire la realtà in cui si è calato. Non posso, tuttavia, pretendere troppo da chi ha solo una settimana di allenamento”. Un ruolo fondamentale possono averlo i già maturati del gruppo:”Floccari è uno degli ‘anziani’ se così posso dire. Lui e gli altri possono fare da tramite ai giovani, come anche Maietta e Gastaldello. Domani Sergio può dir la sua, domenica scorsa il suo atteggiamento in campo è stato positivo per il bene della squadra“.
Non può non essere fatto un cenno alla visita di ieri di Giampiero Ventura al centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole. Donadoni chiarisce:”L’ultimo dei miei pensieri è la nazionale di Ventura, che ieri è stato qui, cosa che mi ha fatto davvero piacere: è bello collaborare affinché si porti avanti un programma assolutamente intelligente. Dobbiamo adoperarci tutti quanti per una collaborazione efficace, perchè la nazionale ha bisogno di avere materiale umano a disposizione e bisogna saper coltivare la nuova generazione dopo un ciclo finito. Il ruolo di Ventura coinvolge anche giocatori singoli di ciascuna squadra, motivo per cui mi ha chiesto valutazioni sul piano mentale-tecnico-caratteriale su dei giocatori. L’obiettivo di ogni mio ragazzo deve essere quello di farsi vedere e notare dal ct della nostra massima selezione rappresentativa: questo comporta delle responsabilità in più, che ti devono far essere più semplice possibile dando un contributo fondamentale alla squadra, perchè è normale che ci siano individualità più forti tecnicamente di altre, ma la nostra forza deve essere il gioco di squadra e la nazionale trae beneficio anche e soprattutto da questo“. Il tecnico dei rossoblu si collega direttamente, a tal punto, a tutto ciò che un giovane può sbagliare in un momento di crescita, sfiorando solamente il caso-Masina, autore della titubanza che domenica scorsa ha causato il rigore trasformato, all’ultimo secondo, da Immobile, per l’1-1 finale dell’Olimpico:”L’errore commesso con la Lazio nel finale non pregiudica nulla, perchè bisogna crescere attraverso i propri errori. Abbiamo la fortuna di poterci rimettere in discussione da subito attraverso questo sport, i ragazzi lo sanno e ne trarranno dei benefici. Non bisogna puntualizzare gli errori di Masina, perchè ogni giocatore attraversa periodi difficili nella propria carriera. Adam sembrava anche poter diventare una pedina fondamentale per i grande club: questo può accadere ma dipende da quanto si saprà allenare e saprà ascoltare. In generale, il percorso di una squadra è fatta di tante tappe e ognuna di esse ti deve trasmettere la voglia e la consapevolezza di poter fare meglio di quanto hai fatto. Il nostro ragionamento non deve partire dall’avversario che vai a trovare perchè la classifica e tutto il resto dipende da noi stessi. Il Sassuolo a livello mentale fa cose egregie prima ancora che nel campo. Abbiamo fatto bene in questo scorcio di campionato, ma possiamo fare ancora meglio“. Tornando alla prossima gara, domani sarà un derby, in campo, anche per Federico di Francesco, chiamato ad affrontare il padre, allenatore dei rivali. “Mi auguro di dare la soddisfazione a Di Francesco di giocare il derby in famiglia -ci tiene a sottolineare Donadoni- Ma queste sono partite che vanno oltre questi ragionamenti. Federico forse vive la cosa dal punto di vista interiore e sentimentale, ma mi sembra un ragazzo che continua a lavorare sempre con i concetti che ha mostrato dal primo giorno in cui è arrivato“. La conferenza si chiude con un supporto morale ad Ezio Pascutti, ex-attaccante e icona ideale del calciatore del Bologna, ricoverato in una clinica del capoluogo emiliano per seri problemi di salute:”Non conosco personalmente Pascutti, ma so che sta attraversando qualcosa di complicato. So quello che è stato per Bologna dal punto di vista calcistico. E’ stato un grande campione, ora sta portando avanti una lotta diversa e più seria di quella portata avanti nel calcio. Noi siamo con lui e combattiamo con lui“.

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