Donadoni: “Contro l’Udinese bisognerà essere compatti e determinati”


Le parole di mister Donadoni nella conferenza stampa della vigilia di Udinese-Bologna: “Mi aspetto sempre qualcosa di più dai miei giocatori”

– di Tiziano De Santis

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia di Udinese-Bologna

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia di Udinese-Bologna

Nella plumbea vigilia di Udinese-Bologna, mister Donadoni ci tiene a sottolineare subito l’obiettivo primario da perseguire domani alla Dacia Arena: “La cosa che mi preme dire è che questa è una partita differente dall’ultima che abbiamo disputato e se interpretiamo il match di domani nello stesso modo in cui abbiamo giocato contro il Verona abbiamo pochissime possibilità di far risultato. La compattezza di squadra bisogna averla perchè contro l’Udinese non puoi permetterti di non averla. Sono dieci mesi che non vinciamo fuori casa e sicuramente prima o poi conquisteremo i tre punti. Ma la premessa e la prerogativa è l’approccio giusto. Quanto più si riesce a non evidenziare l’idea di giocare in casa o meno, tanto più crescerà la consapevolezza nei nostri mezzi. Noi dobbiamo andare in campo con le nostre convinzioni, poi è chiaro che a volte ci sono delle situazioni contingenti come un gol subito nei primi cinque minuti, ma la squadra matura non parte dall’episodio per poi esprimere il proprio gioco. Noi ancora non abbiamo fatto questo passo in avanti. La Juventus è l’esempio più emblematico in questo senso“. Mancherà pur la convinzione, ma il tecnico rossoblu è sicuro nell’ammettere: “Dal punto di vista dell’impegno, della volontà e della determinazione posso dire poco ai miei giocatori. Poi sicuramente sinora sono stati commessi degli errori individuali e di squadra: bisogna esser bravi ad essere compatti, non allungarsi ed avere la fame giusta per realizzare una buona prestazione e fare risultato“. In questo senso, forse, l’emblema principale è il match di Coppa Italia vinto giovedì al Dall’Ara contro il Verona: “La partita di Coppa Italia mi ha dato indubbiamente delle indicazioni, il risultato è stato positivo; Mounier ha fatto due gol ma bisogna vedere anche il resto della gara giocata. Ho avuto ancora più materiale per fare delle valutazioni e rivoglio una squadra vogliosa e grintosa”. Anche perchè “l’Udinese è una squadra molto fisica, vedi Zapata e Thereau. Anche per loro questa è una partita molto importante, quindi bisognerà giocare veramente con grande decisione“. A proposito degli undici stranieri che probabilmente domani Delneri manderà in campo, Donadoni intende esprimere la propria idea sull’identità non italiana di molte squadre della Serie A: “L’Italia ha un materiale umano e tecnico di assoluto valore. Magari certi stranieri che vengono da determinati Paesi hanno un vantaggio in più, per il loro vissuto, per far bene. L’avere meno rispetto ad oggi era a mio parere un vantaggio. Se l’Udinese schiera tanti stranieri bisogna capire i motivi della scelta e quanto poi gli italiani diano in questo senso. Non possiamo sempre e solo dare la colpa agli altri“. Giusto una parentesi quella dell’allenatore dei felsinei, il quale non perde tempo nel tornare a parlare del suo Bologna, facendo l’ecografia ai singoli elementi della rosa: “Mi aspetto sempre qualcosa di più dai miei giocatori, perchè sono convinto che ognuno debba avere l’ambizione di fare meglio di quanto stia facendo. Di Francesco può fare e deve fare molto di più rispetto a quanto compiuto in questa prima parte di campionato, ma ovviamente è appena rientrato dall’infortunio. Sono sicuro che anche Masina abbia potenzialità superiori a quelle mostrate sinora. Krejci ha avuto una partenza importante e quando questo succede il calo fa cambiare troppo nettamente i giudizi: la rapidità e la sveltezza sono le sue caratteristiche fondamentali, sicuramente è stato penalizzato dalle opportunità avute ma non sfruttate davanti alla porta; da notare sono, però, la disponibilità e l’altruismo del ragazzo. Per un mancino come lui, giocare a destra e rientrare può favorire anche i gol. Io, anzi, se dovessi scegliere, preferirei rientrare e calciare col mio piede naturale piuttosto che saltare l’uomo sulla fascia e mettere la palla al centro. Mounier dal punto di vista comportamentale è uno dei giocatori migliori che abbia mai avuto: le mie sono valutazioni tecniche nel momento in cui bisogna mettere in pratica gli schemi. L’errore è quello di voler dimostrare di saper fare cose che non sono nel tuo repertorio. Noi in generale abbiamo giocatori molto bravi fino alla tre quarti quindi bisogna migliorare lì davanti. Oikonomou e Ferrari sono due ragazzi di prospettiva ma dipende tutto da loro: noi ci crediamo. Vedrò domani chi schierare in campo al posto di Gastaldello, ma chiunque verrà chiamato in causa dovrà viverla come una chance. Mi piacerebbe avere un Destro con lo stesso spirito di sacrificio che ha mostrato Mandzukic ieri sera, perchè quello è l’atteggiamento più importante durante lo svolgimento di una partita“. Guardando, infine, al futuro prossimo e dovendo rispondere a un pronostico di 5 punti da conquistare nelle tre partite rimanenti sino alla sosta natalizia, Donadoni chiarisce: “In tre partite cinque punti? Direi che come pronostico va bene perchè entro Natale arriveremmo a 21 punti. Ma io sono convinto che contro le tre prossime avversarie possiamo giocarcela alla pari ed è lecito aspettarsi anche di poter vincere. Ecco perchè non sono abituato a ragionare coi pronostici“.

 

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