Donadoni: “Atalanta squadra con identità precisa. Tanto di cappello al loro campionato, ma dobbiamo riconoscere i nostri valori”


Le parole di mister Donadoni nella conferenza stampa alla vigilia di #AtalantaBFC: “Devo avere delle risposte da Destro, non escludo nessuno a priori”

– di Tiziano De Santis –

Roberto Donadoni, allenatore del BolognaFC, in conferenza stampa presso il centro tecnico Niccolò Galli

In un soleggiato pomeriggio primaverile, alla vigilia di #AtalantaBFC, gara della 33^ giornata di Serie A, Roberto Donadoni chiarisce la pericolosità degli avversari di sabato presso il centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole: “Non mi aspettavo un campionato così da parte dell’Atalanta, tanto di cappello per quello che sta facendo in stagione. Ha messo in evidenza giocatori che gli hanno permesso di fare un mercato importante. Per questo ha grande merito. I bergamaschi hanno esterni che vanno, spingono, sono sempre in area di rigore, pronti a giocarsela e a finalizzare. Petagna ha le caratteristiche di aprire gli spazi. E se oltre a fare il lavoro per la squadre riuscisse ad avere anche gol sarebbe un attaccante da profilo altissimo, da top club. L’Atalanta è una squadra che ha una sua identità precisa. Spinazzola e Conti spingono molto, si propongono, magari in fase difensiva possono avere alcune lacune. A sinistra sono bravi: Kessie, Gomez si scambiano molto. Ormai hanno affiatamento e la condizione, ciò che hanno fatto ha dato loro una grande sicurezza. Il percorso dei ragazzi di Gasperini è stato importante. Noi la dobbiamo raggiungere la consapevolezza. Affrontare un avversario come quello di domani, significa affrontare la squadra in maniera giusta e in condizione giusta. Ci sono anche differenze di valori tra noi e l’Atalanta, ma non vuol dire che noi siamo scarsi, vuol dire, invece, saper riconoscere i loro meriti e i nostri valori“. Il tecnico dei felsinei passa, dunque, ad analizzare le condizioni e le caratteristiche della propria rosa: Krejcì non è Gomez, ma se fa quello che sa fare a me va bene. Mirante sta meglio, è migliorato nettamente. Chiaramente, per un portiere che si deve buttare per terra, che deve avere questi micro traumi costantemente, tutto è da valutare bene. Io sono ottimista. Capire se sarà titolare o meno dipenderà dalla seduta di oggi pomeriggio. Petkovic complessivamente è meno attaccante di Petagna, ma per caratteristiche fisiche può avvicinarsi un po’. Dipende sempre molto dell’atteggiamento mentale. Mertens, per esempio, non ha una grande fisicità, ma guardate come si smarca, come si muove. Petkovic è un giocatore con caratteristiche diverse da Petagna, ma si sta conoscendo meglio anche lui nel ruolo. Spazio a chi ha giocato meno? E’ relativo. Helander ha avuto opportunità ed è stata una piacevole sorpresa. Rizzo anche, ma è stato spesso infortunato. E’ una storia che si ripete per diversi giocatori. Questi calciatori, se ritengo abbiano le motivazioni e le condizioni giuste, giocheranno. Domani ci sarà spazio per altri giocatori. Dobbiamo ancora valutare Simone Verdi, Pulgar è squalificato: quindi le occasioni per gli altri capitano. Nessuno pretende che uno in quella gara dica tutto di sé, ma certo qualcosa sì. Io non mi metto a fare esperimenti, ma cerco di valutare ancora meglio il bagaglio umano e tecnico, e poi vedremo il futuro“.

Mattia Destro con la magglia del BolognaFC (ph. Goal.com)

Un caso a parte quello di Mattia Destro, probabilmente alla ricerca di se stesso prima che di gol e prestazione, perduti ormai da troppo tempo: “Io non escludo nessuno a priori. Figuriamoci se lo faccio con Mattia, che da quando sono qui ho fatto giocare il più possibile. Devo avere delle risposte. Quando uno può sentirsi escluso, quello è il momento di fare di più, di mettere in campo più grinta, più determinazione. Questo voglio vedere da lui e dagli altri. Mattia è nelle condizioni. Ma per lui c’è un occhio di riguardo in più perché qualitativamente merita questa. Alla fine bisogna dare. Non si scappa da questo. Non voglio pensare che la media di oggi – in realtà quella di sempre – sia il suo top, il suo limite. Non deve essere così. Non voglio che sia così. Ma quello che voglio io ha un peso, quello che vuole lui un altro. Solo lui può determinarlo. Non mi sono mai aspettato da lui che facesse gol ogni partita, ma che durante la partita dia il contributo giusto, quello sì. Prendi Petagna. E’ uno che dà tutto per la squadra“. Donadoni chiarisce, infine, la propria posizione (presente e futura) sulla panchina del Bologna: “Il finale di stagione metterà in discussione la posizione di Donadoni o è tutto deciso? Decidetelo voi. Noi affrontiamo il quotidiano, la realtà nel modo migliore, con tutto quello che ci va messo dentro. Il resto sono frasi che riempiono i giornali, e a me non interessa. Non ha alcun senso un cambio in panchina, la squadra che sto allenando è frutto di tante energie, di tante scelte, ed è giusto che ognuno si tenga la sua. Non mi ritengo una persona che dice una cosa oggi e domani cambia idea. Quello che dico ha un valore e un peso. Non c’è nessun messaggio che voglio mandare a qualcuno di preciso. La mia volontà è fare il massimo per chiudere bene la stagione e poi ognuno di noi tirerà le somme, come è giusto che sia. Come si motiva? Basta pensare che domani affronti una squadra che vuole fare l’Europa League. Se ognuno di noi nel proprio ambito lavorativo si potesse misurare con qualcuno più grande di lui, lo farebbe. Tra il Casalecchio di Reno e l’Atalanta, io preferisco l’Atalanta. Tra l’Atalanta e il Real Madrid, vorrei giocare contro il Real. Se ti misuri con i più scarsi per far vedere che sono più bravo io, dov’è il bello? La squadra ha recepito? Uno glielo può dire, ma poi dipende da chi le riceve. Il mio compito è questo, oltre a insegnare loro come si deve stare in campo“.

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