Donadoni avverte: “Contro il Carpi come se fosse la Juventus”


Alla vigilia della sfida contro il Carpi, il tecnico rossoblù Donadoni pretende massima attenzione da parte del suo Bologna e rimanda qualsiasi ragionamento sul futuro suo e della squadra

– di Marco Vigarani –

Donadoni durante Bologna-Juventus (ph. Schicchi)

Donadoni mantiene alta l’attenzione della squadra in vista della gara contro il Carpi (ph. Schicchi)

In città si sognano già traguardi lontani e prestigiosi, ma domani il Bologna attenderà al Dall’Ara la visita del Carpi neopromosso e traballante quindi oggi Roberto Donadoni in conferenza stampa ha deciso di lanciare un messaggio forte alla sua squadra per mantenere l’attenzione ben puntata sul presente. “Queste sono le partite più pericolose – ha detto – perchè o si affrontano nel modo giusto oppure riservano sempre brutte sorprese. Giocare contro il Carpi per noi equival a giocare contro la Juventus, servirà il massimo della determinazione perchè loro sono una squadra in salute e con un’identità precisa che va oltre i valori tecnici. Ho già detto in settimana ai ragazzi che chi domani non sarà pronto a dare il 110% può anche evitare di scendere in campo“. Ecco allora che Donadoni non fa mistero di quelli che secondo lui sono ancora i limiti di questo Bologna: “Sono fermamente convinto che si possa fare meglio e che tutti i giocatori in rosa meritino attenzione ma soprattutto credo che questa sia ancora una squadra incapace di azzannare la vittima al collo quando è giusto farlo. A Palermo c’erano condizioni meteo particolari ma dovevamo saper leggere meglio la partita ed approfittare dell’occasione: con maggiore determinazione avremmo potuto conquistare i tre punti“.

Matteo Brighi (ph. CalcioNews24)

Donadoni ha mostrato grande considerazione per Matteo Brighi (ph. CalcioNews24)

A proposito di limiti, si è parlato quindi della scarsa vena dell’attacco e soprattutto del centrocampo: “Adesso sento anche critiche a Higuain quindi invito sempre ad un maggior equilibrio nei giudizi però è vero che in questa rosa ci sia un potenziale offensivo maggiore di quanto espresso finora. Penso ad esempio agli esterni che devono imparare a farsi trovare in area a maggior ragione visto che non abbiamo grandi saltatori di testa a cui servire dei cross. A centrocampo poi alcuni ragazzi per ruolo magari sentono meno responsabilità nella fase offensiva ma anche a loro chiedo più voglia e determinazione perchè entrando in area cinquanta volte è possibile magari trovare quattro gol ma se ci entri solo cinque volte diventa più difficile. Brighi ad esempio secondo le mie conoscenze calcistiche è tra i centrocampisti migliori in assoluto negli inserimenti per presentarsi in zona gol poi magari ci può essere imprecisione in fase di finalizzazione ma mi piace questo tipo di atteggiamento“. Anche Giaccherini ha meritato una specifica a parte: “Non è facile essere sempre continui, ma sicuramente ci sono modi più o meno utili alla squadra per rifiatare. Lui ha bisogno di certezze e di sapersi gestire meglio“. Due parole poi anche per gli ex della sfida: “Mancosu e Crimi sono innanzitutto due bravissimi ragazzi e due ottimi professionisti che mi hanno sempre dato una mano pur non trovando grande spazio nei due mesi in cui hanno lavorato con me. Se il Carpi ha pensato a loro come rinforzi per la lotta salvezza evidentemente ha pensato che avessero le qualità adatte“.

Donadoni alla guida dell'Italia, con la quale ha disputato l'Europeo del 2008 (ph. biografieonline)

Donadoni di nuovo in Nazionale? Ci sarà tempo per parlarne (ph. biografieonline)

Ampliando quindi il discorso ad una visione d’insieme su questo finale di stagione, Donadoni poi ha ribadito ancora una volta l’allarme: “Credo che pensare a vincere domani per poi gestire il finale di stagione senza pressioni sia l’errore più grave che possiamo commettere. Anche in questo caso ho già parlato ai ragazzi e spiegato che non apprezzo questo tipo di mentalità: ritengo che i prossimi due mesi e mezzo siano fondamentali per tutti, me compreso. Si dovrà compiere adesso il vero salto di qualità per impostare il cammino verso il prossimo campionato sia dal punti di vista tecnico che societario. Adesso siamo questi e sta a me tirare fuori il meglio possibile da questo contesto ma poi capiremo in base a quanto fatto da oggi alla fine della stagione come sviluppare il futuro con i dirigenti e la proprietà nell’ottica di un’ulteriore crescita“. L’ultima specifica è poi sul suo futuro: “Ad un certo punto della stagione succede sempre che inizino ad uscire determinate voci ma sono abituato a parlare di fatti concreti. Certamente gli attestati di stima possono far piacere ma non mi distolgono dal mio presente che è qui a Bologna. Una chiamata di Tavecchio? Se arriverà ci sarà tempo di considerare tutti i possibili ragionamenti ma non è questo il momento“.

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