Donadoni: “Cagliari squadra di livello. Dai miei voglio la rabbia addosso”


Donadoni non vuole che i suoi ripetano la prestazione di Torino. Parole importanti su Nagy e Di Francesco. Pulgar arrivato solo venerdì, verso la panchina.

-di Luca Nigro-

Roberto Donadoni in conferenza nella nuova sala stampa di Casteldebole

Roberto Donadoni in conferenza nella nuova sala stampa di Casteldebole

Al centro tecnico Nicolò Galli di Casteldebole, in una rinnovata sala stampa, Roberto Donadoni parla alla vigilia di Bologna-Cagliari. Tanti i temi toccati. Si parte dai prossimi avversari: “Che il Caglari sia una neopromossa valida, è sotto gli occhi di tutti. Ha una struttura importante ed è una squadra di assoluto valore che merita rispetto Ha fatto un bel mercato, si è rafforzata con giocatori di esperienza quali Isla, Padoin, Borriello, tutti calciatori di levatura superiore. Questo dimostra quale sia il valore generale. Per quanto mi riguarda dal punto di vista dell’intensità, mi aspetto una partita molto diversa da quella che abbiamo disputato a Torino. Voglio una squadra che abbia la rabbia addosso. Domani chi scenderà in campo, deve sapere che dovrà fare una fatica doppia in un orario dove non è consuetudine giocare, e questo è un ulteriore avversario in più. Borriello? E’ un campione di cui avere rispetto. Nella sua carriera, a parte qualche stagione, ha sempre fatto bene”. Si torna poi sulla batosta di Torino. Per Donadoni bisogna mettersela alle spalle: “Siamo riusciti a vedere l’altro ieri un po’ di quello che è successo. Abbiamo parlato un pò della partita, ma non c’è tanto tempo di pensare a questo ormai. Io cerco di dare una mano in campo e fuori. A volte il giovane tende a ingigantire una difficoltà. Sanno che devono essere tranquilli.  Non pensiamo al 5-1, ormai è un dato di fatto. La cosa più lampante di quella gara, è stata l’intensità inferiore che noi avevamo rispetto a loro. Adesso però bisogna ripartire. Bisognava farlo anche se fosse arrivato un risultato opposto. I giocatori di spessore sono quelli che guardano all’attualità e non al passato. Domani avremo la possibilità di dimostrare qualcosa. Non siamo una squadra che può subire 5 gol al passivo. Poi ovviamente i gol bisogna anche farli”. L’argomento poi si  sposta sulle condizioni fisiche dei nazionali: “I nazionali stanno tutti bene, non ci sono problemi. Qualcuno come Pulgar, ha viaggiato a lungo e si aggregato a noi solo ieri. In generale però hanno recuperato tutti. Quando giocano le nazionali, le settimane sono sempre settimane particolari. Danno lustro alla società, è vero, ma allo stesso tempo tolgono la continuità al lavoro”. Sulle parole di Fenucci rilasciate qualche giorno fa, in cui l’Ad ha dichiarato che era stata costruita una squadra più forte di quella dello scorso anno e che adesso toccava all’allenatore migliorare la classifica, Donadoni risponde così: “Una rosa deve dimostrare di essere forte, non basta dare il compito all’allenatore. Questa è una squadra che ha cambiato molto, ha perso due tre pedine fondamentali ma si deve ripartire di nuovo con la voglia e la determinazione giusta. Sono sicuro che si può fare bene. Il lavoro che fa va fatto non è solo sul campo, ma a 360 gradi da parte di tutti. Quando c’è questa intenzione, anche con il nostro pubblico, allora nulla ci deve intimorire. Noi abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, non solo di quello degli atleti che vanno in campo”. L’ungherese Adam Nagy che tanto bene ha fatto in Nazionale contro le Isole Far Oer, giovedì è stato provato da playmaker davanti la difesa. Il tecnico per lui ha parole al miele: “Nagy può giocare in tutti e i tre ruoli. Giocatore che ha tutte le carte in regola per diventare un giocatore di grande spessore. Un ragazzo come lui lo vorrei avere sempre a disposizione. E’ uno di quei professionisti che l’allenatore è felice di avere a disposizione”.

L'ungherese Adam Nagy favorito su Pulgar per il ruolo di mediano davanti la difesa (ph. italiacalcio24.it)

L’ungherese Adam Nagy favorito domani su Pulgar per il ruolo di mediano davanti la difesa (ph. italiacalcio24.it)

Proprio Nagy, domani protebbe prendere il posto di Pulgar e inevitabilmente il discorso cade sul cileno che a Torino è stato un po’ la croce e delizia dell’undici rossoblù: “La prestazione di Pulgar a Torino è stata due facce? E’ stata la squadra ad avere un calo, questo a dimostrazione che se tutti quanti remano nel modo giusto, i singoli risaltano. Quando si comincia un pò a essere in difficoltà per un motivo o per l’altro, il ragionamento è individuale e lì saltano fuori i limiti. Anche lui ha sofferto questo. Abbiamo diversi giocatori che inseriti in un contesto fanno impressione. Non possiamo non prescindere da un discorso di squadra”. Sicuramente, quella appena trascorsa, è stata la settimana di Federico Di Francesco. Donadoni tuttavia non si scompone, perché conosce le qualità del ragazzo: “Sono abituato a vedere cose di questo genere. Lui ha fatto bene nell’Under21 quando è stato chiamato in causa. A volte ci si ritrova a dover fare i conti con partite dove ci sono giocatori della stessa età. Ci sono tanti calciatori non titolari in nazionale. Mi è piaciuto come è andato dentro. E’ uno che arriverà a giocare, ma deve crescere di pari passo con la squadra”. Sia a Torino che contro il Crotone, si è visto un Bologna migliore più nella prima frazione che nella seconda. Il tecnico bergamasco non la pensa cosi: “Primo tempo meglio e un secondo figlio degli stati d’animo? No. L’impronta che io voglio dare non la intendo riferita all’inizio o alla fine, la prentendo sempre. A volte tu non sei in grado di poterla fare. E’ l’intensità che fa la differenza e si deve ricercare sempre. Non può essere l’allenatore che dice: Vai più forte. Poi sei tu a dover intuire. Alla fine la cosa fondamentale è che si corra. L’obiettivo è far crescere i ragazzi il più possibile. So di avere del materiale buono, che deve però dimostrare molto. Voglio accompagnarli in questa crescita. Spero che il tempo sia meno lungo. Non si può perderne molto. Chi prima saprà colmare questo gap, più chance avrà di giocare. Un allenatore deve pensare di avere in mano i giocatori più forti del mondo”. Sul versante infortunati ci sono alcune novità: “Maietta e Donsah dovrebbero rientrare a pieno ritmo martedì prossimo. Dovremo ricondizionarli a livello di gruppo. Floccari sta continuando il suo percorso di recupero insieme alla squadra non è ancora pronto. Su  Rizzo era difficile pensare a una lesione muscolare: infatti non lo è. Ha preso una pallonata che gli ha rotto dei vasi capillari, quindi è solo un cumulo di sangue. Nemmeno Ferrari è ancora pronto, come Sadiq”. Infine si chiude con un pensiero sulla sua esperienza a Cagliari: “Bel ricordo, bella esperienza per me, A livello ambientale mi sono trovato molto, ma poi Cellino poi ha deciso di esonerarmi, si è preso questa responsabilità cha ancora oggi non mi spiego. Sono legato a Cagliari e in particolare modo a Gigi Riva, persona che stimo moltissimo e che ho avuto anche con me in Nazionale”.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *