Donadoni: “Con l’Empoli una delle più difficili. Crisetig è pronto”


Alla vigilia del match contro i toscani, ultima gara del 2015, Roberto Donadoni parla del momento del suo Bologna, tra mercato e un futuro ancora tutto da scrivere. Non prima però di aver affrontato l’Empoli 

– di Luigi Polce –

Donadoni oggi in conferenza stampa

Donadoni oggi in conferenza stampa

Un’altra settimana blindatissima per Donadoni e il suo Bologna, che con la vittoria in extremis a Genova ha dato continuità al successo sul Napoli. Ora c’è l’Empoli, per chiudere al meglio questo 2015 rossoblù. Anche se i toscani sono squadra da prendere con le molle, reduci da tre vittorie consecutive: “Non abbiamo fatto cose particolari in questa settimana – ha affermato il tecnico rossoblù in conferenza stampa, sulla domanda relativa agli allenamenti a porte chiuse –, ma questa partita per noi è veramente importante e deve essere affrontata con grande impegno e soprattutto maturità. Per il sottoscritto questa gara è molto significativa, e togliendo il forse è una delle più difficili: basta guardare la classifica per capire che avversario andremo ad affrontare. L’Empoli sta facendo molto bene, è la sorpresa di questo campionato, e noi non possiamo che pensare di dover esprimere una prestazione di altissimo spessore perché solo così puoi avere la meglio su un avversario come quello di domani”. Anche il Bologna comunque sta bene, visti gli ultimi risultati favorevoli: “Sotto il profilo della convinzione sarà per noi un processo di continua crescita, soprattutto in caso di risultato positivo, ma pensare a cosa succederà dopo l’Empoli è l’errore più grosso che possiamo commettere. Tutte le nostre energie devono essere rivolte a questa partita, gli altri discorsi li faremo di conseguenza”. Discorsi che porteranno inevitabilmente al mercato, ormai alle porte. Donadoni ha le idee chiare su quelli che saranno gli scenari, indipendentemente da quello che succederà domani sera: “La nostra maturità deve essere quella di capire che un risultato non può determinare un ragionamento fatto in un modo piuttosto che in un altro. Se riavvolgiamo la pellicola, tutti noi avremmo scommesso poco su queste sei giornate, ma questo non deve cambiare i nostri pensieri: abbiamo le idee chiare su quello che dovremmo fare, poi ci saranno da fare delle considerazioni sulla fattibilità delle operazioni. Considerazioni che, per l’appunto, vanno fatte non in funzione di un risultato”. Tornando alla gara contro l’Empoli, sarà la prima senza Amadou Diawara, appiedato dal giudice sportivo dopo il doppio giallo rimediato a Marassi: “Lui sa cosa va fatto e cosa non va fatto. Chiaro che quando un giocatore viene espulso per situazioni che non riguardano il gioco fa un danno oltre che a sé stesso anche alla squadra, e questo non mi piace e deve servire da lezione. Nella mia carriera ho rimediato una sola espulsione, per un fallo di reazione, che mi costò la finale di Champions. Non mi è mai più successo e di questo ne vado particolarmente fiero”. Al posto di Diawara, toccherà a Lorenzo Crisetig che avrà a disposizione una chance importante: “Non ho dubbi da questo punto di vista – sentenzia il mister -, Lorenzo deve solo essere convinto dei suoi mezzi. Non deve pensare di fare niente di straordinario se non quello che sa fare, è un giovane con delle potenzialità che deve migliorare su alcune cose, ma non mi aspetto nulla di particolare da lui se non un buon approccio alla partita, poi tutto verrà di conseguenza. Ci sono altri che non hanno ancora avuto spazio e mi auguro di poter dare loro la chance al momento opportuno, ma l’atteggiamento è sempre stato positivo da parte di tutti”. Donadoni che fin qui ha svolto un lavoro egregio, ma che non ha assolutamente voglia di sedersi su quanto fatto in queste prime settimane in rossoblù: “So benissimo che ad oggi è stato fatto ancora poco o niente. Sono state dette tante cose dal mio arrivo, ma io credo che la risposta si possa trovare solo nella capacità e volontà di un gruppo, di uno staff e di una società di voler cacciare il più lontano possibile una situazione di classifica complicata. Tutto il resto fa parte del contorno e io rimango con l’equilibrio necessario: la difficoltà è dietro l’angolo, e per cadere ci vuole poco”.

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