Donadoni: “Determinati come in una finale di Champions. Dzemaili via prima? Non sono convinto”


Conferenza della vigilia della trasferta di Palermo, mister Donadoni parla anche di Milan, dell’infortunio di Nagy e del futuro di Dzemaili

– di Marco Vigarani –

Anche Donadoni ha parlato della svolta in casa Milan con l’addio di Berlusconi (ph. Gazzetta.it)

Avvio di conferenza stampa anomalo per mister Donadoni che non può esimersi oggi da un pensiero sul destino del Milan a poche ore da una svolta epocale: “Aver raggiunto la chiusura del cerchio mi sembra ottimale dal punto di vista societario. L’incertezza dava modo a tutti di chiacchierare in un modo e nell’altro. Le dinamiche cambiano dopo 31 anni di grande storia con Berlusconi, è una pagina che viene girata e ne inizia un’altra spero con altrettanti successi. Un paragone tra Saputo e Berlusconi? Sono passati trent’anni, non posso pensare di dare consigli a Saputo in tal senso. È tutto troppo diverso per poter definire una linea guida per il Bologna partendo dall’esperienza di Berlusconi al Milan. Penso che debba soltanto prevalere il buonsenso. Saputo è un presidente che comprende bene la lingua e questo è un fattore che cambia molto le dinamiche dei rapporti rispetto alla situazione futura del Milan cinese ma soprattutto devo dire che con lui c’è un rapporto perfetto“.

Stagione finita per Adam Nagy a causa di un grave infortunio (ph. Schicchi)

Il tecnico rossoblù poi guarda in casa propria e racconta: “In questo momento ci deve essere la convinzione di andare a Palermo ad affrontare una squadra che ha delle difficoltà ma dobbiamo essere focalizzati su noi stessi. Abbiamo anche delle defezioni e chi va in campo deve essere determinato come in una finale di Champions League: questa è la mentalità che dobbiamo avere in queste ultime gare. Abbiamo ancora tanti punti in palio, la benzina c’è ma non basta per viaggiare. Serve un pilota che sappia guidare l’auto. Dal punto di vista fisico ci siamo, poi c’è la componente testa che va sempre valutata. In questi mesi ho sempre provato a sollecitare una reazione dalla squadra variando anche il tipo di segnale“. Ecco quindi il punto di Donadoni sul tema degli infortuni partendo da quello più grave: “Nagy ha finito il suo campionato, è distrutto per non poter dare il suo contributo e questo dice tanto del suo spessore umano. Sono molto dispiaciuto, ho cercato di gestirlo e poi si è fatto male calciando da solo. Ci teneva davvero tanto a restare con noi. Donsah ha qualche linea di febbre e non dovrebbe esserci, poi sono out Rizzo e Helander. Verdi se va in campo è perché lo reputo disponibile. Abbiamo avuto anche qualche difficoltà con Krejci in settimana ma anche lui non ha problemi“. Non viene poi escluso in tal senso l’impiego di un attacco diverso dal solito: “L’attacco con i tre brevilinei Krejci-Verdi-Di Francesco è una possibilità e credo che ci siano le condizioni per vederlo in campo. A parte Destro e Sadiq gli altri sono tutti falsi nueve e possono essere utilizzati. Petkovic è in crescita costante poi è chiaro che una continuità di squadra aiuterebbe maggiormente l’inserimento di un calciatore ma il suo percorso rispetta le mie aspettative“.

Roberto Donadoni in conferenza stampa

Donadoni poi parla di motivazioni e di gestione del gruppo: “Vado sempre al lavoro per svolgere un compito: questo mi porta a dare il meglio. Non devo essere spinto da un obiettivo specifico come fare un certo numero di punti o puntare ad un determinato piazzamento. Conosco grandi calciatori che hanno dentro di sé grandi motivazioni senza cercarle all’esterno e qui al Bologna puntiamo ad averne più il maggior numero possibile con queste caratteristiche. Conosciamo le distrazioni del mondo di oggi e quindi i discorsi che si facevano quindici anni fa vanno modificati ma viviamo tutti nello stesso contesto e sappiamo come trattare tutto questo. Con qualcuno devi essere padre, con altri un fratello maggiore o uno zio“. L’ultimo pensiero è dedicato già al mercato: “Per crescere e migliorare bisogna anche individuare i giocatori adatti a farlo. Il contributo arriva non solo dai nuovi acquisti ma anche da chi c’è e deve mostrare il valore di un anno di esperienza alle spalle. È ovviamente importante avere la possibilità di acquistare giocatori che garantiscano un impatto forte sul piano della personalità che però è un fattore che può crescere con l’età. Non parlo per forza di fuoriclasse ma di giocatori consapevoli delle proprie qualità che cercano sempre di esprimerle al massimo. Il futuro di Dzemaili? Non ho la convinzione che se ne vada prima del tempo. Oggi ragiono come se dovesse finire l’anno qui e questa è la mia convinzione“.

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