Donadoni: “Dobbiamo dare continuità a quanto di positivo stiamo facendo”


Roberto Donadoni ha parlato alla vigilia della trasferta di Firenze, ribadendo la volontà di continuare sulla strada intrapresa nelle prime tre gare. Il tecnico bergamasco ha difeso la scelta di Pulgar nel calciare la punizione contro il Napoli, e ha annunciato il forfait di Maietta anche contro l’Inter

-di Calogero Destro-

Roberto Donadoni in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Firenze

Roberto Donadoni ha parlato alla vigilia della gara contro la Fiorentina. Queste le sua parole: “Dobbiamo dare continuità a quei 60′ fatti vedere contro il Napoli. Affronteremo una squadra che viene da un risultato importante nell’ultimo turno. Se l’interpretazione dei ragazzi è quella della settimana scorsa si può continuare col 4-2-3-1. Il modulo è una conseguenza della disponibilità innanzitutto dal punto di vista atletico. Il Bologna ad oggi è una squadra che ha fatto vedere qualcosa, ma bisogna ancora lavorare molto, Difficile dare giudizi dopo sole 3 giornate. Sappiamo di aver messo in difficoltà anche il Napoli, che è una squadra di un certo valore, e questo ci deve dare ancora più convinzione, facendoci capire che dobbiamo ricercare quel tipo di approccio alla gara e di compattezza di squadra, che impedisce a giocatori anche di caratura importante di trovare spazi e giocate. La Fiorentina è una squadra che ha del materiale tecnico importante. Ha trovato delle difficoltà in partenza, ma domenica ha dimostrato quanto di buono può fare quel gruppo. Credo sia una bella prova per entrambe le squadre. Noi dobbiamo pensare a noi, a prescindere dallo stadio in cui giochiamo: vogliamo dare continuità a quanto di positivo stiamo facendo“.

Donadoni ha fatto anche punto sulla situazione infortuni:  “Maietta non sarà dei nostri, dovrebbe saltare anche l’Inter. Stiamo valutando chi ha avuto qualche acciacco“. L’assenza di Maietta, secondo il tecnico bergamasco, non peserà dal punto di vista della leadership, concetto collettivo e non individuale: “La vera leadership di questa squadra è il gruppo, c’è una competitività fra i giocatori che porta ad esprimere dei valori superiori di quanto non facciano oggi rispetto a domani. Leadership vuol dire dunque trarre vantaggio a livello di gruppo e livello di squadra. E’ il campo che fa in modo che gli focalizzino un giocatore piuttosto che un altro“.

Poi alcuni pensieri sui singoli: “Palacio è uno che cerca di ricoprire un ruolo specifico sia dentro che fuori dal campo, è un esempio da tutti i punti di vista. Adesso è all’80% della forma, ma lo valuto di volta in volta. Pulgar? Ci sta che uno si prenda delle responsabilità, lui in settimana le calcia, ed è tra i migliori. Quello che lui deve migliorare sono quei momenti non di blackout, ma di frustrazione per non essere riuscito ad adempiere alle sue aspettative. Ma non si può martirizzare uno perché ha sbagliato una punizione. Se l’avesse battuta Verdi calciandola 10 metri sopra la porta nessuno avrebbe detto nulla, perché era il più preposto per compiere quel gesto tecnico. Sui rigori non ci sono gerarchie, ci sono 3-4 giocatori che possono tirarlo e lo fa chi se la sente“.

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