Donadoni: “Dobbiamo mettere in difficoltà l’Inter. Palacio? E’ un leader, Destro sa che ha un concorrente in più”


Roberto Donadoni, alla vigilia della gara con l’Inter, elogia Palacio. Il tecnico spera di recuperare Masina, De Maio e Destro. Out Maietta e Krejci.

-di Luca Nigro-

Roberto Donadoni durante una conferenza stampa

Roberto Donadoni, alla vigilia della gara di domani sera al Dall’Ara contro l’Inter, si aspetta che la sua squadra faccia ancora di più di quello visto con Napoli e Fiorentina. Il tecnico rossoblù inizia la conferenza parlando della situazione degli infortunati: Devo valutare ancora De Maio e Destro. Se non li vedo stamattina in campo non posso dare delle certezze. Maietta è ancora lontano dal recupero mentre Krejci tra oggi e domani dovrà sostenere un piccolo intervento. Masina? Vediamo come sta anche se credo che tutto sia rientrato”. Donadoni continua analizzando la gara di sabato scorso: “La partita di Firenze mi è piaciuta. La squadra è stata compatta in fase difensiva però dobbiamo crescere dal punto di vista della proposta offensiva. Questo aspetto può mettere più pressione all’avversario. La giocata di Taider sul gol, per esempio, è la fine di un’azione di quattro passaggi fatti bene partita da Masina e conclusa da Palacio con palla avanti e palla indietro”. Si passa poi al giudizio sui nerazzurri: “L’Inter sicuramente è superiore rispetto alla Fiorentina e ci sta che in alcuni frangenti della gara puoi anche subire. Noi però dobbiamo essere più convinti nel cercare di attaccarli. Il Crotone sabato ha fatto una buona gara ma alla fine ha preso due gol. Noi idem con il Napoli ma alla fine abbiamo perso prendendone tre. Se guardiamo i risultati di Ieri, tutte le piccole sono cadute. Questo delinea dei valori tra le big e le altre squadre ma bisogna cercare di reagire e invertire la tendenza. Noi dobbiamo puntare più su un gioco corale e cercare di sfruttare le occasioni che ci capiteranno perché squadre come l’Inter prima o poi le sfruttano. Se pensi solo a limitarli rischi di perdere. Bisogna andare alla ricerca di soluzioni anche con i centrocampisti. Bisogna cercare di avere almeno quattro giocatori dentro l’area per creare pericoli e densità. L’Inter ha delle individualità importanti, bisogna essere bravi a metterli in difficoltà ed essere più concreti possibili sotto porta”. Chiusa la valutazione sull’Inter, Donadoni approfondisce il suo pensiero su Palacio e se l’argentino avrà i 90’ sulle gambe: “Devo valutarlo dopo la gara di sabato, bisogna capire il suo grado di stanchezza visto gli impegni così ravvicinati. Tuttavia domani avremo di fronte la sua ex squadra e avrà la voglia di dimostrare. Ovviamente dovrà stare bene fisicamente. I giocatori forti sono sempre indispensabili perché riescono a sviluppare le situazioni in campo superiori alla media. Palacio può fare tanti ruoli lì davanti e questo beneficia anche i compagni. È un leader e questo è fondamentale per se stesso e per il gruppo. In attacco però ci sono altre soluzioni, tipo Petkovic. Se Rodrigo poteva giocare nel mio Milan? Certamente sì, è un grande giocatore e in quella squadra ci sarebbe stato benissimo. Destro? Noi abbiamo sempre cercato di creare concorrenza. Ciò non significa togliere il posto a qualcuno, anzi questo deve stimolare un calciatore. Ovviamente il posto da titolare devi guadagnartelo e se vuoi essere protagonista quantomeno devi essere alla pari con gli altri. Questo concetto vale per tutti i ruoli. Mattia adesso sa che ha un concorrente in più. Se lui e Palacio possono giocare insieme? Col Napoli lo hanno fatto. Spero che questa idea possa sviluppare anche in futuro. Donsah e Mbaye? Godfred ha fatto bene a Benevento, volevo metterlo a partita in corso sabato ma l’infortunio di Masina mi ha costretto a fare altre scelte. Comunque sta bene e sto valutando tutte le possibili. Mbaye è a disposizione e potrebbe essere utile anche a sinistra. Gonzalez? Ha fatto un’ottima partita e le risposte dei due centrali sono state positive, tuttavia avere i due esterni che stanno bene è molto importante. Il 4-2-3-1? Il modulo dipende dai giocatori e non è legato a qualcuno in particolare. Se ho la loro predisposizione a fare un certo tipo di lavoro, si può lavorare su più soluzioni tattiche”.

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