Donadoni: “Domani gioca Santurro. Le 100 panchine a Bologna? Mi auguro di farne tante altre”


Roberto Donadoni, alla vigilia della gara con la Roma, lancia Santurro. Da valutare le condizioni di Dzemaili, dubbi sul modulo: probabile il ritorno alla difesa a 4.

-di Luca Nigro-

Roberto Donadoni durante una conferenza stampa

Alla vigilia del match pasquale di domani al Dall’Ara contro la Roma, Roberto Donadoni predica attenzione contro una squadra, quella giallorossa, forte soprattutto lontano dall’Olimpico: “Dobbiamo saper interpretare bene la partita. Non dobbiamo concedere loro la profondità perché hanno giocatori di qualità bravissimi a sfruttare i tuoi errori. Fondamentale sarà per noi essere molto compatti e attenti. La Roma è una squadra che tiene alto il baricentro ma noi dovremo cogliere i momenti giusti e gli spazi che ci concederanno. Sappiamo che affronteremo una squadra che giocherà dopo qualche giorno contro un grande avversario. Anche per noi sarà una gara importante perché incontrare una squadra di questo calibro dà delle motivazioni. Mi interessa affrontare bene la Roma, cercare di raggiungere il risultato. Le molte ripartenze fallite? Dobbiamo provare a cambiare questi aspetti, essere convinti, decisi nel fare la scelta giusta. Noi in questo dobbiamo ancora crescere e ci sono giocatori che non hanno questa attitudine.  La Roma avrà la testa al Barcellona? Pensare ad una gara cosi importante contro una grande squadra come quella spagnola è naturale. Io personalmente quando dovevo affrontare determinati avversari sfruttavo la partita precedente per prepararla al meglio. Santurro? Antonio gioca. Vista la squalifica di Mirante e le precarie condizioni di Da Costa per via delle liste partirà titolare. Antonio è un ragazzo splendido, a livello di professionalità è il top. Arriva sempre per primo agli allenamenti, è attento ai particolari. Questi sono degli aspetti importanti ma al di là di ciò si è meritato questa chance. Ne ho conosciuti pochi come lui nella mia carriera sia da allenatore che da calciatore. Cambi rispetto alla Lazio? Non penso di cambiare tanto, valuterò dopo la rifinitura. Dzemaili? Lui è proprio uno di quelli che dovrò attenzionare. Gli altri nazionali direi che hanno smaltito bene. Destro domani può avere delle motivazioni in più? Le motivazioni non arrivano da una singola partita ma attraverso il lavoro. Mattia si è allenato bene ma ancora non ho deciso chi giocherà lì davanti. Il modulo? Giocare in maniera speculare non riguarda l’avversario. Non escludo che si possa continuare a giocare a tre ma potrei anche ritornare a quattro. Verdi deluso dalle panchine in Nazionale? Mi sarebbe piaciuto vederlo in campo, magari anche per una mezz’ora. Non ha avuto la possibilità di farlo e adesso deve dare tutto da qui in avanti. Mondonico? Non l’ho mai vissuto da allenatore ma l’ho conosciuto in altre circostanze. L’ho incontrato un paio di anni fa in una premiazione legata ai giovani e avevo visto una persona segnata da questa battaglia che lui stava vivendo. Mi dispiace che non sia riuscito a sconfiggere questa maledetta malattia ma credo che abbia trasmesso qualcosa di positivo con un aspetto umano importante. Le mie 100 partite in rossoblù? Per me hanno un peso importante. Aver avuto la possibilità di sedere sulla panchina del Bologna per così tanto tempo è motivo di orgoglio. Devo ringraziare il presidente, la società, i giocatori, tutti coloro che lavorano qui e la tifoseria. Mi auguro di raggiungere tante altre panchine qui e regalare delle soddisfazioni alla gente. Motivazioni in questi ultimi due mesi? Rimangono 9 partite con 27 punti in palio. Noi dobbiamo lottare per fare quanto di meglio si può. Noi lavoriamo proprio per questo obiettivo. Poli e Orsolini? Stanno bene, non hanno nessun tipo di problema. A parte un pò il ritmo partita, direi che per fisicamente stanno bene. Di Francesco? Federico può e deve incidere di più. Deve togliersi di dosso quella responsabilità eccessiva. A volte si sente troppo coinvolto nel fare la cosa più semplice e tralascia le sue qualità. Lui deve avere un pò più di intraprendenza nel prendere palla e fare la giocata ma soprattutto essere continuo nell’azione. Se ci riuscirà ne trarranno i benefici sia lui che la squadra. Federico non deve preoccuparsi solo di difendere ma anche ad offendere e costringere l’avversario alla difensiva come successo con Laxalt nella gara col Genoa. Esordio di qualche ragazzo della Primavera? In questi giorni di sosta qualcuno si è aggregato con noi. C’è l’attenzione su alcuni di loro e non escludo che da qui alla fine qualcuno possa esordire”.

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